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lunedì 25 Ottobre 2021

Scoperto morto in casa a Mira: deceduto da 15 giorni nessuno se n’era accorto. Di Andreina Corso

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Morire così, senza nessuno che ti sostenga mentre cerchi di reagire, senza nessuna mano che ti chiuda gli occhi.
Morire così, quando si è soli, si è poveri, si vivacchia come si può, qualche lavoretto di tanto in tanto, e con l’aiuto economico dei servizi sociali o del reddito di cittadinanza.
Morire così, mentre la vita se ne va e forse le mani nuotano nell’aria, prima di cedere agli ultimi secondi di vita.
Morire così, mentre le macchine corrono sulla strada di sotto, i vicini guardano la televisione, i bambini giocano.
Morire così, forse mentre piove, o c’è un temporale, che tutto copre.
Morire così, anche se hai solo quarantotto anni e non ce la fai neppure a telefonare a qualcuno, a chiedere aiuto, la voce non esce e il respiro si spezza.
Tutto si ferma e nessuno se ne accorge, se non le ore che di giorno in giorno rompono il silenzio solo perché sulle scale si sente un odore nauseabondo che esce dalla tua porta di casa.
Ed ecco finalmente qualcuno che si occupa di te. Poco importa se quel qualcuno è obbligato a forzare la tua porta di casa, sono i carabinieri della tua Mira e stanno svolgendo il loro non semplice lavoro.
Ti trovano in condizioni indicibili, il tuo povero corpo irriconoscibile vinto da venti giorni di abbandono.

Si muore così, come si può.
Le mura di casa non parlano e non si saprà mai cosa sia successo realmente, lo si può solo immaginare.
Si sa che abitavi a Mira Taglio, in una palazzina di ex case popolari, finché i tuoi genitori erano in vita, avete vissuto insieme.
Del “dopo di loro”, si tracciano ipotesi e situazioni, in parte scontate.
Si fa riferimento a una tua marginalità sociale che ti avrebbe concesso il sostegno del progetto Ria (Reddito d’inclusione attiva) e a un fratello che vive a Chioggia a cui eri legato, anche se vi vedevate poco.
Il medico legale, intervenuto a casa tua con i carabinieri, ha dedotto che sei stato colto da malore e che la morte non ti ha dato il tempo di avvisare, di telefonare a qualcuno.
Certo, ora ti può interessare relativamente, ma è bene tu sappia che eri considerato una persona schiva (o discreta?), poco propensa a incontrare gli altri, a instaurare relazioni sociali: il Covid, poi, con l’isolamento avrebbe marginalizzato ancora di più, la tua vita.
Si dice, ma si sa così poco delle vite invisibili, che ci scorrono accanto di tanto in tanto, fino a non riconoscerle, non sapere che potrebbero abitare nel nostro stesso condominio.
Non ti consolerà sapere che non sono poche le persone che come te, muoiono in solitudine e di loro ci si accorge solo perché un odore insopportabile costringe i vicini a chiamare i sanitari e le forze dell’ordine.
E allora ci si accorge di loro, come si sono accorti di te, anche se ormai si era fatto davvero troppo tardi.
Andreina Corso
09/10/2021

Dello stesso argomento, articolo precedente correlato:
Morto in casa da giorni, il cane abbaiava per attirare l’attenzione. Dramma a Mestre
Mestre. Era morto da giorni in casa sua, Andrea Colonna, e da quell’abitazione di Via Cappuccina si udiva solo il lamento di un cane che abbaiava mesto, per richiamare aiuto.
Il fratello, che non comprendeva come mai Andrea non si facesse più vivo da più di una settimana e non rispondesse al cellulare, comincia a insospettirsi e a temere il peggio. Sapeva che aveva qualche problema di salute e questa consapevolezza ha aumentato le sue preoccupazioni e l’ha spinto a rivolgersi al 118 e alla polizia.
Le sue premonizioni purtroppo, si sono avvalorate quando nessuno rispondeva e apriva la porta all’ennesimo e insistente suono del campanello e solo il pianto del cane rompeva un silenzio minaccioso.
E la conferma l’hanno data gli agenti e gli operatori del Suem, che dopo aver aperto la porta non hanno potuto che costatare la morte del sessantenne presumibilmente avvenuta, dato lo stato di decomposizione, da oltre una settimana, durante le giornate di gran caldo, magari a Ferragosto, quando la vita è ‘in tutt’altre faccende affaccendata”.

cane triste veglia suo padrone morto nc
Cane dal muso triste in una foto di archivio. I casi del fedele quattrozampe che vegliano il padrone morto ritornano con frequenza nelle cronache cittadine.

La polizia scientifica, il medico legale, il magistrato di turno, stanno valutando la dinamica del decesso, ma l’orientamento comune sembra essere quello di una morte naturale, anche se i rilievi e le analisi sono ancora in corso.
Il corpo di Andrea, trasportato all’obitorio del cimitero di Mestre e ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, porta con sé la sua storia, che di fronte alla fine della vita, si rivela dai contorni sfumati.
Questa morte in solitudine interrompe ogni inutile commento sulla vita che c’era e che è stata.
Saranno i poliziotti a valutare eventuali responsabilità di terzi su quel decesso, analizzando il cellulare e le ultime chiamate, saranno i sanitari a confermare o no il primo referto di morte naturale, ben sapendo che nessuna sentenza gli restituirà la vita.
Rimane vivo il dolore del fratello e il latrato silente del cane di Andrea che gli è stato accanto, fedele e amico, come solo i cani sanno essere.
Andreina Corso
28/08/2021

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

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