COMMENTA QUESTO FATTO
 

Scurati M il figlio del secolo recensione la voce di venezia

Il best seller del periodo è ”M – Il figlio del secolo”, il primo volume della triologia che il letterato Antonio Scurati (Bompiani, pagg. 850, 24,00€) ha deciso di dedicare a Benito Mussolini. Uno dei giornalisti del Corriere della Sera in un articolo ha sottolineato le diverse imprecisioni storiche presenti nel romanzo, l’autore in una lettera al quotidiano ha fatto mea culpa, dicendo che il romanz presente qualche imprecisione ma dev’essere considerato per quel che è (non è un saggio): un racconto molto interessante, soprattutto per i restroscena del periodo storico 1919-1925, che hanno segnato la Storia del nostro Paese.

L’autore racconta un Benito Mussolini che sin dagli esordi, quando fiutava la crisi di un’Italia che voleva di più, quando aspettava che i socialisti rivoluzionari decadessero, era pronto per affermare il suo fascismo, lui, ex leader socialista, cacciato dal partito per le sue idee troppo veementi.
Credevamo di sapere tutto dell’uomo che più di tutti ha segnato la storia della nostra Italia, e invece no, perché Antonio Scurati, attraverso un romanzo documentario, racconta una storia più completa, in cui il corpo di Mussolini si intreccia alla sua emotività.

Figlio del secolo, di un Novecento esploso con una guerra mondiale che però lui seppe sfruttare: fu questa la spinta per una nuova vita, politica e culturale, per un interventista come Mussolini, che quatto quatto, attendeva i momenti migliori per poter affermare le sue idee, per cambiare un Italia, che dopo il conflitto mondiale stava diventando comunista.

Rosso, come il sangue e come le bandiere che sventolavano nelle roccaforti socialiste d’Italia. Mussolini voleva, con i suoi Fasci di combattimento, cambiare pian piano l’Italia. Un 1919 dove Mussolini pare una figura nera, misteriosa, silenziosa, che la sua gente ammira, ma che nei vicoli di Milano tra bordelli e osterie, attende il momento opportuno per agire.

D’Annunzio, Italo Balbo, Leandro Arpinati e molti altri ”personaggi” dei Fasci e di quel periodo storico, diventano i co-protagonisti di Benito Mussolini, in una storia con la s maiuscola, che ha segnato il destino di molti italiani. Dalla sordina al fracasso dei cinegiornali politici, dall’Avanti! a Il popolo d’Italia, per affermare il suo potere: questo è Mussolini, questo è il passato che ritorna presente.

”Quando i tuoi nemici si scannano a vicenda, la sola cosa da fare è aspettare. […] Lui è diventato bravo ad aspettare: è rivoluzionario o conservatore secondo le circostanze.” Lo afferma anche Scurati, questa è stata l’arma migliore, la strategia di Mussolini, che forse, nonostante tutte le idee e i credi politici, ha saputo sfruttare ciò che era la sua figura.

Anche l’autore stesso, da antifascista ha confessato di aver voluto provare a guardare l’uomo e il leader politico agli esordi, senza i vari pregiudizi e pensando a cos’è successo poi. Questo è il segreto per saper apprezzare il romanzo, che fila liscio, tra aneddoti, estratti di articoli di giornale e il silenzio di paesaggi rurali e il microcosmo mentale di Benito Mussolini.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Alice Bianco
Riproduzione vietata

Riproduzione Riservata.

 
Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here