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Picchiato in Pronto Soccorso e poi morto? Indagati due uomini

Picchiato in Pronto Soccorso e poi morto a causa delle botte? Sarebbe questa la tesi che ha preso forma relativamente al decesso di Bruno Modenese. Secondo una ricostruzione, il paziente potrebbe essere stato picchiato forse nel tentativo di contenere i suoi modi aggressivi. Ovviamente nessun motivo può giustificare l’uso della forza, per questo, si apprende […]

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Picchiato in Pronto Soccorso e poi morto a causa delle botte? Sarebbe questa la tesi che ha preso forma relativamente al decesso di Bruno Modenese. Secondo una ricostruzione, il paziente potrebbe essere stato picchiato forse nel tentativo di contenere i suoi modi aggressivi. Ovviamente nessun motivo può giustificare l’uso della forza, per questo, si apprende ora, per il decesso vi sono due persone indagate, anche se non avrebbero avuto intenzione di recare danni permanenti. Data la delicatezza del caso e deleteri sospetti nati nell’opinione pubblica nelle ore immediatamente successive ai fatti, è precisato che non si tratterebbe né di personale medico, né di personale infermieristico.

La Procura di Venezia ipotizza il reato di omicidio preterintenzionale a carico di queste due persone. Per questo oggi le stesse sono state convocate per presenziare all’affidamento dell’incarico per l’autopsia giudiziaria. Le loro identità erano dunque già note anche se nulla è mai stato fatto trapelare finora proprio per la delicatezza del caso.

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Bruno Modenese, 45 anni, di Pellestrina, è morto martedì scorso, due giorni dopo essere stato ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale Civile di Venezia. I genitori, attraverso gli avvocati Renato Alberini e Augusto Palese, nell’esposto dichiaravano che il congiunto: «Presentava una ingiustificata rottura del setto nasale, visibili segni di ecchimosi al volto, la frattura dello zigomo sinistro con la presenza (certificata a seguito di Tac e Agiotac) di emorragia cerebrale».

Bruno da tempo era in cura al Centro di salute mentale e la sera di sabato 16 settembre avrebbe avuto una “crisi”, così è stato chiamato il “118”. Salito di propria volontà sull’ambulanza ed arrivato al pronto soccorso, accompagnato anche dai carabinieri a causa dello “stato di agitazione”, la famiglia non seppe più nulla finché non scoprì che Bruno Modenese era in coma. Una condizione a cui seguì, dopo poco, il decesso.

Redazione Venezia
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3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Bene, quindi in psichiatria c’è il servizio contenimento ospiti con tanto di botte? Se riaprissero i manicomi non ci manderei i “matti”, ci manderei chi ha permesso questo

  2. Allora chi sono i due personaggi ? e che cosa c’entrano con la struttura ospedaliera ? cosa fanno in reparto ? a questo punto chiedo dove erano i medici e gli infermieri mentre questi ammazzavano l’ospite ? Shylock the first

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