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Pizzeria in Piazza San Marco a cielo aperto: "E dove andiamo?". Hanno ragione i turisti?

La foto di oggi per la rubrica “La Bacheca dei Cafoni a Venezia” ci è stata inviata da Alessandro che ringraziamo. La recuperiamo. Lo facciamo per sviscerare un’altra situazione, il punto di vista degli “ospiti”. Era l’estate del 2017.

Un gruppo di una trentina di visitatori (verosimilmente una scolaresca) ha comprato un pacco di pizze da asporto e se lo divide banchettando con le mani nel salotto di Venezia, in Piazzetta dei Leoncini, a fianco la Basilica San Marco. Vuoi mettere il gusto? L’idea era delle capogruppo (forse maestre).

Luogo più “sacro” non ci sarebbe per lo sfregio di un picnic all’aperto, seduti per terra, con bicchieri, e cartoni che saranno trasformati in rifiuti.

Ma, alla luce delle molte discussioni fatte con gli interessati in questi anni, riportiamo anche il loro punto di vista. E’ giusto anche interrogarsi.
Decidete voi se le loro motivazioni siano legittime al punto da giustificare tali “libertà”.

Prima obiezione: “Ma se non si deve mangiare per strada, dov’è che possiamo trovare uno spazio lecito per consumare cibi all’aperto? Non risulta che ci sia un’area ristoro, uno spazio per picnic…”

Seconda obiezione: “Perchè non dovrebbe essere consentito mangiare per strada all’aperto, se ci sono molti negozi che vendono cibi da asporto per turisti? Se non si potessero comprare sarebbero chiusi… Cosa vuol dire: che uno dovrebbe comprare cibo da asporto e portarselo a casa alla sera a fine giornata?”

Terza obiezione: “Limitare questo tipo di libertà personale (come quella di impedire di portarsi nello zaino panini e bibite da casa, ndr) vorrebbe dire obbligare la gente a consumare in bar e ristoranti e tutta la vicenda apparirebbe imposta per favorire una categoria di commercianti e per fare spendere di più i visitatori…”

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Non diamo giudizi.
Dal nostro punto di vista, ci limitiamo a confermare solo che vedere ragazzini che si puliscono le mani dall’unto della pizza sul marmo dei leoncini di San Marco del 1722 è cosa indegna.

La bacheca dei cafoni a Venezia. Vedi tutte le foto.

Riproduzione Riservata.

 

4 persone hanno commentato questa notizia

  1. Di solito si mangia qualcosa passeggiando, che sia comprato sul posto oppure portato da casa. Non è vietato mangiare per strada, è vietato sedersi e bivaccare in giro a causa del fatto che i turisti erano diventati troppo maleducati lasciando rifiuti e “svaccandosi” un po’ troppo. Ora il problema rimane quando si deve usare una toilette (diventa obbligatorio entrare in un bar e consumare) oppure se si vuole restare (comprensibilmente) seduti a riposare un poco. Ricordo soltanto un minuscolo parco con panchine, mentre i cestini per rifiuti non sono così numerosi. Forse la città deve trovare un modo per limitare i turisti entro un numero massimo e una piccola tassa di ingresso potrebbe essere un sistema… Lasciando a tutti la possibilità di ammirare Venezia, però.

  2. I turisti hanno ragione.
    Quindi è doveroso che paghino un prezzo d’ingresso in Città.
    Che verrà speso per allestire limitate zone per consumare pasti all’aperto, con fontanelle, tavolini e con adeguati sistemi di raccolta dei loro rifiuti, ritiro e riciclaggio degli stessi.
    Perchè sicuramente non pretenderanno che il costo totale della loro visita in economia ricada sulle spalle del Comune e sotto gli occhi degli altri ospiti della Città.

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