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Noi l’allarme l’abbiamo lanciato da tempo.
Abbiamo anche chiesto la messa a punto di un sistema di allertamento della cittadinanza in caso di malfunzionamento del Mose.
Ora arriva la conferma che la consegna dell’opera slitta addirittura di tre anni, al 2025.
E alla luce di una data di consegna periodicamente aggiornata in un imprecisato futuro, come possiamo essere certi di un’opera funzionante?
Ci troviamo con una difesa che già oggi rischia di essere pericolosa.
Ed è una difesa che, comunque, già si sa che avrà nel tempo una durata limitata, per effetto dei cambiamenti climatici che la renderanno inutile nel giro di alcuni decenni.
Come possono l’amministrazione comunale e gli atenei cittadini glorificare un’opera che nasce da un mare di scandalo e corruzione e non riesce ad uscire dalla palude degli enormi costi di manutenzione ancora prima di essere consegnata?
Occorre un bagno di umiltà. Occorre fare chiarezza. La salvezza della città non è uno slogan. Non si può trasformare quello che è sempre stato uno dei problemi più grandi in un progetto che può salvare il mondo.
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Ci si rimbocchi le maniche a tutti i livelli. Da quello comunale, alla Regione, allo Stato.
Prima di alzare inni di gloria a qualcosa che non ha ancora le caratteristiche di un’opera conclusa e che manifesta quotidianamente problemi meccanici, di usura, di corrosione e, nello stesso tempo, denuncia pesanti incertezze sul piano della gestione economica dei costi, occorre che tutti si impegnino. Occorre che gli errori vengano ammessi. E che si vada verso una gestione in cui tutti si assumano la responsabilità di uscire da una pericolosissima situazione di stallo che mette in serio rischio la città.
Giovanni Andrea Martini
Consigliere Comunale
Associazione Tutta la Città insieme!
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Mi pare poco costruttiva come dichiarazione.
Ammettere gli errori. Chi dovrebbe ammetterlo? Ci sono infinite responsabilità di innumerevoli attori. Meglio avere un atteggiamento pragmatico e costruttivo.
La situazione è quella che è. Il Mose è lì e non si può smontare. Si può solo lavorare tutti in una sola direzione. Finirlo e metterlo in funzione in sicurezza.