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Piccolo paese della Sardegna di nuovo in lockdown

Un paese sardo è andato in lockdown: il sindaco si trova in una situazione grave di boom di contagi da giorni. Fluminimaggiore è un comune italiano di 2 837 abitanti della provincia del Sud Sardegna, nella regione dell’Iglesiente e si trovava già ‘blindata’ da 10 giorni ma senza riuscire a far scendere i casi. Oggi […]

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Un paese sardo è andato in lockdown: il sindaco si trova in una situazione grave di boom di contagi da giorni.
Fluminimaggiore è un comune italiano di 2 837 abitanti della provincia del Sud Sardegna, nella regione dell’Iglesiente e si trovava già ‘blindata’ da 10 giorni ma senza riuscire a far scendere i casi.

Oggi vi si contano altri 102 nuovi casi positivi, che si sommano agli 82 già rilevati. “I dati arrivati dallo screening di massa sono gravi, la situazione è disastrosa – scrive su Facebook il sindaco Marco Corrias -. Perciò, sentiti anche i pareri dei nostri due medici di famiglia, e la Direzione dell’Igiene pubblica, abbiamo deciso di prorogare fino al 15 dicembre la zona rossa, con chiusura del cimitero, contingentamento degli ingressi nei locali commerciali, divieto assoluto di lasciare il paese se non per motivi di lavoro o sanitari. Abbiamo concordato con il parroco don Gianfranco anche la riduzione al minimo delle funzioni religiose. I controlli di pubblica sicurezza saranno rafforzati e i trasgressori sanzionati a norma di legge. La situazione è drammatica, perciò invito tutti alla massima collaborazione”, conclude il primo cittadino di Fluminimaggiore.

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L’ordinanza che aveva dichiarato la zona rossa per 10 giorni era sta firmata il 25 novembre scorso, prevedendo la didattica a distanza e la chiusura di bar, ristoranti, parrucchieri, palestre, con le mascherine obbligatorie anche all’aperto, ma finora non ha risolto i problemi.

Un’altra area dove oggi è uscita la temuta parola “lockdown” è quella di Bolzano.
Prendere atto dell’attuale situazione critica dei contagi da Coronavirus, considerare la campagna di vaccinazione del prossimo fine settimana come una grande opportunità e fornire chiarimenti sul cosiddetto Super Green Pass.

Sono i temi attorno ai quali si è declinato l’incontro online di oggi tra il presidente della Provincia Arno Kompatscher, l’assessore provinciale alla Sanità Thomas Widmann e il vice coordinatore dell’unità Covid Patrick Franzoni con le parti sociali e le associazioni ed enti che sostengono l'”Accordo per preservare la vita sociale ed economica in provincia di Bolzano”.

Nella riunione è stato condiviso il messaggio più importante da veicolare a tutta la popolazione: ora serve l’impegno di tutti! Questo è l’unico modo per evitare che gli ospedali vadano in affanno e che si renda necessario un nuovo temuto lockdown.

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Per questo ora è necessario convincere il maggior numero di persone possibile che la vaccinazione è il modo più efficace per uscire dalla crisi da Covid e persuaderle a rispettare le regole in vigore, in particolare quelle ormai note a tutti: mantenere il distanziamento sociale, igienizzare le mani e indossare le mascherine.

L’assessore Widmann ha riferito che il numero di infezioni continua ad aumentare e che i richiami vaccinali sono quindi fondamentali. Per questo è forte la speranza che la popolazione aderisca alla campagna vaccinale prevista in tutto l’Alto Adige il prossimo fine settimana (da venerdì 10 a domenica 12 dicembre).

L’appello è rivolto a tutti: chi non si è ancora vaccinato si presenti per la prima dose e gli altri facciano la seconda o – se l’ultima risale a più di cinque mesi fa – la dose “booster” di richiamo. Come ha riferito il vice coordinatore dell’unità Covid Franzoni, l’organizzazione è in pieno svolgimento e ha definito questa iniziativa “una grande opportunità per tutti gli altoatesini di farsi vaccinare in modo semplice”.

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A cura della redazione di www.lavocedivenezia.it .
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