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La donna tedesca che ha travolto la famiglia veneziana sul marciapiede era già stata arrestata qualche giorno fa

La donna tedesca che ha travolto e ucciso la famiglia veneziana sul marciapiede ieri pomeriggio a Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno, era già stata arrestata pochi giorni fa. Angelika Hutter, l’automobilista tedesca di 31 anni, originaria di Deggendorf, comune della Baviera, era stata fermata e poi denunciata alle autorità di Bolzano per […]

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La donna tedesca che ha travolto e ucciso la famiglia veneziana sul marciapiede ieri pomeriggio a Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno, era già stata arrestata pochi giorni fa.
Angelika Hutter, l’automobilista tedesca di 31 anni, originaria di Deggendorf, comune della Baviera, era stata fermata e poi denunciata alle autorità di Bolzano per possesso di “oggetti atti ad offendere”.

Angelika Hutter avrebbe dunque una natura violenta? Le bocche degli inquirenti sono cucite e nessun dettaglio sulle indagini viene rivelato. Quello che è certo è che la donna tedesca, guidando – secondo indiscrezioni – ad altissima velocità in zona centrale di Santo Stefano di Cadore, ha tragicamente causato la morte di Marco Antoniello, 48 anni, di suo figlio Mattia di 2 anni, e di sua nonna Mariagrazia Zuin di 65 anni, tutti residenti a Favaro Veneto (Venezia), facendoli volare via salendo con l’auto sul loro marciapiede.

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Sempre secondo indiscrezioni, durante l’interrogatorio dei carabinieri, prima dell’arresto per omicidio colposo, la donna non avrebbe mostrato alcun segno di rimorso o dispiacere per le tre vite cancellate in un istante.

Attualmente Angelika Hutter si trova in stato di arresto presso il carcere femminile dell’isola della Giudecca, a Venezia. Dovrà rispondere dell’incidente mortale avvenuto il 6 luglio in via Udine a Santo Stefano di Cadore, Belluno.

L’accusa è di omicidio colposo. Il suo arresto è scattato sulla base di valutazioni iniziali condotte dagli investigatori sul luogo dell’incidente sulle quali non vengono rivelati dettagli.

Si è appreso che i carabinieri sono sempre al lavoro per accertare la presenza di eventuali aggravanti, quali l’uso del cellulare, la guida in stato di ebbrezza o l’effetto di sostanze stupefacenti.
“Siamo in attesa dei risultati degli esami del sangue e delle analisi tecniche del suo cellulare”, hanno affermato gli inquirenti. Pare comunque certo che l’Audi guidata dalla 31enne tedesca viaggiava ad alta velocità in una zona dove il limite di velocità è di 50 km/h.

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I pedoni, compresa la piccola vittima nel passeggino, erano tutti sul marciapiede, non sul ciglio della strada. Il veicolo si stava muovendo nella stessa direzione delle vittime. La famiglia è stata travolta arrivando dalle spalle.
L’incidente straziante ha lasciato sotto shock tutta la comunità.

Aggiornamento ore 17.
Hanno dato esito negativo gli esiti alcolemici e tossicologici sul sangue prelevato ad Angelika Hutter.
Il prelievo era stato effettuato ieri sera durante il fermo – poi tramutato in arresto – della donna, e il campione era stato inviato a Padova per gli esami.
L’esito non esclude comunque la gravità del quadro indiziario a carico della donna, che ha causato l’incidente viaggiando ad alta velocità causando un urto con grande violenza, sulla base delle testimonianze raccolte sul posto dai carabinieri.

Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Hanno scritto che dopo l’incidente ha inveito contro le vittime. Non costruiamo un alibi ma questa di testa non è tanto giusta. Hanno chiuso i manicomi e strutture alternative non le hanno voluto creare, costano. Il popolo elegge i suoi rappresentanti, terra-terra, sarebbero i nostri dipendenti, li chiamiamo ONOREVOLI e li paghiamo a peso d’oro e sono più di quelli che servono. Da un’Italia del benessere siamo passati ad un’Italia della miseria, ci hanno riportato indietro di 100 anni quando il pane bianco lo mangiavano i ricchi, proprio come adesso. I malati mentali sono in aumento e la Regione del Veneto è l’ultima regione in fatto di stanziamento per le malattie mentali. Tra Alzheimer, altre malattie degenerative e i “cervelli bruciati” da alcool e droghe, siamo in balia della sorte. I malati mentali sono un pericolo per se stessi e gli altri. Lunedì sera ore 21,0 ero alla Stazione di S. Lucia aspettavo un arrivo. Compare una signora sui 50 anni, curata nell’aspetto che sbraita a voce alta in lingua dell’Est, come se stesse parlando con personaggi di fantasia. Penso possa mettere in pericolo se stessa, non appariva violenta. Informo due poliziotti che vanno a controllare e le parlano, poi mi informano che non possono fare nulla perché non da manifestazione di violenza. Rimane perciò in balia della sua malattia, speriamo non faccia vittime. Siamo presi in giro da uno Stato che non veglia sui più deboli come dovrebbe fare e non difende la Società.

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