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La morte di Mattia Giani, giovane calciatore del Castelfiorentino United, ha scosso tutta la comunità sportiva e non solo. Il ragazzo è stato colto da un malore accusato durante una partita a Campi Bisenzio ed è poi sopraggiunto il decesso all’ospedale di Careggi. Un maledetto malore ha interrotto la sua vita durante la partita di Eccellenza tra la sua squadra, il Castelfiorentino United, e il Lanciotto Campi. Sullo sfondo, le accuse del padre di Mattia sull’assistenza ricevuta, per il ritardo di medici e ambulanze e la mancanza di personale preparato nell’uso del defibrillatore.
La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, pur non iscrivendo al momento nessuno nel registro degli indagati. Il procuratore Giuseppe Ledda ha ordinato l’autopsia per fare chiarezza sulle circostanze della morte, con la possibilità di emettere avvisi di garanzia. I genitori di Mattia Giani intendono perseguire azioni legali non solo per ottenere giustizia per il figlio, ma anche per sensibilizzare sull’importanza di un pronto intervento in casi simili, al fine di evitare tragedie future.
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Scopri come fare
I carabinieri, su disposizione della procura, hanno iniziato ad indagare, ascoltando i genitori come testimoni e acquisendo i referti medici. Stanno inoltre verificando le tempistiche dell’arrivo dei soccorsi tramite i tabulati telefonici.
Nel frattempo, le società calcistiche coinvolte hanno deciso di mantenere un riserbo stampa. Il Lanciotto ha preferito non rilasciare dichiarazioni, mentre il Castelfiorentino United, squadra di Mattia, ha scelto di non commentare l’inchiesta, rispettando il momento di dolore dei familiari e degli amici del giovane atleta.
La vicenda ha riacceso il dibattito sull’importanza di avere personale medico preparato e attrezzature adeguate durante gli eventi sportivi, al fine di garantire interventi tempestivi che potrebbero salvare vite umane.
Intanto continua la tragedia per la morte di un ragazzo giovane e sano. Mattia Giani aveva 26 anni, le foto diffuse sui social lo rimandano sorridente, felice, con una vita davanti. Lo straziante ricordo degli ultimi momenti è nei post sui social di Sofia, la fidanzata: “Domenica ci siamo svegliati. Abbiamo parlato e abbiamo riso: era bellissimo. Poi Matti ha preso il borsone. Io sono rimasta a casa. Poi ha squillato il cellulare: era un suo messaggio, l’ultimo”.
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