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La vicenda risale a fine 2013, inizio 2014. Dodici tassisti veneziani erano stati coinvolti da un’indagine della Guardia costiera e della Polizia locale, denominata “Giostra asiatica”, con l’accusa di: “attentato alla sicurezza dei trasporti”.
I motoscafisti erano stati ripresi da video mentre compivano presunte manovre ad alta velocità nel canale della Giudecca e nel bacino della Marittima, con l’intento di far provare un brivido ai clienti che avevano a bordo, in genere turisti coreani e cinesi.
Dieci degli accusati hanno risolto la loro posizione con il pagamento di una multa di 183 euro per il mancato rispetto dell’articolo 1231 del Codice della navigazione, che riguarda la velocità di sicurezza e l’andamento pericoloso. Gli ultimi due, invece, erano stati rinviati a giudizio.
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Secondo la difesa (Avvocati Luca Pusateri e Giorgio Pietramala) non vi era stato, tuttavia, alcun pericolo durante la navigazione. Infatti, i due motoscafi, preventivamente sequestrati, erano stati dissequestrati dal Tribunale del Riesame.
Ieri la svolta: per i fatti, di circa dieci anni fa, i difensori hanno chiesto l’applicazione dei termini della prescrizione, così il giudice ha dichiarato il “non luogo a procedere”.
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Strano….avrei scommesso in una condanna esemplare….ma i voti contano più della sicurezza