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L’incidente di Santo Stefano di Cadore non è volontario, lo dice la procura. L’investimento con l’auto che ha causato la morte dei tre membri di una famiglia veneziana in vacanza a Santo Stefano di Cadore il 6 luglio non è stato un atto di violenza deliberato, lo confermano le indagini.
Angelika Hutter, la donna tedesca di 32 anni attualmente in arresto e in cura psichiatrica, non ha preso di mira intenzionalmente la famiglia con la sua auto nel tentativo di far loro del male.
Nel corso di una conferenza stampa, il pm di Belluno ha respinto l’ipotesi di atto doloso, affermando che si trattava più probabilmente di uno scatto d’ira, la cui causa resta sconosciuta.
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Il pm ha chiarito diversi aspetti dell’indagine che avevano inizialmente sollevato sospetti di un delitto premeditato commesso da Hutter, affermando: “L’idea di un atto deliberato è puramente speculativa; è più probabile che si trattasse di uno stato di rabbia”.
Nel frattempo, la Procura ha concesso l’autorizzazione al rilascio alla famiglia delle salme di Marco Anoniello (48), del figlio Mattia di 2 anni e della nonna del bambino, Mariagrazia Zuin (65).
Sono stati anche anche chiariti altri aspetti riguardanti lo stato psicofisico di Hutter al momento dell’incidente. La donna tedesca di 32 anni non aveva consumato alcol o droghe, né stava usando il telefono o scambiando messaggi sullo smartphone poco prima che la sua Audi si scontrasse con il gruppo di turisti veneziani. Questi risultati, tuttavia, devono essere confermati da consulenti forensi. Infine, non sono state eseguite autopsie sui corpi delle vittime; la loro morte, secondo Paolo Luca, può essere inequivocabilmente attribuita all’impatto della collisione, classificato come “impatto ad alta cinetica”.
La Hutter è attualmente ricoverata nel reparto psichiatrico dell’Ospedale di Venezia a causa del suo stato alterato, che le ha impedito di presentarsi all’udienza che ha confermato il suo arresto. Solo quando riacquisterà lucidità il conducente dell’Audi nera potrà spiegarle se e perché ha accelerato ad alta velocità nel piccolo paese.
Due i video finora a disposizione degli inquirenti: uno, già ampiamente diffuso, riprende l’auto pochi istanti prima dello scontro, che viaggiava a circa 90 chilometri orari. Nel secondo video si vede l’auto fare pericolosamente un’inversione a U nel cortile di un’autofficina, mancando di poco un veicolo che esce da una strada laterale. Due testimoni hanno riferito di aver visto Hutter inspiegabilmente lanciare in aria bottiglie piene d’acqua in un impeto di rabbia. Era sola in macchina, sulla strada rettilinea che porta a Santo Stefano, senza ostacoli alla visibilità, e non ci sono indicazioni che abbia urtato con altri oggetti. Il pm ha ribadito: “L’ipotesi dell’azione intenzionale rientra nell’ambito della speculazione. Bisognerebbe invece considerare cause psicologiche legate alla difficoltà nel controllare la rabbia o alla semplice distrazione”.
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E’ iniziato l’iter che la porterà alla libertà….solita VERGOGNA
Alla fine a me spiace sia per la famiglia, sia per questa ragazza che evidentemente se girovagava su una macchina a noleggio si portava dietro problemi per i quali famiglia e amici l’hanno abbandonata a sè stessa
A prescindere dalla drammaticità di quanto accaduto mi domando se è giusto sparare certi titoloni in prima pagina senza prima un minimo di approfondimento e riscontro ma solo per attirare interesse. Esempio “andava a 160 km all’ora” etc
Va a finire che le danno anche un premio…