Grandi navi: Msc rinuncia al 40% di crociere a Venezia

ultimo aggiornamento: 05/11/2015 ore 19:01

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Grandi navi: Msc rinuncia al 40% di crociere a Venezia

“Il problema ambientale della navigazione nel canale di Venezia costringerà Msc Crociere a ridurre del 40% la propria presenza in termini di capacità di passeggeri nel 2016 nella città della laguna”.

L’annuncio dell’ad della compagnia Gianni Onorato, a margine della conferenza stampa di chiusura del Programma Rinascimento, aggiunge oggi l’ennesimo tassello alla querelle sul passaggio delle grandi navi nel cuore di Venezia.


Si tratta di parole che preoccupano il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas e il presidente di autorità portuale della città Paolo Costa.

“Non esiste una legge ad oggi che vieta il transito ma non possiamo neanche farci massacrare dall’opinione pubblica – ha affermato Onorato -. A noi non interessa passare per il canale ma vogliamo andare a Venezia che è un patrimonio di tutti”.
“Sulla questione di Venezia – ha aggiunto – Msc Crociere è pronta a fare la sua parte in attesa di una decisione e a mettere a disposizione di tutti i soggetti coinvolti il proprio patrimonio di conoscenze del settore e le competenze tecnico industriali, per favorire il percorso di scelta verso una soluzione della vicenda che sia il più possibile condivisa”.

“A perdere non è Venezia ma tutta l’Italia”, commenta Zoppas secondo il quale “il paese perde per l’incertezza normativa che mina le attività produttive, perde la politica che non è stata in grado di risolvere le impasse locali, non proteggendo di fatto i posti di lavoro”.
Zoppas chiama in causa il governo: “si è dichiarato vicino alle imprese. Ora lo dimostri. Scelga la soluzione e dia la certezza delle regole, nei fatti. Risolva il problema, preservando 5.000 posti di lavoro”.


Occorre “incalzare ogni autorità competente a fare la propria parte senza ulteriori indugi” e non fare “fughe in avanti o indietro”, sostiene a sua volta Costa secondo il quale “la soluzione c’è”. “É possibile approvarla presto e riorganizzare attorno ad essa misure transitorie di mitigazione dei transiti per il 2016 e misure definitive di sostegno finanziario alla città anche da parte di questa piccola parte di imprese che si avvantaggiano del suo nome. Un esempio da estendere presto a molti altri per il bene di Venezia”.

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