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Sono passati tre mesi dall’incidente che ha visto il tragico volo di un pullman dalla rampa Rizzardi di Mestre, che ha causato la perdita di 21 vite, e al momento il mistero avvolge ancora la tragedia. La Procura di Venezia, guidata dalla PM Laura Cameli, ha incaricato esperti di varie discipline per fornire consulenze dettagliate al fine di ricostruire gli eventi che hanno portato all’incidente. Ed ora, verosimilmente entro febbraio, dagli esperti arriveranno le risposte.
L’attenzione è concentrata sull’autista del bus, sul veicolo, sulle condizioni della strada e sulle condizioni del guard-rail. Tali relazioni dovrebbero essere completate e depositate al più tardi entro la fine di febbraio.
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Scopri come fare
Nonostante il passare del tempo, una cosa sembra chiara: Alberto Rizzotto, 40 anni, il conducente del pullman, non sarebbe stato vittima di un malore dato che questa certezza non è emersa durante l’esame autoptico nel suo cuore. Tuttavia, non è escluso che Rizzotto abbia subito un’ “interferenza” di un qualche tipo. Una problematica fisica? Una problematica meccanica? Ad esempio come un blocco dello sterzo? Che cosa abbia impedito al conducente di mantenere il controllo del veicolo non è provato.
Di certo si sa che “il problema” è la causa iniziale dello sbandamento verso destra del mezzo. I primi contatti con il guard-rail sono stati registrati 50 metri prima della caduta, e coinciderebbero con una situazione di una barriera datata e obsoleta, aperta da un varco di sicurezza, proprio nel punto in cui il bus è precipitato.
Le risposte cominceranno ad arrivare entro febbraio, dunque, e daranno notizie sul cuore e sul telefonino di Rizzotto, mentre a fine febbraio arriveranno informazioni sullo stato dello sterzo e del guard-rail.
Attualmente, sono quattro gli individui sono sotto inchiesta, tre dipendenti del Comune di Venezia e il proprietario della società del pullman, con accuse di omicidio stradale plurimo.
Ma a che punto sono le indagini oggi?
Il consulente della Procura di Venezia ha eseguito il terzo sopralluogo sulla rampa Rizzardi di Mestre, raccogliendo ulteriori reperti come tratti di lamiera e bulloni. Complessivamente, sono sette le perizie in corso. Recentemente si è aggiunto un quarto nome nella lista degli indagati: S.A., dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Venezia e RUP del cantiere di messa a norma del cavalcavia.
Le perizie sono intanto affidate a laboratori ad alta specializzazione. L’Università di Padova, ad esempio, è interessata nelle operazioni di resistenza e prove di tenuta dei reperti prelevati dal guard-rail e dalla carcassa del pullman. Ma si può dire in generale che la PM Laura Cameli ha assegnato compiti specifici ai massimi esperti nelle loro materie. Le analisi sul cuore del conducente, sul telefonino, sullo sterzo del pullman e sulla struttura del cavalcavia, daranno le risposte definitive che tutti si attendono sulla tragedia.
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Indagine all’italiana. Andremo alle calende greche e non vi sarà un risultato definitivo.
Che profonda tristezza