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La morte di Linda Zennaro: “Noi avevamo avvisato che stavano organizzando un Rave”

All’indomani della disgrazia della ragazza di 21 anni morta la notte di Redentore per annegamento, alcune delle ombre oscure sulla tragedia sono collegate ad una “festa” che ci sarebbe stata agli Alberoni. Una festa definita “Rave” da più di qualcuno, tra cui il WWF, che anzi aveva inviato un’allerta in Comune preallertando per la festa […]

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All’indomani della disgrazia della ragazza di 21 anni morta la notte di Redentore per annegamento, alcune delle ombre oscure sulla tragedia sono collegate ad una “festa” che ci sarebbe stata agli Alberoni. Una festa definita “Rave” da più di qualcuno, tra cui il WWF, che anzi aveva inviato un’allerta in Comune preallertando per la festa non autorizzata.

Riceviamo e pubblichiamo quanto sotto riportato.

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Quanto è successo la notte del Redentore all’interno dell’area protetta Oasi Dune degli Alberoni può essere etichettato solo con un aggettivo: vergognoso.
Lo diciamo in qualità di associazione che si cura dell’area dal 2002. Ora operiamo in forza di un affidamento da parte del Comune di Venezia come collaboratori alla gestione dell’area protetta. E possiamo dire, a nostra memoria, che non si era mai verificato un evento così impattante e fuori controllo.

In passato, nel 2021 e 2022 avevo dovuto scrivere al Prefetto per segnalare lo svolgimento di rave party nei fine settimana estivi, che arrivavano a coinvolgere anche 500 persone, ma mai si era arrivati alle migliaia del Redentore 2024.
Vorrei precisare che la zona che è stata letteralmente invasa dai partecipanti al rave, non è qualificabile come spiaggia libera, definizione che sembrerebbe sminuirne il valore ambientale e naturalistico, bensì trattasi di Zona Speciale di Conservazione (ZSC), tutelata da Direttive europee, che è stata affidata al Comune di Venezia affinché la tuteli.

Non è stata invasa solo la spiaggia, ma anche le dune e financo la pineta retrostante.
Provate ad immaginare l’impatto di migliaia di persone che prima, durante e dopo i festeggiamenti espletano i loro bisogni fisiologici nell’ambiente circostante. Noi come WWF conduciamo visite guidate all’interno dell’Oasi, rispettando i percorsi prestabiliti per non danneggiare la zona protetta, insegnando a tutti il valore e il rispetto per l’ambiente.
Invece le migliaia di persone hanno abbandonato rifiuti, defecato, vomitato, proprio laddove i bagnanti sono soliti stendersi a prendere il sole e soggiornare, transitare.

La sera di sabato abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, nell’ambito delle nostre competenze, avvicinando e avvisando gli organizzatori, non identificati, tra cui la non meglio qualificata associazione Metabolismo Lagunare, rendendoli edotti dal fatto che nella zona vige il divieto di accensione di fuochi, di abbandonare rifiuti e tutto ciò che era opportuno non fare. Ma le nostre sono state parole, comunicazioni, invito al rispetto, dettate dal timore reale che la festa avrebbe portato con sé un danno ambientale enorme. Come infatti è stato.

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Oltre a dune e spiaggia, c’è stato il calpestio della vegetazione tutelata, il disturbo sonoro alla fauna proveniente da casse che hanno sparato per tutta la notte musica ad altissimo volume.

Se pensiamo che abbiamo organizzato varie iniziative negli anni passati agli Alberoni tra cui la Festa del Peocio (da noi rilanciata), ma mai dentro alla ZSC, con tutte le autorizzazioni che dovevamo chiedere per impianti elettrici, per somministrazione cibi, per questioni igienico sanitarie (bagni), per il piano acustico, etc. e poi ci tocca subire un rave con migliaia persone contemporaneamente senza nessuna autorizzazione e senza che nessuna forza dell’ordine sia intervenuta.

Vorrei precisare che il WWF Venezia e Territorio, venuto a sapere che si stava organizzando un rave party la notte del Redentore, ha avvisato il Comune di Venezia la mattina del venerdì antecedente, con una comunicazione scritta, chiedendo di verificare e di intervenire, se non direttamente, magari trasferendo l’informazione alle competenti forze dell’ordine. Purtroppo, come abbiamo dovuto constatare, non è stato fatto nulla per impedire lo svolgimento del rave party.

E l’amarezza e lo sconcerto sono, per noi, così profondi, perché dopo gli avvenimenti dei rave della stagione estiva 2021 e 2022, quando ci fu spiegato che è fondamentale per assicurare un efficace intervento delle forze dell’ordine in modo preventivo e non già repressivo, quando ormai poco si può fare, soprattutto se i partecipanti sono migliaia, riuscire ad informare prima che la festa, se così si può definirla, inizi. Noi dal canto nostro, possiamo dire che l’informazione preventiva l’abbiamo fatta, ma ci consola poco o, meglio, per nulla, perché il disastro è avvenuto comunque e quindi il risultato non è stato raggiunto.

Arrivati a questo punto ci permettiamo di suggerire una soluzione: la ZSC-ZPS degli Alberoni d’ora in avanti va interdetta in modo assoluto da eventi del genere, che si erano già verificati nel recente passato, sebbene in misura minore, sicuramente come numero di partecipanti e che si sperava non si dovessero ripetere. Occorre una decisione forte, una volontà forte, da parte di chi ne ha la competenza, per prevenire simili eventi e per tutelare pienamente un’area protetta di tale importanza.

Venezia, 24 luglio 2024

Jacopo Capuzzo
Vicepresidente WWF Venezia e Territorio

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