La Provincia di Venezia dona due computer alle carceri di Santa Maria Maggiore

ultimo aggiornamento: 03/10/2013 ore 17:28

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carceri santa maria maggiore

Oggi il presidente della seconda Commissione (politiche di integrazione e sicurezza sociale, servizi alla persona) e consigliera provinciale Mariagrazia Madricardo insieme al presidente della sesta commissione (attività produttive) e consigliere Roberto Dal Cin hanno consegnato al carcere di Santa Maria Maggiore di Venezia due computer in dismissione, ma pienamente attuali e funzionanti, come dono della Provincia e segno di vicinanza e collaborazione istituzionale utile al reinserimento dei detenuti.

Ad accoglierli il responsabile dell’area giuridico–pedagogica Ferdinando Ciardiello, il comandante di reparto Lisa Brianese, la presidente dell’associazione Granello di Senape Maria Teresa Menotto, la vicepresidente Maria Voltolina e la responsabile del “progetto biblioteca” Liliana Baldrati. L’associazione, attiva a Venezia dal 1996, ha l’obiettivo di favorire la conoscenza della realtà penitenziaria, consolidare il rapporto tra la città e il carcere, coadiuvare il reinserimento sociale delle persone detenute o sottoposte a misure alternative, e sostenerne i familiari.

Il dono dei computer è stato deciso in seguito alla visita effettuata in carcere lo scorso marzo dalle commissioni provinciali seconda e sesta assieme agli assessori al Lavoro Paolino D’Anna e alle Attività produttive Lucio Gianni.

La Presidente Mariagrazia Madricardo ha commentato: «E’ un piccolo ma significativo segno che abbiamo deciso di effettuare per testimoniare la vicinanza della Provincia ai detenuti e alla realtà carceraria veneziana. Sappiamo che i problemi sono tanti, lo abbiamo appreso dalla nostra recente visita, ma sappiamo anche che ci sono tanti volontari che collaborano per il recupero dei detenuti. Un computer servirà per la biblioteca e un altro per la stanza multimediale dove i detenuti che ne fanno richiesta posso imparare ad esercitarsi nella scrittura».

Dichiara il consigliere Roberto Dal Cin: «La nostra Provincia non si è limitata solo a questa iniziativa, ma con una lettera firmata da due assessori della Giunta guidata dal presidente Zaccariotto, Lucio Gianni alle Attività produttive, e Paolino D’Anna al Lavoro, abbiamo invitato i comuni e le associazioni di volontariato del territorio a donare al carcere striscioni pubblicitari in plastica “scaduti”, che poi vengono lavorati e trasformati in eleganti e originali accessori di abbigliamento, borse ed altro, e ad impegnarsi ad acquistare i prodotti realizzati dai laboratori del carcere. Ricordo che i laboratori rappresentano un’opportunità educativa e di recupero per un futuro reinserimento dei detenuti nella società civile. Attraverso l’acquisto dei loro prodotti si sottraggono alle conseguenze negative dell’ozio, e si favorisce l’occupazione e il loro percorso rieducativo».

Per donare materiale o acquistare i prodotti dei laboratori rivolgersi all’associazione “Il Granello di senape” tel. 041.2771127, e-mail: ilgranellodisenape@virgilio.it, o alla cooperativa “Rio tera’ dei pensieri”, tel. 041.2960658.


Il carcere maschile di Santa Maria Maggiore ospita una media di 330-340 detenuti, mentre gli spazi sarebbero modulati per accoglierne 168. E’ definita “casa circondariale” che ospita cioè persone in attesa di giudizio, e quelle condannate a pene inferiori ai cinque anni (o con un residuo di pena inferiore ai cinque anni). L’età media dei detenuti è di 40 anni, un terzo di loro sono italiani; i reati sono per la maggior parte dei casi spaccio di sostanze stupefacenti, a cui seguono furti e rapine. Nel carcere operano circa 100 volontari di cui una cinquantina in modo costante. Attivi sono anche diversi enti, associazioni e cooperative. Nel carcere vengono proposti corsi di alfabetizzazione per stranieri e licenza media, laboratori di serigrafia, stampa e artigianato.

Redazione

[03/10/2013]

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