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martedì 21 Settembre 2021

La manifestazione di Venezia contro il vaccino: siringhe come carri armati

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La difesa ferrea delle proprie convinzioni, ha scatenato gli oltre mille manifestanti contrari al vaccino e alla certificazione verde e li ha trasformati in oratori e attori impegnati a interpretare un copione pieno di riferimenti storici e di accenti letterari e spirituali.
Teatro ideale, le Zattere, che domenica hanno accolto, sotto un cielo terso e un gradevole clima settembrino, i veneti in raduno per protestare contro ‘la dittatura sanitaria’ invocando il sacro, il profano, lo Spirito santo, citando Hitler e la musica di Schindlers List.
Il tutto condito con offese ‘contro quei criminali che ci vogliono vaccinare, che hanno violato la libertà di scelta terapeutica’.
I vaccini? Uno strumento dei Governi per instaurare la dittatura sanitaria, secondo i partecipanti che si sono spesi in spiegazioni e allegorie a tratti inquietanti.
Da una bambola di pezza esibita trafitta di siringhe, alla narrazione di un Hitler nazista da giustificare perché indotto fin da piccolo a ubbidire, i patrioti, così amano definirsi, dal palco hanno parlato di ‘verità celate e controverse, o nascoste’, ben esplicitate dal guru scrittore Alessandro Leonardi, informato e documentato sul presente e sul futuro dell’umanità.
Si considerano dei perseguitati, degli eroi, si identificano con quel ragazzo che trentadue anni fa in piazza Tienanmen, a Pechino, riuscì a fermare con la sua sola persona un carro armato, costringendolo a rallentare. La foto di quel gesto nobile e generoso fece il giro del mondo e commosse l’umanità. Solo che ‘allora, in Cina era in atto un massacro (centinaia di morti) con una violenta repressione delle proteste studentesche che chiedevano maggiore giustizia sociale.
I carri armati, paragonati ai vaccini, il coraggio del giovane, quale simbolo del loro coraggio: inquietante sublimazione.

Questa è la dimensione dello scontro e della lacerazione che i manifestanti alle Zattere hanno voluto comunicare.
Emergono però alcune differenze, di sostanza e di stile. C’è chi trova sfogo nella sfida, come l’imprenditrice di Vittorio Veneto Francesca Salvador con il suo: “Che bello tossire davanti a voi”. C’è chi legittimamente è preoccupato per il posto di lavoro, alcuni di loro sospesi perché non immunizzati, chi ragiona su cure farmaceutiche preventive o alternative. E c’è chi dalle fondamenta delle Zattere parla di una sanità nazista in piena libertà di dire, di citare autori e salmi, di non indossare, con fierezza, la mascherina.
Afflitto da questo nuovo nazismo che è vissuto come i carri armati di Pechino, il popolo dei ‘giusti’, di quelli che dicono il vero, anche quando fra gli applausi dei convenuti sostengono che distanziamento, mascherine, gel (pericolosissimo, cancerogeno) e tutte le prescrizioni ufficiali anti contagio sono inutili bufale, continua la sua sfida.
Qualche timida, sparuta voce, invita a superare i conflitti, ma rimane nell’aria. Chissà che il 10 Ottobre, sempre a Venezia, nel prossimo raduno, trovi ascolto.

Quel popolo composto da insegnanti, attori, scrittori, medici e tanti ancora, assicurano che non demorderanno e continueranno a informare, pur in tempi di nazismo conclamato, come il nostro, su sanità e diritti violati, al grido di libertà, libertà, libertà! E ancora e “Lo stato siamo noi, lo stato siamo noi”. 

Per la cronaca: L’état, c’est moi, (“Lo Stato sono io”) è comunemente attribuita a Luigi XIV, il re di Francia noto per aver instaurato una monarchia assoluta per diritto divino accentrando i poteri dello Stato nella propria persona.
Meglio forse, Liberté, Égalité, Fraternité, fari dei principi ispiratori della rivoluzione francese.

Andreina Corso

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14 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Gentili lettrici e lettori, per quel che posso, per quel che sono, desidero comunicarvi un sentimento. Se qualcuno mi ha trovato scorretta, me ne scuso. Può capitare di esagerare, di farsi prendere un po’ troppo dalle emozioni. Io sono sicura che gran parte delle persone che per motivi diversi non si sono vaccinate, abbiano i loro motivi, il loro sentire, i dubbi, le paure, lo smarrimento. Proprio a queste persone che sono la maggior parte, preoccupate per il domani, il lavoro, i figli da portare a scuola, i rapporti sociali e familiari , si deve portar rispetto e considerazione. Non voglio infierire e tornare su ciò che è stato detto domenica alle Zattere, lo avete sentito anche voi, ma vi prego di riflettere sulle parole, quando si dice criminali, nazisti, o altro. Ho scritto quell’articolo con sofferenza ma nella consapevolezza che alcune cose dette e mostrate siano inaccettabili, indipendentemente dal fatto di essere pro o contro i vaccini. Grazie

  2. Io capisco il principio di lasciare parlare tutti, ma non vedete che quel “signore” cerca solo di provocare sperando nella lite in cui si realizza??

  3. Immagino che il signor Giuseppe non conosca affatto Andreina Corso altrimenti non si permetterebbe di pronunciarsi in tal modo su di lei! E per quanto riguarda la Voce di Venezia credo che lei abbia sparato un’ennesima da farinata da persona disinformata!

  4. Trovo l’articolo un’ottima descrizione del clima che si sta sempre più sviluppando.
    A mio avviso l’errore è stato quello di non aver deciso( forse non ci sono ancora tutti gli elementi scientifici?) di rendere il vaccino obbligatorio, invece di procedere con progressive chiusure che non possono che inasprire gli animi.

  5. Se uno è vaccinato perchè dovrebbe aver paura di nuno che non lo è?
    Ah, certo, fra poco daranno la colpa che il virus circola ancor di più perchè non sono stati vaccinati anche i bambini.
    “Stupidità è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi.” (A. Einstein)

  6. D’accordo, io sarò anche fuori strada sui contributi alla testata (e se è così me ne compiaccio) ma il termine fuori strada azzecca, e di molto, alla “giornalista” che naturalmente è libera di pensarla come vuole ma non di riportare un suo personale “sentire” ai lettori che si aspettano quanto meno una fotografia dei fatti il più possibile oggettiva.
    E a proposito di fotografia, è vero come correttamente riportato che non è quella della manifestazione di Venezia, ma quanto meno quella dove si sono svolti i fatti non ci sarebbe stata bene?

    • Non volevo neanche risponderti perchè sei un poveretto, ma visto che insisti te lo devo dire:
      la tua maniera di ragionare tradisce il tuo quoziente di intelligenza, tuo e di tutte le persone che erano con te,
      elucubranti paranoici cercatori di complotti che vi autoalimentate al punto di farvi del male.
      Chiedo al giornale di bloccare il tuo profilo perchè offensivo.
      Vai da altre parti, non sei benaccetto qui
      Cosimo

  7. Per l’appunto “lo stato siamo noi” e non lo stato sono “io”, c’è una bella differenza, prendiamo spunto dalla costituzione italiana che nel merito ci spiega e insegna molto. Le vecchie monarchie sono oramai desuete ed i cittadini francesi che protestano incessantemente nelle piazze lo sanno bene.

  8. Signora mi scusi ma questo articolo non rappresenta che un insieme di sue personali opinioni e ha ben poco a che vedere con quella che è stata la manifestazione.
    Il giornalismo dovrebbe informare e riportare i fatti, non falsarli in questa maniera.

    • Andreina Corso, ottimo esempio di giornalismo servile.
      Immagino che anche “La Voce di Venezia” abbia ricevuto la sua parte di contributi governativi e l’articolo segua di conserva.

      • Giuseppe non potrebbe essere più fuori strada di così.
        Naturalmente è libero di pensare quello che vuole.
        Saluti.

        La Redazione.

      • Sei proprio un co…
        se cerchi un giornale che non è condizionato è proprio questo dove ognuno può dire la sua senza censure

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