Nave contro banchina a Venezia, la signora di S. Marta: “Credevo mi entrasse in casa”

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Nave contro banchina a Venezia, la signora di S. Marta: "Credevo mi entrasse in casa"

La nave contro il battello questa mattina a Venezia, sia pur in una scena vista in video, magari al cellulare, è stato un momento sconvolgente per tutti i veneziani, per gli amanti della nostra città e anche per i semplici osservatori. La notizia ha riempito tutti i TG nazionali e internazionali.

La nave “MSC Opera” pochi secondi dopo le 8.30 si avvicinava alla fondamenta della Marittima come un pugile suonato che stava per schiantarsi. Le immagini ci sono giunte in redazione in tempo reale, negli attimi stessi in cui il disastro avveniva. Siamo stati i primi a darne la notizia grazie all’amico Christian Vianello residente alla Giudecca ma non è un vanto, avremmo voluto che un fatto così non accadesse mai, che fosse impossibile accadesse come dicono quelli che difendono le crociere.

I minuti successivi sono stati tempestati di telefonate, di massaggi, di foto, di video, ed era la paura a parlare. Paura vera.
Qualcuno ha azzardato che si tratta dell’incidente più grave avvenuto nelle nostre acque.

La nave ha fermato la sua folle corsa sul mezzo turistico “River Countess” dove ha fatto cinque feriti. Uno dimesso subito dall’ospedale, altre quattro (turiste americane, neozelandesi e
australiane, tra i 67 e 72 anni, nessuna in gravi condizioni) hanno avuto bisogno di accertamenti.

Nave contro banchina a Venezia, la signora di S. Marta: "Credevo mi entrasse in casa"

Msc “Opera”, un gigante di 275 metri per 65mila tonnellate di stazza, aveva il motore in avaria, ma “in spinta”, ha spiegato chi era sui rimorchiatori che facevano da guida. Continuava cioè ad accelerare, e alla fine anche il cavo del rimorchiatore che la teneva ‘frenata’ a poppa si è spezzato.

Il ‘grattacielo’ navigante ha proseguito la corsa, grattando via un pezzo di banchina in cemento armato, poi, mentre dalle radio dei natanti nel canale tutti gridavano “Emergenza, Emergenza!”, ha
colpito sulla poppa il ‘River Countness’ dove i passeggeri facevano colazione, prima di una gita sul Brenta.

La gente ha iniziato ad urlare, a correre, si è buttata verso l’esterno, cadendo e rialzandosi, per fuggire di corsa. Dalla stessa ‘Msc “Opera” i turisti hanno filmato, atterriti, quello che vedevano dal ponte: “oh mio Dio, oh mio Dio!” ha gridato più volte una donna, credendo di vedere gente finire in acqua. Non era però così fortunatamente.

La nave è stata vista dalla finestra da qualcuno che ha pensato che gli arrivasse fin sul portone, mentre chi ha osservato tutto dalla Giudecca ha pensato che sarebbe successa una strage.

“Emergenza, Emergenza!” gracchiavano intanto dalla radio di un ferry boat, tentando l’inutile avvertimento al comandante del battello.

“Vedevo questa punta avvicinarsi e ho pensato che arrivasse fino a casa mia, dico la verità” racconta una signora residente a Santa Marta, vicino al luogo dell’incidente. “Ero nella mia terrazza, al quarto piano e vedo benissimo il canale della Giudecca – prosegue – quando ho visto la nave che si avvicinava verso di noi, sembrava venisse fin qui, infatti si è incuneata nella banchina. Un rumore assordante, tutti i clacson suonavano. Si può dire che è andata bene”.

Se l’è vista brutta un marinaio in servizio sul battello fluviale, il “River Countess”. “Quando abbiamo visto lo nave che stava avanzando – dice – tutti hanno iniziato a gridare, tutti correvano. Mi sono allontanato in fretta, facendo un salto per scendere. Ha riportato una ferita ad un braccio, “ma adesso sto bene” spiega. “Il capitano – prosegue – mi ha preso e mi ha portato al sicuro, la nave, vicina, era grandissima”.

L’incidente ha riaperto la polemica sul piano alternativo per far arrivare le navi, attraverso la bocca di Malamocco, e il canale Vittorio Emanuele. Piano elaborato da tempo, che vede d’accordo Comune, Regione e compagnie crocieristiche, ma non ha ancora convinto il ministero dei trasporti.

La reazione del ministro Toninelli è arrivata subito, con la promessa che lo stop alle grandi navi arriverà a breve. “Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva” ha twittato il responsabile dei Trasporti.

Poco dopo il Mit ha spiegato che “i ministri interessati si vedranno a breve scadenza per tirare le somme sulle opzioni progettuali individuate allo scopo di trovare la soluzione definitiva migliore, che arriverà presumibilmente entro il mese di giugno”.

Un impegno che il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, polemizzando con Toninelli, ha chiesto più volte. “E’ l’ennesima dimostrazione – ha detto – che non è più pensabile che nel canale della Giudecca passino le grandi navi. L’abbiamo detto da 8 anni, chiediamo immediatamente l’apertura del Vittorio Emanuele”.

Il prefetto di Venezia ha convocato, alle ore 16, una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, alla presenza del sindaco di Venezia e della Città metropolitana, dei vertici delle Forze dell’Ordine, dei rappresentanti del Comune di Venezia, dell’Autorità di sistema portuale, della Capitaneria di Porto, della Polizia di Frontiera, Marittima e Aerea e dei Vigili del fuoco.

I presenti sono stati concordi nel convenire che si rende necessario intervenire con misure urgenti, anche alla luce del verbale del Comitatone del 7 novembre 2017, nel quale veniva condivisa la volontà di superare definitivamente il problema del transito delle Grandi navi nel Bacino di San Marco e nel canale della Giudecca, mantenendo la centralità dell’esistente Stazione Marittima e prevedendo anche, nel breve e medio periodo, l’adeguamento del canale Vittorio Emanuele III, utilizzando la bocca di porto di Malamocco.
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