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Homeno vaxNo Vax imbrattano con scritte la sede vaccinale di Vicenza

No Vax imbrattano con scritte la sede vaccinale di Vicenza

Nuovo episodio di vandalismo a Vicenza legato a frange estremiste contrarie alla campagne vaccinali. Nel mirino, questa volta, la sede del Servizio di igiene e sanità pubblica (Sisp) dell’Ulss 8 Berica, situata nel quartiere di San Lazzaro. I muri perimetrali e l’ingresso della struttura sono stati vandalizzati da scritte tracciate con vernice rossa. Tra i […]

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Nuovo episodio di vandalismo a Vicenza legato a frange estremiste contrarie alla campagne vaccinali. Nel mirino, questa volta, la sede del Servizio di igiene e sanità pubblica (Sisp) dell’Ulss 8 Berica, situata nel quartiere di San Lazzaro.
I muri perimetrali e l’ingresso della struttura sono stati vandalizzati da scritte tracciate con vernice rossa.

Tra i messaggi lasciati si leggono slogan come “Nazisti”, “Strage vaccinale” e “Genocidio internazionale”, chiara espressione delle narrative complottiste di alcune frange del movimento “No vax”.
Le frasi, intrise di rabbia e toni apocalittici, richiamano una visione del mondo che accusa le istituzioni sanitarie di orchestrare, attraverso i vaccini, una presunta violazione delle libertà individuali e persino un “controllo globale” sugli individui decretandone la vita o la morte.

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Il movimento “No vax”, negli ultimi anni, si è consolidato su principi che combinano la sfiducia verso le autorità sanitarie e governative, la difesa assoluta della libertà individuale, e una marcata opposizione ai vaccini, ritenuti dannosi o parte di teorie cospirative. Tra i sostenitori, trovano spazio gruppi che si rifanno a ideologie anti-globaliste e anti-scientifiche, spesso amplificate dai social media.

L’episodio odierno si inserisce in un clima di crescente tensione nella regione Veneto, che ha già visto episodi simili in passato. Solo poche settimane fa, scritte contro il “Green Pass” e la campagna vaccinale erano comparse sui muri dell’Ospedale di Padova, mentre un presidio non autorizzato aveva interrotto una conferenza scientifica a Treviso. In altri casi, sono stati presi di mira centri vaccinali o operatori sanitari, sottoposti a intimidazioni.

Le autorità sono intervenute tempestivamente e la Digos della Questura di Vicenza ha avviato un’indagine per individuare i responsabili. Gli investigatori stanno valutando eventuali collegamenti con altri atti dimostrativi, ipotizzando una rete organizzata dietro queste azioni.

Sul piano istituzionale, l’episodio ha suscitato forte condanna da parte delle autorità sanitarie e politiche locali. “Non possiamo permettere che simili atti di vandalismo, accompagnati da una retorica pericolosa, minino la fiducia nella scienza e nella sanità pubblica”, ha dichiarato il Direttore generale dell’Ulss 8 Berica, che ha sottolineato l’importanza di continuare a garantire i servizi alla cittadinanza senza cedere alle intimidazioni.

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“Condanno fermamente l’atto vandalico avvenuto ai danni della sede del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ulss 8 Berica di Vicenza. Le scritte offensive e diffamatorie apparse sui muri della struttura contro il personale sanitario dell’azienda sono un pessimo esempio di manifestazione delle proprie idee, rappresentando, piuttosto, un’aggressione a chi ogni giorno si adopera per la cura e la salute dei cittadini e all’intera comunità”. Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, con riferimento all’imbrattamento con scritte e insulti dei muri della sede del Servizio di igiene e sanità pubblica (Sisp) dell’Azienda Ulss 8 Berica di Vicenza, nel quartiere di San Lazzaro.

“Esprimo piena solidarietà a tutti gli operatori e professionisti: il loro impegno quotidiano merita il più profondo rispetto e gratitudine, di certo non insulti e minacce”.
Nel frattempo, la sede del Sisp rimane operativa, mentre sono già partite le operazioni di ripristino degli spazi danneggiati. Sul piano più ampio, però, l’episodio invita a riflettere sul ruolo del dialogo e della comunicazione istituzionale per contrastare la disinformazione e promuovere una coesione sociale indispensabile per affrontare le sfide della salute pubblica.

Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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