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mercoledì 20 Ottobre 2021

Medico anestesista di Mestre ha curato tanti pazienti col Covid, ora è no vax

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Perché un medico, un anestesista che si è prodigato con cuore e impegno e a curare i pazienti colpiti da Covid 19 ricoverati in Terapia intensiva a Padova, sceglie di non vaccinarsi?
La notizia, riportata da La Nuova Venezia, narra la storia di un uomo, di un professionista serio e competente, che l’Azienda ospedaliera padovana ha sospeso sino al 31 dicembre, riproponendo ‘la questione’ in queste giornate lungamente dibattuta dell’obbligo a vaccinarsi, che va letta evitando, possibilmente, toni forti e imperativi categorici.
Il medico mestrino, quarantacinquenne, iscritto all’Ordine dei Medici fin dal 1996, ha assistito con abnegazione i suoi pazienti, li ha visti guarire, morire, seguendo con dedizione le loro sorti e spendendosi al massimo con i suoi colleghi, per restituire la speranza ai pazienti. Chi gli è stato vicino in questo difficile anno e mezzo ha osservato la volontà, la forza, la determinazione nell’esercizio della sua professione. Ultimamente il medico era molto provato dall’esperienza professionale e umana che il coronavirus ha impresso nelle nostre vite. L’ ha visto stanco, ma anche positivo e fiducioso delle cure mediche che di volta in volta rinforzavano la speranza di poter superare l’emergenza.

Ultimamente, pur continuando a dare il massimo di sé in corsia e in terapia intensiva, l’anestesista aveva rivelato qualche segno di paura, d’incertezza, tanto da indurlo a non sottoporsi al vaccino.
Forse la quotidiana vicinanza alla malattia e alla morte, forse il sentimento di pietà per quelle vite che se ne sono andate, forse lo stress, inevitabile, in situazioni estreme, lo hanno portato a questa scelta.
La sospensione dell’anestesista si aggiunge ad altri ottantacinque operatori sanitari che non si sono vaccinati, solo nell’Azienda Ospedaliera di Padova, e 162 sono i sospesi (fra medici e operatori) dall’Usl 3 veneziana.
Non si possono conoscere i motivi per i quali un medico, un infermiere, decidono di non vaccinarsi.
Ogni persona, nel suo ‘sentire’ riconosce il perché della scelta e la esprime nel modo che le è più consono.

In base alle dichiarazioni dei Lavoratori della Sanità, contrari al vaccino si comprende che sono due gli elementi preminenti delle loro argomentazioni: la libertà individuale e la paura: “Non è una battaglia no vax, ma una battaglia democratica perché qui si obbliga una persona a correre un rischio e se non lo corre gli viene impedito di svolgere la professione”, spiega un medico.
E ancora un’argomentazione “Si rivendica la libertà di scelta della cura e la libertà della ricerca scientifica sancite dalla Costituzione, diritti inviolabili e parte integrante del patrimonio costituzionale comune dei paesi dell’Unione Europea”.

“Non sono ancora note le potenzialità dei vaccini sotto il profilo della loro capacità di impedire la trasmissione del virus, la capacità di impedire la contrazione della malattia e la durata temporale dell’efficacia preventiva, dall’altro, che non sono ancora note le conseguenze, soprattutto a lungo termine, derivanti dalla somministrazione dei vaccini”. 

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Forse nessuna di queste ragioni ha spinto il medico mestrino alla sua scelta, alcune riflessioni sono inesplorabili e molto personali. Nonostante gli ultimi dati mostrino che i vaccini non solo proteggono i soggetti vaccinati ma riducono anche la probabilità che questi trasmettano il virus ad altri, si rileva da queste e altre esperienze, che le rassicurazioni non convincono, così come imbarazzano le sospensioni, che certamente umiliano chi le riceve e che insieme rivelano che la strada della coesione è ancora lunga e tortuosa.

Andreina Corso

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

Data prima pubblicazione della notizia:

2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Leggo: … non sono ancora note le potenzialita’ del vaccino….non sono ancora note le conseguenze a lungo termine…le sospensioni UMILIANO chi le riceve…
    Un sanitario che pensa cosi’ (pochi), cambi lavoro (e’ un suo diritto) per rispetto sia dei pazienti che cura che della professione che a suo tempo ha deciso di intraprendere
    Non abbiamo altre armi vacciniamoci!

  2. Buonasera. Il mio commento potrà anche sembrare banale e semplicistico. Ma in una pandemia che ha ucciso più di 4 milioni di persone nel mondo e in Veneto oltre 12.000 come si può rifiutare di vaccinarsi?! Siamo tra i fortunati che hanno la possibilità di farlo. Mi pare incredibile e, perdonatemu, irrispettoso verso tutte quelle persone che nel mondo non hanno accesso al vaccino. Già solo questo a me pare un ottimo motivo per vaccinarsi. Forza!!!

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