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martedì 26 Ottobre 2021

Migranti: sbarchi a Lampedusa, hotspot pieno. Sindaco: “Nave per la quarantena”

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Migranti: sbarchi a Lampedusa, hotspot pieno. Sindaco: "Una nave per la quarantena"

Tre sbarchi in poche ore, l’ultimo questa notte, quando dieci tunisini sono arrivati al molo Favaloro e si sono confusi con gli altri 138 migranti di due precedenti sbarchi. Tutti bloccati su quella striscia di cemento che da quasi un mese è il ricovero di chi arriva dopo la traversata in mare.

L’hotspot di Lampedusa, infatti, ospita già 116 extracomunitari (20 in più della capienza massima consentita) da 27 giorni.

Ma il fatto non è solo una questione di numeri: al tempo del coronavirus, i nuovi arrivati non possono unirsi a chi ha già trascorso la quarantena in isolamento e attende di lasciare l’Isola.
Farlo significherebbe far ripartire da capo la conta dei giorni.

E così, stamattina 82 dei nuovi arrivati sono stati imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle; altri 64 sono tutt’ora sul molo, mentre 44, dopo una notte all’addiaccio, tre giorni fa sono stati portati nella Casa della Fratellanza, gestita dalla parrocchia, e lì dovranno trascorrere due settimane in isolamento.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, che non prende sottogamba la crisi economica in cui versa l’isola per l’azzeramento dei flussi turistici, invoca l’arrivo di una nave per la quarantena, come è accaduto a Palermo lo scorso 17 aprile, quando 183 migranti sono stati trasferiti sulla Rubattino della compagnia Tirrenia, da dove sono sbarcati ieri, dopo l’esito favorevoole dei tamponi.

“A Lampedusa – dice Martello – ci sono più emergenze: una si chiama coronavirus e una migranti. Ci sentiamo discriminati: non si capisce per quale motivo la nave viene messa davanti al porto di Palermo, mentre a Lampedusa le persone devono restare in mezzo alla strada. Se la nave dovesse ancora ritardare, non capiamo per quale motivo le motovedette, che ci sono a Lampedusa o che stazionano vicino all’Isola, non trasferiscono i migranti soccorsi direttamente sulla terraferma. Anche questa è Italia e il presidente del Consiglio farebbe bene a ricordarsene”.

Preoccupazione per la situazione a Lampedusa viene espressa dal Garante nazionale delle persone private della libertà che sottolinea le difficoltà legate “all’arrivo dei migranti sulle nostre coste e le condizioni che si stanno determinando in un momento di difficoltà per numeri, possibilità di spostamenti e necessità di prevenzione del contagio”.

Il Garante ribadisce la “volontà di cooperare per individuare soluzioni meno problematiche per tutti gli attori in gioco (persone migranti, abitanti dell’isola, operatori, Forze di Polizia) una volta però che si sia riconosciuta l’insostenibilità della situazione presente” Un appello al governo italiano e alle istituzioni Ue arriva anche dalla Ong Mediterranea, affinché “non lascino da sola Lampedusa: se l’isola viene considerata la ‘Porta d’Europa’, tutti devono farsi carico di soluzioni rispettose dei suoi abitanti e dignitose per i migranti”.

(foto da archivio)

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