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Una presenza italiana contenuta ma tecnologicamente significativa è schierata nel Golfo: la missione definita “sotto traccia” conta circa 700 militari e comprende sistemi radar avanzati.
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Secondo quanto riferito, nella base oggetto di attacchi è presente il meglio della tecnologia militare italiana. Il ruolo di questi asset è al centro delle valutazioni del ministero della Difesa.
In risposta alle tensioni e agli episodi di violenza, il dicastero starebbe predisponendo il trasferimento di alcuni mezzi e di personale verso Paesi limitrofi, per garantire sicurezza e continuità operativa.
La scelta di mantenere un profilo discreto caratterizza l’impegno italiano nella regione, ma non ne toglie la rilevanza a livello tecnologico e operativo.
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