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Madre e figlia in bicicletta tamponate e poi rapinate quando sono a terra. Incredibile a Marghera

Madre e figlia in bicicletta tamponate da un’auto che le ha fatte cadere a terra: è incredibile la modalità dell’ultima rapina violenta avvenuta a Marghera. Il fatto è accaduto in via Colombara nel primo pomeriggio di giovedì scorso. E’ incredibile dove possa arrivare l’ingegno umano quando si tratta di fare del male. Marghera teatro di […]

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Madre e figlia in bicicletta tamponate da un’auto che le ha fatte cadere a terra: è incredibile la modalità dell’ultima rapina violenta avvenuta a Marghera. Il fatto è accaduto in via Colombara nel primo pomeriggio di giovedì scorso.

E’ incredibile dove possa arrivare l’ingegno umano quando si tratta di fare del male.
Marghera teatro di un crimine che poteva avere danni fisici devastanti a fronte di un bottino relativamente misero.
Via Colombara, giovedì scorso verso le 15: improvvisamente un’auto alle spalle manda il motore su di giri, accelera e tampona da dietro due persone in bicicletta.
Si tratta di una donna di 55 anni e di sua figlia che stavano regolarmente procedendo per la loro strada. Ma il fatto che non si tratti di un incidente è chiaro fin da subito.

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Dall’auto, sempre con il motore in moto, scende un giovane uomo, dai venti ai trent’anni, forse nordafricano. Questo si avvia deciso a prendere subito il giubbotto che la madre aveva sul cestino del manubrio. La donna capisce immediatamente le intenzioni del delinquente e, seppur da terra, cerca di aggrapparsi a quel giubbotto. Purtroppo la maggior forza del giovane uomo ha la meglio e, dopo due o tre strattonate, il malvivente se ne impossessa.
A quel punto risale in auto, dove l’attendeva il complice alla guida, e i due rapinatori ripartono.

Come detto, una rapina che avrebbe potuto produrre danni fisici notevoli a causa dell’investimento, a fronte di un bottino relativamente prezioso: nelle tasche della giacca c’erano il portafoglio con poco denaro, i due cellulari, e le chiavi di casa.
Sullo sfondo l’ipotesi che i ladri avessero in precedenza adocchiato soprattutto dove veniva riposto il portafoglio in attesa del momento più propizio per agire, e una certezza: sarà difficoltoso individuare la vettura usata per il “colpo” in quanto la vittima, da terra, ha provato a controllare la targa ma ha scoperto che essa era stata ricoperta da un telo, probabilmente posto lì proprio per quello scopo. Dunque la rapina violenta era premeditata e preparata.

Mattia Cagalli
Mattia Cagalli
Tra i fondatori di questo Giornale, di cui è direttore, è giornalista, scrittore e regista cinematografico. E' laureato in Scienze della Comunicazione. mattia_c@lavocedivenezia.it
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