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La mamma ha chiamato disperata la polizia: “Aiutatemi, è sparito mio figlio”.
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Sono momenti di grande preoccupazione, gli scenari possibili sono diversi e il fatto che il piccolo si sia allontanato da scuola da solo non visto è il meno probabile, forse.
Il bambino è scomparso proprio da scuola, invece, a quanto pare. La Polizia dirama il bollettino a tutte le auto in circolazione e le ricerche durano qualche ora. Ore in cui l’angoscia sale crescente parallelamente allo scorrere dei minuti.
La polizia di Mestre dedica massima attenzione al monitoraggio del territorio per buona parte del pomeriggio di venerdì 6 dicembre. Tutti cercano mentalmente di allontanare la paura più grande, quella del rapimento, ma resta comunque una delle teorie da non trascurare completamente.
Si scrutano i volti sulle strade, si chiedono informazioni su chi può saperne qualcosa. Secondo quanto ricostruito, l’ipotesi era che il piccolo, che frequenta la scuola primaria, a causa della confusione che si crea all’orario di uscita della scuola, avesse potuto uscire non visto.
La madre poi, non trovandolo, ha subito dato l’allarme.
Ma quanta strada potrà fare un bambino da solo? Possibile che nessuno si accorga di lui e nessuno gli offra assistenza?
Finalmente, dopo diverse ore di ricerche ininterrotte, verso le 18.30 personale della Polfer in servizio presso la stazione di Santa Lucia di Venezia riceveva proprio la segnalazione tanto auspicata.
Una guardia giurata comunica che alcuni passanti segnalano un bambino che girovagava da solo, con aria spaesata e confusa, in prossimità del binario 9 della stazione di Venezia.
I poliziotti hanno quindi rintracciato il bimbo, lo hanno preso in carico e rassicurato al massimo che era possibile, persino facendo diventare “un gioco” il ritrovamento. Il ragazzino ha indossato infatti il giubbotto da poliziotto, scherzato con gli agenti sulle azioni da “supereroi della strada” che si potevano raccontare, e via dicendo.
Poi finalmente l’incontro in Questura dove il piccolo ha potuto riabbracciare la madre ancora comprensibilmente scossa per il grande spavento.
Gli interrogativi che restano sul tavolo sarebbero anche significativi. Un bambino può sfuggire all’attenzione di tutti e uscire da scuola da solo?
E’ poi possibile che un bimbo prenda un treno alla stazione di Mestre e scenda alla stazione di Venezia senza che nessuno se ne curi e intervenga?
Ancora: i viaggiatori della stazione di Santa Lucia si accorgono subito del bimbo e danno l’allarme, mentre quelli di Mestre non hanno rilevato anomalie sul fatto. Ciò può dare spunto ad una riflessione socio-economica che proponga anche una presunta “disumanizzazione” come effetto indotto di una dimensione più “metropolitana”?
Interrogativi che restano sullo sfondo, naturalmente, davanti al fatto che il nuovo abbraccio con la mamma senza danni – a parte la paura passata – è la cosa più importante.
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