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lunedì 18 Gennaio 2021

Ancora maltempo: scuole chiuse anche giovedì a Venezia. Nuovi massimi di marea

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Maltempo e acqua alta straordinaria: anche per giovedì 14 novembre a Venezia e nelle isole è stata decisa la sospensione dell’attività scolastica degli istituti di ogni ordine e grado.

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La decisione visto il proseguire delle avverse condizioni meteo. Giovedì 14 novembre, l’attività scolastica di ogni ordine e grado sarà sospesa. La sospensione varrà per gli istituti del centro storico di Venezia, delle isole, di Lido e Pellestrina.

L’Amministrazione ha anche ringraziato oggi il corpo docente, le educatrici, il personale tecnico, amministrativo e ausiliario che sta effettuando rilievi e sopralluoghi per verificare lo stato dei vari plessi scolastici e la loro messa in sicurezza, oltre a svolgere le attività di pulizia per garantire l’agibilità degli stessi al rientro degli studenti.

Le previsioni della marea non promettono ancora nulla di buono, purtroppo. Tra giovedì 14 e venerdì 15 novembre sono previsti altri tre ‘picchi’ di acqua alta con valori massimi fino ai 140cm .

Riguardo al disastro dell’acqua alta del 12 novembre, oggi ha parlato il sindaco Brugnaro: “Danni molto pesanti, partiamo dall’emergenza per risolvere insieme, finalmente, i problemi di Venezia”.

“Da qui dobbiamo ripartire fornendo soluzioni e facendo squadra”. Queste le parole del sindaco Luigi Brugnaro durante una conferenza stampa indetta nella sede della Protezione civile della Regione Veneto dopo il picco di marea che ieri sera ha raggiunto 187 centimetri, secondo livello nella storia. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, il direttore del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Angelo Borrelli, e il capo del Corpo dei Vigili del fuoco, Fabio Dattilo.

“Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati in queste ore. Ringrazio le Forze dell’ordine, i volontari della Protezione civile, gli operatori del Centro maree e delle società partecipate. Tutti si sono rivelati straordinari anche grazie al nuovo Protocollo d’emergenza che è stato siglato dopo i fatti di un anno fa, quando l’acqua si ferma 20 centimetri più in basso – ha sottolineato il primo cittadino – con ogni probabilità ieri sera abbiamo riportato danni per centinaia di milioni di euro, ci sono 5 battelli Actv fermi sulle rive che mettono in difficoltà il sistema di trasporti pubblici cittadini”.

“Una cosa è certa – ha continuato – il Mose va finito e vogliamo partecipare alla gestione del sistema di barriere mobili, inserendolo in un piano più generale di regia che coinvolga anche idrovore, sistema antincendio o fognature. Dobbiamo difendere la città. Dopo i 194 centimetri del 1966 lo Stato capì che Venezia meritava una Legge speciale, biglietto da visita di tutto il Paese. Lo è oggi come allora. Di fronte a questa tragedia siamo tutti veneziani e abbiamo due scelte: o ci dividiamo o ci uniamo, anche come istituzioni. Se vogliamo evitare che un giovane se ne vada dobbiamo fornire soluzioni, dobbiamo dargli certezze. Partiamo dall’emergenza, abbiamo un’occasione storica per risolvere i problemi facendo squadra. Se muore Venezia, muore il Paese”.

Il sindaco ha poi spiegato di avere ricevuto in queste ore diversi attestati di vicinanza e attenzione da parte degli esponenti dello Stato e del Governo: “Voglio ringraziare soprattutto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha affermato – mi ha telefonato e ha dimostrato in questi mesi grande vicinanza a Venezia, città unica dove devono essere accentrate le tante competenze che ora la caratterizzano. Il Mose va finito, e chiediamo di partecipare nella gestione dell’intero sistema, che deve allargarsi anche a tutte le infrastrutture a difesa della città, dalle idrovore al sistema antincendio, alle fognature. Facciamo l’ultimo miglio che manca per risolvere una volta per tutte i problemi, salvaguardando il Porto e Porto Marghera. Serviranno somme enormi – ha concluso – abbiamo un’occasione storica per costruire insieme un nuovo futuro ai nostri giovani. Ne va della credibilità dell’intero Paese”.

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Acqua alta: ore 22.50 di martedì, è terrore.
(Notizia correlata del 12 novembre 2019)

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L’acqua alta a Venezia è attesa da due giorni, ma nessuno poteva immaginare una sciagura simile.

Venezia questa volta è letteralmente affondata, sotto i colpi delle previsioni che febbrilmente si rincorrevano al rialzo e sotto la spinta di un’acqua che con vento di scirocco a 100 chilometri orari ha sfiorato la paurosa soglia dei 190 centimetri sul medio mare.

Il picco di marea, alle 22.50, è stato di un metro e 87. Tutto il centro storico è stato allagato. Abitazioni in cui non è mai arrivata l’acqua alta si sono trovate improvvisamente l’acqua in casa e scarse attitudini e abitudini per fronteggiarla.

Chi si trovava malauguratamente ancora per strada ha visto o vissuto scene da panico l’acqua saliva ovunque a velocità impressionanti.

Dei danni ci occuperemo con altro articolo, ora va evidenziato che 187 cm è la seconda più alta marea della storia di Venezia, ma c’è chi è sicuro che è stato battuto ogni record.

Tutti sapevano che arrivava ma con simili livelli non ci sono passerelle o paratoie davanti negozi o case che tengano. L’acqua, con il buio fitto e la pioggia sferzante, è entrata dappertutto.

Il rialzo improvviso della marea è iniziato in serata, quando le previsioni – inizialmente di un metro e 45 – sono state riviste in modo peggiorativo dal Centro maree del Comune: 160 centimetri, poi 170, quindi 180, in una rincorsa che ha lasciato sbigottiti i tecnici e sembrava non finire mai.

Fino a 187 centimetri sul medio mare, una misura capace di far cadere in collasso Venezia. A cambiare tutto è stato il vento, che, sempre da scirocco, al mattino girava ancora da nord est mentre raggiungeva le coste del Veneto. Ma con la sera si è incattivito.

Lo scirocco ha iniziato a spirare con raffiche fino a 100 km/h, e ha gonfiato la laguna. Alle 22 Piazza San Marco si presentava deserta e spettrale, sommersa da quasi un metro d’acqua, le onde ad infrangersi sulle colonne di Palazzo Ducale, la Basilica di San Marco, indifesa davanti all’attacco del mare.

“Questo è un disastro, questa volta bisognerà contare i danni”, ha detto il sindaco Luigi Brugnaro, mentre in barca effettuava un sopralluogo nell’area marciana, accompagnato dalla polizia municipale e dal personale di Avm. “Stiamo affrontando una marea più che eccezionale – ha aggiunto in un tweet Brugnaro – Siamo tutti mobilitati per gestire l’emergenza”.

La marea di oggi, che riporta agli occhi del mondo il ‘caso’ Venezia, rilancia anche il tema del Mose, il colossale sistema di barriere mobili contro le acque alte che attende ancora di essere ultimato, e lascia Venezia in balia di catastrofi naturali come questa.

Tutte le scuole di Venezia, di ogni ordine e grado, mercoledì resteranno chiuse e ci vuole poco ad immaginare che la vita riprenderà in una sorta di città fantasma domattina.

Il sindaco ha annunciato che chiederà lo stato di calamità naturale per la città. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha attivato l’unità di crisi della Protezione civile.

Si temono gravi ripercussioni su tutta la laguna, mentre sono segnalate condizioni di allarme sull’intera costiere veneta e, per la forte pioggia, preoccupano le situazioni dei fiumi, in particolare del Piave.

La Regione ha attivato anche i collegamenti con il Dipartimento della Protezione civile nazionale e con il Comando dei Vigili del fuoco. Domani arriverà alla sala operativa regionale, a Marghera, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.

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Previsioni al rialzo: nuova punta di marea per le 22.55
(Articolo correlato del 12 novembre 2019)

Nuovo allertamento acustico per l’arrivo di una nuova punta di marea. Le sirene a Venezia hanno suonato alle 18.30 con tutti i quattro toni disponibili in crescendo. Il valore atteso, quindi, è superiore a un metro e 40.

Il Centro Maree del Comune di Venezia ha infatti ‘ritoccato’ pochi mimuti fa le previsioni delle ore 17, che riportavano una massima di 140cm, modificandola con un valore atteso di 145cm per le ore 22.55.

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Acqua alta martedì mattina: 130cm a Venezia, 132cm a Chioggia
(Notizia correlata del 12 novembre 2019)

Venezia questa mattina, martedì 12 novembre, ha visto raggiungere una punta di marea di 127 centimetri a Punta della Salute.
Il Centro Previsioni e segnalazioni Maree della Protezione civile – direzione Polizia locale del Comune di Venezia segnala inoltre che la ‘massima’ si è avuta alle ore 10.35 con 130 centimetri alle Fondamente Nove e 132 centimetri a Chioggia.

“La marea di oggi è stata preannunciata da diversi giorni prevedendo un massimo di 140 centimetri – dichiara il Centro maree -. Il valore registrato in centro storico è stato più contenuto grazie al ritardo del passaggio del fronte perturbativo rispetto alle previsioni che lo davano coincidente con il massimo astronomico. Così in mare si sono registrati comunque 137 centimetri alle dighe, mentre a Punta Salute il livello si è fermato a 127/128 centimetri. Lato Fondamente Nove, a causa del vento di bora, la marea ha superato i 130 centimetri. Qui il fenomeno è stato ancora più evidente a causa del moto ondoso generato dal vento, con altezze d’onda superiori ai 50 centimetri. Anche Chioggia ha risentito del vento di Bora registrando valori di poco superiori a 132 centimetri”.

Questi valori comportano per Venezia un allagamento del suolo calpestabile di circa il 45%.

Il Centro Maree, vista la evoluzione meteorologica molto dinamica, soprattutto per quanto sta accadendo nel centro sud Italia, e quindi anche sull’Adriatico centro meridionale, conferma ancora per questa sera 140 centimetri alle ore 23 e 145 centimetri per domani mattina alle ore 10.30.

Le previsioni potrebbero risentire di variazioni, pertanto il Centro Maree invita la cittadinanza a seguire le previsioni. Queste vengono emesse con frequenza particolare. Durante l’evento mareale è stato emesso un aggiornamento ogni ora. Così sarà anche per i prossimi giorni.

Il Centro Maree consiglia di seguire gli aggiornamenti delle previsioni attraverso i consueti canali.

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Possibile acqua alta eccezionale a Venezia martedì e mercoledì: attivato centro di comando straordinario
(Articolo correlato del 12 novembre 2019)

Acqua alta eccezionale a Venezia sarà possibile nelle giornate di martedì e mercoledì. Lo comunica il Centro Maree del Comune di Venezia.

La possibilità di maree eccezionali martedì e mercoledì ha convinto le autorità ad attivare un Centro di Comando presso la sede della Polizia Locale a Venezia.

Il fronte non promette niente di buono per l’evolversi della situazione meteorologica, con forte calo barico, venti di scirocco molto sostenuti nell’Adriatico centro-meridionale e di bora nel Golfo di Trieste. I modelli previsionali del Centro Maree del Comune di Venezia indicano la possibilità di maree eccezionali per i prossimi due giorni.

Le previsioni, valutate con CNR-ISMAR e ISPRA, prevedono, in particolare, martedì mattina alle ore 10 un picco di marea di 140 cm, martedì sera alle ore 23 un picco di 145 cm e mercoledì mattina alle ore 10.30 un picco di 145 cm.

Vista la situazione meteorologica altamente dinamica, questi due ultimi valori potrebbero essere rivisti in aumento, anche con il superamento della soglia di 155 cm. Anche il Centro Funzionale Decentrato dell’Arpav prevede domani e dopodomani precipitazioni diffuse con quantitativi abbondanti di pioggia.

A fronte di queste previsioni, sentita la Prefettura, verrà appunto attivato il Centro di Comando previsto per il “Piano acqua alta” presso la sede della Polizia Locale in Palazzo Poerio, per coordinare tutti i servizi della città e monitorare l’evolversi della situazione.

Il Centro Maree consiglia vivamente di seguire gli aggiornamenti delle previsioni attraverso i consueti canali informativi.

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