COMMENTA QUESTO FATTO
 


Laboratorio di eroina dove si produceva la droga per lo spaccio nella piazza di Mestre, non un innocente appartamento, come appariva dall’esterno, quell’abitazione di Mira.

Laboratorio di eroina per lo spaccio a Mestre scoperto dai carabinieri a Mira. Arrestati 3 albanesi

Frullatori, presse, stampi e l’eroina grezza da “lavorare”. Un vero e proprio laboratorio artigianale a conduzione famigliare quello che i tre cugini albanesi avevano realizzato in un’abitazione di Mira.

Qui i Carabinieri della Compagnia di Mestre (nello specifico i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile) hanno fatto irruzione e tratto in arresto, nella flagranza del reato, per concorso in detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti, tre cittadini albanesi imparentati tra loro: il 19enne T.M, il 25enne T.A. ed il 31enne T.A..

A seguito dell’esecuzione di ordinanze di custodie cautelari personali a carico di 13 soggetti tunisini e albanesi effettuate dall’Arma di Mestre lo scorso gennaio infatti, i militari hanno intensificato il controllo del territorio al fine di garantire che la zona “momentaneamente” ripulita non diventasse oggetto di nuovi delinquenti pronti a rimpiazzare quelli in carcere.

Proprio in tale contesto, negli ultimi giorni, con continui servizi di osservazione, pedinamento e controllo, i Carabinieri, anche in abiti simulati, avevano avuto modo di constatare che alcuni individui stranieri, verosimilmente di origine albanese, da Mira ove avevano locato un’abitazione effettuavano degli spostamenti verso Mestre e Marghera in aree note per essere state utilizzate nel recente passato proprio da spacciatori magrebini o tunisini. Da qui l’ipotesi e la scoperta di un vero e proprio laboratorio di eroina.

Con l’arrivo del buio, l’auto sospetta con due a bordo infatti si muoveva da Mira dirigendosi verso Marghera e poi Mestre. Effettuava delle piccole soste in zone note per essere frequentate da spacciatori nel recente passato, prima in Marghera e poi in Mestre e così, intuito che potessero stare effettuando delle cessioni di stupefacente, si decideva pertanto, non appena il veicolo si fosse mosso da quella posizione troppo buia e con scarse opportunità di osservazione, di fermarlo in sicurezza nel mezzo del traffico di quell’ora, potendo quindi identificare i due soggetti che si trovavano all’interno, cosa che avveniva poco dopo.

Nella prima fase di perquisizione esterna degli abiti indossati, si poteva constatare che il passeggero, poi identificato per T.M., nascondeva un involucro squadrato in una tasca interna. Nell’immediatezza il conducente veniva identificato per T.A.

Accompagnati presso gli Uffici del Comando i due venivano accuratamente perquisiti, rinvenendo nella disponibilità di T.A. due telefoni cellulari e del denaro contante pari ad € 1.000, suddiviso in diverse banconote di medio e piccolo taglio.

T.M. veniva trovato in possesso di un telefono cellulare e dell’involucro, risultato essere una panetta allo stato solido ricoperta di nastro adesivo marrone da pacchi e da alcuni giri di cellophane trasparente pesata per complessivi grammi 500 di sostanza stupefacente risultata essere del tipo eroina.

In considerazione che a Mira era stato visto scendere un terzo individuo ed in considerazione che prima di entrare in casa aveva fatto dei cenni con il viso rivolti agli atri due soggetti, si decideva di effettuare velocemente una ulteriore perquisizione presso quell’appartamento imbattendosi nel terzo soggetto, identificato per T.A..

La perquisizione che ne seguiva permetteva di rinvenire nel cd laboratorio di eroina:

– due martinetti metallici idraulici saldati su piattaforme a base quadrata utilizzati per pressare con forza completamente intrisi di eroina;

– uno stampo artigianale in metallo cavo idoneo a pressare ottenendo parallelepipedi perfettamente uguali e della stessa misura della panetta sequestrata, completo di ulteriori cinque pezzi necessari per bloccare la forma e per conferire maggiore forza sulla sostanza da pressare;

– due frullatori elettrici, uno piccolo e uno più grande, completamente intrisi di eroina;

– due sminuzzatori elettrici di media grandezza, completamente intrisi di eroina;

– un setaccio intriso di eroina;

– un manganello in metallo con impugnatura in neoprene del tipo retrattile;

– chilogrammi tre di eroina;

– denaro contante per complessivi euro 8.000 suddiviso in banconote di piccolo e medio taglio provento dell’illecita attività.

Al termine delle formalità, per i tre si sono aperte le porte del carcere di Venezia ove sono ristretti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

(foto di repertorio)

Riproduzione Riservata.

 

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here