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Nella questione dei ragazzini che giocano a pallone a Murano hanno ragione tutti: i bambini che vogliono giocare e il cittadino che ha fatto l’esposto. Ma il grande colpevole è un altro: l’assenza di strutture accessibili e pensate davvero per i giovani.
Una volta c’erano i patronati, luoghi dove i bambini potevano sfogare la loro energia senza disturbare nessuno. Oggi a Murano ce ne sono due, ma sono chiusi quasi tutto l’anno, tranne quando servono per raccogliere fondi durante le feste. C’è anche lo spazio delle ex suore, affidato ad associazioni che lo usano solo per chi fa comodo. E i ragazzi? Fuori.
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Scopri come fare
Se il problema è la guardiania, si assumano vigilanti (senza armi) per garantire l’apertura in sicurezza. Non è impossibile, è solo una questione di volontà.
Il parco Angeli, che dovrebbe essere un’area attrezzata per lo sport all’aperto, è spesso invaso da cani (non tutti, ma troppi) senza guinzaglio o museruola, e con padroni che non raccolgono i bisogni dei loro “figli pelosi”. L’erba alta, le zecche e la mancata manutenzione completano il quadro.
E poi c’è il tema della convivenza: non si può pensare che i bambini giochino sotto le finestre di chi vuole stare in silenzio. Ma non si può nemmeno pretendere che restino chiusi in casa. Serve equilibrio, serve dialogo.
Infine, un appello ai parroci: il Vangelo dice “Lasciate che i bambini vengano a me”. E voi chiudete i patronati? Così li allontanate dalla comunità, dalla Chiesa, dalla possibilità di crescere insieme.
Murano non ha bisogno di multe, ha bisogno di spazi. Di fiducia. Di adulti che sappiano ascoltare e costruire. Perché i bambini non sono il problema. Sono la soluzione.
lettera firmata
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