Mirano, rapina in sala slot: dipendente minacciata con pistola. Arrestato anche ex della Mala del Brenta

ultima modifica: 15/01/2020 ore 08:10

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Mirano, rapina alla sala slot Vlt Imperial: arrestate quattro persone, tra cui un ex della Mala del Brenta uscito dal carcere due anni fa. I ladri avevano minacciato una dipendente con pistola e piede di porco.

I carabinieri della Compagnia di Mestre, quelli della stazione di Mirano in particolare, e quelli della squadra mobile della Questura di Padova, alle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Gip del Tribunale di Venezia su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di 4 persone, due italiani e due stranieri, responsabili di rapina aggravata perpetrata nel dicembre del 2018 a Mirano.


Il fatto risale alla notte tra il 26 e il 27 dicembre 2018, quando due individui irrompevano con i volti travisati all’interno della sala giochi “Vlt Imperial” di Mirano e minacciavano con una pistola e un piede di porco la dipendente in servizio, impossessandosi di circa 400 euro dal registratore di cassa e da un barattolo utilizzato per contenere le mance, dileguandosi subito dopo.

La prolungata attività d’indagine ha consentito di individuare il quartetto criminale composto dai due italiani, Ivan Giantin, 48 anni, e Giuseppe Mion, 44 anni, e da due giovani stranieri, l’albanese Alban Shera di 23 anni e il tunisino Kheireddine Charfeddine di 29 anni.


I militari hanno scoperto i ruoli ricoperti da ognuno di loro durante le fasi ideative, organizzative ed esecutive della rapina. I due italiani avrebbero ideato il colpo insieme.

Tra gli arresti spicca la figura di Giantin, già appartenente all’organizzaizone criminale “Mala del Brenta”, scarcerato solo due anni fa al termine di 16 anni di detenzione per reati gravissimi. Tra i suoi precedenti criminali c’è l’agguato a colpi di kalashnikov ai carabinieri di Ferrara la notte del 3 marzo 2001 in via Traversagno, e che per fortuna non provocò la morte di nessuno, anche se un militare dell’Arma, in quel conflitto, perse l’uso di un occhio.

Nella rapina, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Giantin è stato l’organizzatore di mezzi e persone necessari al colpo, oltre ad esserne l’esecutore insieme all’albanese Shera.
Mion invece ha fornito le informazioni necessarie sulla sala slot, dopo aver svolto dei sopralluoghi, e ha fatto da “staffetta” e “palo” ai complici.

I due italiani e l’albanese Shera sono stati accompagnati nella casa circondariale di Padova sulla base delle esigenze cautelari espresse dal Gip in relazione alla gravità del reato commesso, all’uso dell’arma durante l’esecuzione e ai loro precedenti penali. Il tunisino è stato posto agli arresti domiciliari in quanto incensurato e avendo offerto contributo minore alla rapina, essendo rimasto fuori dalla slot e avendo guidato la macchina per la staffetta.

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