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Scarafaggio nel piatto alla mensa di scuola. Per ora l'unico colpevole è l'insetto
Sapere cosa mangiano, come mangiano, quanto mangiano i propri figli a scuola, è da sempre un interrogativo ricorrente per i genitori che affidano i loro figli ad un tempo scolastico considerevole, che al suo interno contempla il momento mensa.

I genitori riuniti nel Comitato mensa del Lido, esprimono insoddisfazione per il cibo che viene servito ai bambini, spesso sono proprio i loro figli a dirsi scontenti, a ritornare a casa dicendo di aver mangiato poco, di aver buttato via il pasto finito nel cestino…

Gli insegnanti e i genitori sanno che il momento in cui si mangia insieme dovrebbe essere un’occasione educativa e c’era un tempo non così lontano in cui i bambini portavano a casa dentro un contenitore il pranzo che non avevano mangiato (non i resti, ovviamente) ma intere porzioni di cibo non gradito. Per i grandi, un modo di verificare, per i bambini, un modo per indurli al rispetto del cibo e a riflettere sullo spreco.

Nello stesso tempo, i menu dovrebbero tener conto del gradimento dei bambini, che in ogni caso, si differenziano. C’è chi ama la pasta, chi le zuppe (in minoranza), chi non vuole vedere le verdure, chi vuole mangiare sempre in bianco. Alcuni genitori suggeriscono il riso, la pasta integrale, le proposte si diversificano, ma comune è la preoccupazione principale: i bambini trascorrono tante ore a scuola e devono mangiare, nutrirsi in modo adeguato.

Il menù è stato approvato dall’Usl, dicono dal Comune che emana il servizio, ma evidentemente non basta. I genitori chiedono quella collaborazione che loro hanno sempre dimostrato alla scuola, impegnandosi nelle scelte educative dei loro figli, attraverso la partecipazione attenta e attiva.

Se qualcosa non cambia, i genitori il prossimo anno non chiederanno la mensa, eppure a loro giudizio il Comune potrebbe intervenire attraverso una lettura attenta dei cibi giudicati graditi o al contrario, rifiutati.

Tutti i comitati che negli anni si sono occupati del servizio mensa, hanno sperimentato la difficoltà di dare risposte soddisfacenti all’utenza, che non riguarda solo le preferenze alimentari dei bambini, ma le idee degli adulti, che come è evidente si differenziano.

E che sono influenzate da abitudini, se non di filosofie nutrizionali , che riguardano la salute, e tutti quegli elementi che si legano all’importanza del cibo, non ultimo in una scuola, l’ambiente, lo spazio adeguato e conforme alla socializzazione del momento mensa.

 
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Va riannodato il filo fra le figure adulte che si preoccupano del tempo del bambino a scuola, ben sapendo che il momento del pasto è molto importante e fondamentale per poter affrontare ore d’impegno scolastico. lI Comune dovrà accogliere come una risorsa le preoccupazioni dei genitori e farne tesoro per una rivisitazione del menù, nel rispetto delle esigenze dei bambini, e di quell’educazione alimentare che riguarda la famiglia e la scuola.

Andreina Corso

Riproduzione Riservata.

 

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