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mercoledì 23 Giugno 2021

Il Casinò di Venezia: un’ azienda storica che sopravvive al digitale e alla pandemia

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Venezia non è solo una città veneta con un passato glorioso e protagonista della storia italiana ed europea, ma è oggi certo un simbolo per tutto il mondo di bellezza, arte, poesia, ispirazione e un passato di quelli che tutti sognano e immaginano nelle più belle fiabe. La città lagunare rappresenta in tutto il globo una di quelle meraviglie che bisogna certo vedere una volta nella vita. Tutti la conoscono, anche senza esserci mai stati, attraverso i quadri nei musei, i racconti dei letterati e le storie romantiche ivi ambientate.
Venezia non è però solo tutto questo, ma è anche nota per essere sede del primo casinò al mondo. Il Cà Vendramin Calergi, il Casinò di Venezia, è infatti stato aperto nel lontanissimo 1638. Spostato di sede in tempi antichi oggi esso appare tutt’ora in tutta la sua bellezza inutilmente imitata anche per esempio a Las Vegas. Il palazzo che ospita l’attività è maestoso e spicca sul Canal Grande con i suoi dettagli eleganti e nobili ancora intatti e ben conservati sin dalla fine del Quattrocento, quando la Famiglia Loredan ne commissionò la costruzione.

Un’azienda storica al passo con i tempi
Il Casinò più antico al mondo, nonostante il passare dei secoli, è riuscito sempre a restare al passo con i tempi, facendo quadrare i propri conti e offrendo un ventaglio di proposte sempre aggiornate e moderne. Nel 1999 il Casinò ha inaugurato una nuova sede distaccata a Cà Noghera (vicino all’Aeroporto di Marco Polo) che rappresenta tutt’oggi il primo casinò all’americana aperto in territorio italiano.
Nelle due sedi veneziane del Casinò si sono svolti importanti tornei che hanno visto premiate importanti personalità del settore provenienti da tutto il mondo. L’offerta è variegata: nella sede storica si trovano tavoli da gioco di tradizione francese (Chemin de Fer, Punto Banco, la roulette) e americana (tavoli per il Caribbean Poker, il Fair Roulette, il Black Jack) e ovviamente slot machine di varie tipologie. Nella nuova sede di Cà Noghera invece ci sono i principali giochi americani da tavolo e un ampissimo ventaglio di slot.
Nell’era del digitale, come si poteva immaginare, il Casinò di Venezia è rimasto al passo con i tempi proponendo anche le versioni live via web. L’utente così, indipendentemente da dove si trova, può giocare direttamente grazie ad una webcam ai giochi presenti nella struttura, come spiegato alla pagina https://www.casinos.it/live/.

Il Casinò nei tempi moderni
I Casinò terrestri in Italia, si sa, stanno chiudendo progressivamente uno dopo l’altro, ma Venezia sembra resistere, anche se la sua situazione non si può certo definire florida. La colpa però non è la mancanza di introiti, pare, ma un eccessivo prelievo da parte del Comune che gestisce il Casinò.
Il bilancio in perdita, infatti, è il risultato del 25% fisso che l’azienda garantisce al Comune annualmente. Una percentuale elevatissima cui si sommano le tasse al fisco che fanno sì che pur risultando i ricavi superiori ai costi, il casinò sia costantemente in perdita. Questa situazione di squilibrio determina continui flussi di denaro fra Comune e Casinò per ripristinare i conti che creano difficoltà al bilancio del Comune stesso.


Ai tempi della pandemia

Il 2020 della pandemia ha ulteriormente peggiorato la situazione del Casinò di Venezia, costretto come gli altri casinò e le sale da gioco di tutta la nazione a chiudere i battenti per una questione di sicurezza. Nonostante il successo delle formule live via web, gli introiti di questi tempi sono veramente colati a picco anche perché il personale è tanto e in questo momento è a casa. Una piccola ripresa c’era stata durante la stagione estiva, ma non sufficiente a recuperare le perdite, anche perché di fatto buona parte del fatturato era generato dai turisti in visita alla città che quest’anno sono stati pochissimi.
Le nuove chiusure del DPCM di ottobre hanno di nuovo richiuso le porte del casinò che attende come tutti di sapere nei prossimi giorni quale sarà il suo destino. Di fatto la speranza di riaprire c’è, anche perché quest’estate si sono potuti concludere gli interventi di ampliamento della struttura di Cà Noghera che permetterebbero di favorire un ancora maggiore distanziamento sociale fra gli ospiti.

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