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Maria Teresa ‘Sissy’, le accuse del padre all’ospedale dell’Angelo

E’ passato un anno da quando “Sissy”, Maria Teresa Trovato Mazza, agente di Polizia Penitenziaria, è stata colpita da un proiettile in un ascensore dell’Ospedale Civile di Venezia. Cosa resta di questi mesi? Di sicuro alcune ombre che potrebbero forse nascondere una dinamica diversa da quella del suicidio, tuttora respinta con forza che di più […]

La poliziotta si è sparata in ospedale? Dubbi sul tentato suicidio

E’ passato un anno da quando “Sissy”, Maria Teresa Trovato Mazza, agente di Polizia Penitenziaria, è stata colpita da un proiettile in un ascensore dell’Ospedale Civile di Venezia. Cosa resta di questi mesi? Di sicuro alcune ombre che potrebbero forse nascondere una dinamica diversa da quella del suicidio, tuttora respinta con forza che di più non si può dai genitori della ragazza. A distanza di un anno, infatti, il padre di Sissy non si è rassegnato alla spiegazione più automatica che è stata data al fatto. Inoltre, oggi, il genitore si pone domande per altre questioni che non ha capito: perché se c’erano altri interventi chirurgici da eseguire sulla figlia in coma per lo sparo, non sono stati eseguiti all’Ospedale dell’Angelo di Mestre dove è stata immediatamente trasportata? Perché un nuovo intervento invece è stato ritenuto necessario dall’altro ospedale dove la figlia è stata trasferita successivamente? La Ulss ha fornito le sue giustificazioni e tutto è ben raccontato nell’articolo della Nuova Venezia in edicola oggi a firma di Rubina Bon.

«Perché Sissy non è stata operata subito all’Angelo?». Sissy è il soprannome di Maria Teresa Trovato Mazza, l’agente della polizia penitenziaria di 29 anni in coma dal 1° novembre 2016, quando un proiettile le aveva trapassato la testa mentre si trovava all’ospedale Civile per un servizio.

Da allora la giovane donna non si è più ripresa.
Nei giorni scorsi Sissy è stata operata in una clinica a Bergamo per la rimozione di alcuni frammenti di osso ancora presenti in testa e possibili cause di infezioni.

Il padre dell’agente, Salvatore Trovato Mazza, punta il dito contro l’Usl veneziana, accusandola di non aver operato a suo tempo la figlia.

«La giovane paziente è stata sottoposta a ripetuti interventi appena giunta nel nostro ospedale e nelle settimane successive. Le nostre équipe hanno fatto tutto quanto necessario e possibile: si è operato con successo nell’urgenza e quando necessario per la prevenzione delle possibili infezioni, evitando ogni ulteriore complicazione», spiega l’Usl in una nota, «Nelle poche settimane di permanenza all’Angelo, prima che su richiesta dei familiari la paziente venisse trasferita in una struttura più vicina a casa, ogni altro intervento sarebbe stato non indicato e addirittura lesivo».

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Sissy era stata seguita in particolare dall’équipe di Neurochirurgia… (l’articolo completo sulla Nuova Venezia del 19/10/2017).

► La poliziotta si è davvero sparata in ospedale? Dubbi sul tentato suicidio

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