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Morto improvvisamente all’ospedale di Venezia a 45 anni dopo essere stato ricoverato in Psichiatria: i parenti presentano un esposto in Procura. Bruno Modenese è morto martedì pomeriggio all’ospedale Civile di Venezia. L’uomo era stato ricoverato sabato pomeriggio con il 118, chiamato dai famigliari conviventi, per una sorta di stato di alterazione con sintomi di irrequietezza. E’ entrato in nosocomio con le sue gambe, ha accettato il ricovero, “Ma noi da quel momento non lo abbiamo più visto…”, denunciano i famigliari.
Nell’esposto presentato in Procura dagli avvocato Renato Alberini e Augusto Palese, si racconta che domenica il padre sarebbe andato per recargli visita ma l’ingresso sarebbe stato negato. Subito dopo sarebbe stato portato a conoscenza che il figlio si trovava in Terapia Intensiva per “problemi respiratori”.
Domenica sera, sempre il padre, per avere informazioni sullo stato di salute del figlio, avrebbe appreso che il figlio versava in gravissime condizioni. Secondo il medico al telefono c’era stato un arresto cardio-circolatorio ed ora il paziente si trovava in stato di coma.
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Scopri come fare
Martedì sera l’uomo moriva e, secondo i famigliari, sul volto riportava ecchimosi, con presunta rottura del setto nasale, e dell’osso zigomatico sinistro. Il paziente, inoltre, avrebbe avuto un’ emorragia cerebrale.
Oggi verrà conferito l’incarico per l’autopsia giudiziaria. L’Ulss, intanto, ha fatto sapere di aver aperto un’indagine interna e che darà massima collaborazione alle indagini.
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L’autopsia chiarirà tutto. I sensazionalismi non giovano a nessuno.
questa è bella!
ma comunque l’avevo già sentita
Sembra non siano le forze dell’ordine visto che è stato trasportato e affidato ai sanitari, entrato con le sue gambe Shylock the first
Verita’!, Verita !’,Verita’ !
Affidi a dei professionisti le persone fragili e questi per vocazione non dovrebbero mai usare violenza. Notizia che dimostra che il caso Cucchi non è e non sarà mai un caso isolato. Condoglianze alla Famigli.
Vogliamo la verità per il nostro bruno!
Non è il primo caso che sento e non a Venezia ma sempre nel Comune mi scrisse una signora nella pagina Facebook che poi ha cambiato Comune di residenza. Le fu fatto un TSO e ne prese tante da essere piena di lividi. Fece denuncia lei stessa ma non ebbe mai risposta. Se corrisponde a verità qui c’è un’inchiesta da aprire, il suo compagno fece pure il nome in Facebook di chi firmò il TSO ed il perché.