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Venezia ha accolto nuovamente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per il 35° anniversario della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa. La cerimonia, ospitata nella suggestiva cornice di Palazzo Ducale, ha riunito capi di Stato, rappresentanti delle istituzioni europee e numerose autorità civili e militari, sottolineando il ruolo centrale che la città lagunare continua a ricoprire come crocevia di dialogo tra diritto, cultura e democrazia.
La giornata si è aperta con l’arrivo del Capo dello Stato a San Marco, accolto dal sindaco Luigi Brugnaro, dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia e dal prefetto Darco Pellos. Mattarella, giunto in motoscafo dall’aeroporto Marco Polo di Tessera, ha attraversato a piedi la zona dei Giardini Reali, salutato da cittadini e turisti che hanno applaudito al suo passaggio. Un momento di spontaneità ha segnato l’inizio della visita, quando il presidente si è concesso una foto con un gruppo di gondolieri del Molo di San Marco, accogliendo il loro invito con un sorriso.
L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni, tra misure di sicurezza rigorose e un clima di sincero entusiasmo da parte della città. Poco dopo le 10.30, Mattarella ha fatto il suo ingresso a Palazzo Ducale passando per la Porta della Paglia. Nella Sala dello Scrutinio, gremita di ospiti internazionali, le celebrazioni sono iniziate con l’inno nazionale italiano, seguito dagli interventi dei rappresentanti del Consiglio d’Europa e della Commissione di Venezia.
Ad aprire ufficialmente la cerimonia sono stati il segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset e la presidente della Commissione di Venezia Claire Bazy Malaurie. A seguire hanno preso la parola Maia Sandu, presidente della Repubblica di Moldova, Gordana Siljanovska-Davkova, presidente della Repubblica di Macedonia del Nord, l’ex presidente della Repubblica di Lettonia ed ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo Egils Levits, e il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Nel suo saluto istituzionale, il sindaco Brugnaro ha voluto sottolineare il legame tra la città e la Commissione: “Venezia è orgogliosa di essere la vostra casa. Qui avete trovato e troverete sempre porte aperte per i progetti che uniscono diritto, cultura e partecipazione, rivolti in particolare alle giovani generazioni”. Ha poi ricordato come la città ospiti, nelle Procuratie Vecchie affacciate su Piazza San Marco, l’Ufficio di Programma del Consiglio d’Europa, unico presidio italiano dell’organizzazione. “È un modo concreto per dire che i diritti non vivono solo nei codici, ma nelle pratiche quotidiane delle persone e dei luoghi”, ha aggiunto il sindaco.
Nel suo intervento, Mattarella ha espresso apprezzamento per l’opera svolta dalla Commissione in questi decenni, definendola “un punto di riferimento e di appoggio di grande valore per la difesa della democrazia e dello stato di diritto”. La Commissione di Venezia, istituita nel 1990, è infatti l’organo consultivo del Consiglio d’Europa in materia di diritto costituzionale e riunisce esperti provenienti da 46 Stati membri, oltre a 16 Paesi dell’Africa, dell’Asia e delle Americhe.
Dopo circa due ore di lavori, intorno a mezzogiorno, il Presidente della Repubblica ha lasciato Palazzo Ducale per fare ritorno a Roma. Uscendo dalla Porta della Carta, Mattarella è stato nuovamente accolto dagli applausi della folla assiepata tra la piazzetta e il Molo di San Marco. In un clima di calore e partecipazione, ha salutato cittadini e turisti, accompagnato da Brugnaro e Zaia fino al motoscafo che lo ha riportato verso l’aeroporto.
Mentre il Capo dello Stato faceva rientro al Quirinale, a Palazzo Ducale le celebrazioni proseguivano con l’inaugurazione della mostra “Democrazia attraverso il diritto: dalla Serenissima Repubblica alla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa”. L’esposizione, allestita negli Appartamenti del Doge e visitabile fino al 6 gennaio 2026, è promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con la sede italiana del Consiglio d’Europa, la Commissione di Venezia, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e Trentino-Alto Adige, l’Archivio di Stato di Venezia e il Consiglio Regionale del Veneto.
Il percorso espositivo propone un viaggio nella storia del diritto e della democrazia, mettendo a confronto le istituzioni della Serenissima con le moderne architetture costituzionali europee. Tra i pezzi più significativi figurano antichi manoscritti, tra cui la “promissione” del doge Tiepolo del 1229, e documenti di rilievo internazionale come la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e le più recenti Costituzioni dell’Albania e del Montenegro, redatte con il contributo della Commissione di Venezia.
Durante l’inaugurazione, il sindaco Brugnaro ha invitato cittadini, studenti e visitatori a scoprire “come le istituzioni nascano da valori e responsabilità condivise, che sono la base stessa della democrazia e del vivere civile”. La mostra, ha aggiunto, rappresenta anche un’occasione per riflettere su come Venezia, già nei secoli della Serenissima, fosse laboratorio di governo e di equilibrio tra poteri, anticipando in parte i principi dello stato di diritto moderno.
Il 35° anniversario della Commissione di Venezia ha così offerto non solo l’opportunità di celebrare la lunga attività dell’organo consultivo del Consiglio d’Europa, ma anche di rinnovare il legame profondo tra la città e le istituzioni europee. Un legame che Mattarella, nel corso del suo mandato, ha contribuito a consolidare con la frequenza delle sue visite: dodici in dieci anni, un numero che lo rende, di fatto, uno dei presidenti della Repubblica più presenti nella storia recente di Venezia.
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