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Incidente autobus Mestre, la Procura indica il focus ai periti. Si Dovrà specificare “se vi fosse una situazione di precarietà o di pericolo imminente” nelle strutture e nel punto del cavalcavia di Mestre, da cui precipitò l’autobus de La Linea. La “direttiva è per il consulente Placido Migliorino, incaricato dalla Procura di Venezia nell’ambito delle indagini sulla tragedia del 3 ottobre scorso.
Nell’incarico, firmato dalla sostituto procuratore Laura Camali, al tecnico del Mit – che già aveva compiuto le analisi per l’indagine sul Ponte Morandi di Genova – viene chiesto di accertare “lo stato attuale delle barriere” del cavalcavia, nel punto della caduta del bus. Viene specificato anche di evidenziare se le barriere del guardrail “rispondevano agli standard di sicurezza” e se la loro “installazione e geometria garantivano il contenimento” prescritto dalla legge.
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Scopri come fare
Per fare questo il perito nominato dal giudice eseguirà subito due sopralluoghi: il 25 ottobre e 9 novembre prossimi. Placido Migliorino dovrà verificare lo stato di conservazione delle barriere e della ringhiera, la tenuta degli ancoraggi e del collegamenti della struttura, e infine valutare gli aspetti dinamici dell’incidente.
Intanto si è saputo che procedono i controlli agli autobus Yutong di fabbricazione cinese e che le verifiche non hanno rivelato alcuna anomalia finora.
Per la precisione, cinque autobus elettrici sui 18 in servizio per l’azienda La Linea non hanno dimostrato problemi tecnici, dopo essere stati fermati in via precauzionale dal Comune di Venezia a seguito dei due incidenti avvenuti a Mestre. Lo ha riferito all’ANSA l’assessore ai Trasporti Renato Boraso.
I controlli, ha aggiunto, “dovrebbero terminare domani e ritengo che subito, o al massimo lunedì, ci sarà un confronto tecnico tra l’amministrazione e La Linea nel corso del quale si deciderà il da farsi. Per noi resta sempre valido il principio della cautela”.
Boraso ricorda che il Comune non è proprietario dei mezzi, che il modello E-12 appartiene a La Linea, e solo la società può confrontarsi con i produttori e i loro esperti giunti in città, così come le valutazioni su eventuali sistemi informatici di comunicazione diretta tra bus e controllo di gestione in Cina.
Intanto, volendo cercare una buona notizia, si apprende che un’altra donna è uscita dalla terapia intensiva. Sono sempre otto i feriti dell’incidente del bus di Mestre in cura nelle strutture sanitarie del Veneto, ma quelli in terapia intensiva sono scesi a tre. È stata infatti dimessa dal reparto di cura intensiva la donna ucraina di 29 anni ricoverata all’ospedale di Padova. Nello stesso ospedale – riferisce la Regione – resta molto critica la situazione della donna spagnola di 52 anni, e stabile, seppur ancora critica, la bimba ucraina di 4 anni. Per tutti gli altri pazienti, il decorso sta procedendo regolarmente. Nei prossimi giorni è in programma il trasferimento in Spagna dell’uomo di 50 anni ricoverato all’ospedale di Padova. Anche il giovane tedesco di 33 anni in cura all’ospedale di Treviso verrà trasferito, molto probabilmente domani, in Germania.
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