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Commento riferito alla lettera al giornale: “Ecco un altro albergo, e un’attività artigianale in meno”.
Si Cristina hai ragionissima. Ti dirò poi da veneziano di nascita anno 84′, che i veri traditori di Venezia sono anche i suoi stessi cittadini cioè i nostri cari concittadini, perché sostanzialmente offrono i loro appartamenti e le loro proprietà locative solo ai turisti e non concedono, non sia mai, contratti ai veneziani, per permettere al tessuto cittadino di continuare a vivere nella Serenissima e non condannare molti all’esodo nel giro di pochi anni.
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Ti dirò inoltre che se in passato fuggimmo dai barbari oggi siamo di nuovo in preda ai barbari. Sono infatti ritornate all’arrembaggio sui ponti le scatoline e palline criminose, il Pick Pocket che imperversa, la paccottiglia che non ha limiti, la pasta take away che è un motivo di passaggio mordi e fuggi per ogni turista en passant e che sta riducendo il centro storico a una discarica, pasta take away che cancellerei dalla faccia della terra (il problema signori non è alzare la tassa di entrata ma ridurre le stro*zate in centro storico e insegnare del buon Senso Civico).
Per non parlare degli agguati con tanto di coltello nelle Chiese, robe dell’altro mondo. Purtroppo questi bubboni stanno rovinando la città e creando forti livori sociali che scateneranno sicuramente rivolte sociali serie perché la gente non ci sta a vivere in mezzo ai vandali e nel disordine.
L’amministrazione non ci sente, sembra totalmente assente. Dove andremo a finire nessuno lo sa. Speriamo ci salvi uno come Zaia per mettere un po’ di ordine e disciplina.
El Bosega
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…….e poi……
essendo Veneziano, mi è stato chiesto più volte sia di residenti che da turisti come si potrebbe cambiare questo problema .
riprendendo una tesi presentata anni fa, ho dato questa risposta, qui scritto con qualche voce ambiata per i tempi odierno.
la.mia risposta
hai toccato un tema molto serio e sentito, non solo a Venezia ma anche in altre città d’arte (Firenze, Barcellona, Lisbona, ecc.). Tuttavia, Venezia è un caso particolare e fragile, sia per la sua struttura urbanistica che per la dipendenza storica dal turismo.
La perdita progressiva dei residenti, l’aumento esponenziale degli affitti turistici e la trasformazione del commercio di vicinato in un “parco tematico” sono problemi ormai cronici.
Propongo una riflessione articolata in 4 direzioni di intervento — concrete e realistiche, basate su esempi europei di rigenerazione urbana e su proposte discusse negli ultimi anni.
1. Politiche abitative per riportare i veneziani in città
Problema: la casa a Venezia è diventata inaccessibile: i canoni d’affitto tradizionali non competono con gli introiti degli affitti turistici.
Soluzioni possibili:
Tetto agli affitti brevi: introdurre limiti come fatto a Barcellona o Amsterdam, ad esempio massimo 90 giorni/anno per affitti turistici o obbligo di licenza specifica.
Incentivi per affitti residenziali a lungo termine: sgravi fiscali o contributi a chi affitta a residenti, specialmente giovani e famiglie.
Gestione pubblica o cooperativa di alloggi sfitti: come sperimentato a Vienna, dove cooperative cittadine ristrutturano immobili per uso abitativo sostenibile.
Blocco o contingentamento nuove licenze B&B: Venezia ha già tentato qualcosa, ma servirebbe una mappa per zone, vietando nuove aperture nelle aree più sature.
2. Rigenerare la vita di comunità
Problema: i servizi di prossimità e il tessuto sociale si stanno sgretolando.
Soluzioni possibili:
Ritorno dei negozi locali: incentivi fiscali o affitti calmierati per botteghe artigiane, alimentari di quartiere e produzioni veneziane autentiche.
Centri civici e spazi condivisi: promuovere luoghi dove i cittadini si incontrano e non solo i turisti (biblioteche di quartiere, laboratori culturali, cooperative).
Valorizzazione delle scuole e dei servizi pubblici: una città “viva” per i residenti ha scuole e presidi sanitari attivi; qui serve un piano congiunto Regione–Comune.
3. Turismo intelligente e sostenibile
Problema: il turismo di massa soffoca la città e non porta reale ricchezza locale.
Soluzioni possibili:
Limitare gli accessi giornalieri nelle giornate di picco, con prenotazione o “city pass” come introdotto di recente — ma da gestire in modo equo e non punitivo.
Diversificare il tipo di turismo: promuovere esperienze culturali, artigianali, naturalistiche (laguna nord, isole minori, pesca, arte contemporanea).
Spostare parte del flusso verso terraferma e dintorni, con una rete efficiente di trasporti pubblici e un marketing territoriale integrato (Mestre, Chioggia, Marghera).
Educazione civica e campagne di comportamento responsabile per i turisti: regole chiare e visibili, sanzioni reali per chi sporca o disturba.
4. Visione culturale e identitaria
Problema: Venezia rischia di perdere il suo spirito e la sua autenticità.
Soluzioni possibili:
Musealizzazione consapevole: Venezia è patrimonio mondiale, ma deve essere anche “vissuta” dai veneziani — non solo “osservata” dai turisti.
Promozione del made in Venice: tutelare l’artigianato autentico (vetro, merletto, gondole, maschere vere, gastronomia locale) con marchi di origine e certificazioni.
Raccontare Venezia contemporanea: non solo quella storica, ma anche quella dei suoi giovani, artisti, università e comunità.
In sintesi
Una Venezia viva richiede equilibrio tra tre forze:
Ambito Obiettivo Strumenti
Sociale Ripopolare e sostenere i residenti Affitti calmierati, cooperative abitative, incentivi giovani
Economico Ridare spazio a imprese locali Stop licenze B&B, incentivi a botteghe e negozi storici
Turistico Turismo sostenibile e culturale Regolazione accessi, diversificazione offerta, educazione turistica
Preparo una bozza di piano strategico per la rigenerazione di Venezia, pensata in modo realistico ma ambizioso, come se fosse una proposta civica o amministrativa da discutere pubblicamente.
L’obiettivo è rendere Venezia di nuovo abitabile per i veneziani e accogliente in modo intelligente per i turisti, senza snaturarne l’anima.
Piano “Venezia Viva 2035”
Rendere la città di nuovo una casa, non solo una meta.
Obiettivi generali (entro il 2035)
+20 % di residenti stabili nel centro storico e nelle isole minori
−40 % di affitti turistici abusivi
+30 % di attività economiche locali e artigianali autentiche
+25 % di turismo culturale e scolastico rispetto al turismo mordi-e-fuggi
Qualità della vita urbana (pulizia, mobilità, servizi) in crescita secondo gli indici ISTAT e residenti
1. Ritorno dei Veneziani: Casa e Comunità
Obiettivi
Rendere possibile (e conveniente) vivere stabilmente a Venezia.
Azioni principali
Fondo “Casa Veneziana”: il Comune (con fondi UE e Regione) acquista e ristruttura immobili sfitti, da destinare ad affitto calmierato per residenti under 40 e famiglie.
Tetto agli affitti turistici brevi: massimo 90 giorni/anno e obbligo di licenza numerata per chi affitta.
Sgravi fiscali e bonus manutenzione a chi affitta a residenti permanenti.
Cooperative abitative: modello “Vienna” per creare edilizia sociale di qualità, non ghettizzante.
Censimento annuale del patrimonio abitativo (vuoti, usi, abusi).
2. Economia Locale e Artigianato
Obiettivi
Rivitalizzare il commercio di prossimità e l’autenticità veneziana.
Azioni principali
Stop nuove licenze per negozi turistici non locali nelle aree centrali.
Canoni agevolati per botteghe storiche e artigiani (vetro, legno, maschere, tessuti).
Marchio “Made in Venice” certificato, gestito dal Comune, per distinguere prodotti autentici da quelli importati.
Mercati di quartiere rinnovati (alimentari, artistici) come poli sociali.
Incentivi al commercio digitale locale: aiutare gli artigiani a vendere online mantenendo la produzione in laguna.
3. Turismo Sostenibile e Intelligente
Obiettivi
Ridurre il turismo “usa-e-getta” e valorizzare quello di qualità.
Azioni principali
City Pass con prenotazione e limiti di accesso giornaliero, ma gratuito per residenti e studenti.
Distribuzione dei flussi turistici su più zone (Mestre, Lido, isole minori).
Campagne educative per il turismo rispettoso, visibili in aeroporto, stazioni e vaporetto (“Venezia si rispetta”).
Promozione del turismo culturale e scolastico, con pacchetti scontati per musei, università e residenze d’artista.
Collaborazione con le piattaforme (Airbnb, Booking) per tracciare e regolarizzare le locazioni.
4. Vivere Venezia: Servizi, Mobilità e Ambiente
Obiettivi
Migliorare la qualità della vita quotidiana dei residenti.
Azioni principali
Trasporto pubblico agevolato per i residenti e rete notturna potenziata.
Riduzione progressiva delle grandi navi e mezzi inquinanti, favorendo la logistica sostenibile via acqua.
Servizi sanitari e scolastici di prossimità per evitare la “fuga” verso la terraferma.
Piano “Laguna Verde”: manutenzione dei canali minori, riforestazione lagunare, gestione dei rifiuti galleggianti.
Spazi pubblici riattivati: corti, campi, orti urbani e laboratori sociali per quartieri vivi anche di sera.
5. Governance, Cultura e Identità
Obiettivi
Restituire ai veneziani la voce sulla propria città.
Azioni principali
Consigli di quartiere con bilancio partecipativo: i residenti decidono il 10 % del budget locale.
Festival annuale “Venezia Viva”: mostra-mercato di artigianato, arti, innovazione e vita quotidiana veneziana.
Collaborazioni universitarie (Ca’ Foscari, IUAV) per ricerca e monitoraggio della trasformazione urbana.
Piattaforma digitale trasparente su affitti, licenze, piani edilizi e qualità ambientale.
Campagna internazionale “Venezia è viva, non un museo”, per cambiare la percezione globale della città.
Anno Azione chiave Obiettivo principale
2026 Avvio censimento abitativo e fondo casa Mappare il patrimonio e avviare prime ristrutturazioni
2027 Stop nuove licenze turistiche nel centro
Ridurre pressione affitti
2028 Marchio “Made in Venice” e fondi per botteghe
Rilancio economia locale
2030 City Pass pienamente operativo Gestione intelligente flussi
2035 +20 % residenti e Venezia riconosciuta come “modello europeo di turismo sostenibile” Raggiungimento obiettivi del piano
Conclusione
Venezia può tornare a essere vissuta, non solo visitata.
Non serve respingere il turismo, ma guidarlo, educarlo e ricondurlo all’essenza della città: l’incontro tra acqua, arte e umanità.
Con politiche coraggiose ma realistiche, Venezia può diventare un laboratorio mondiale di equilibrio tra bellezza, vita e sostenibilità.
dove posso trovarla? io voto per lei e lo farei per sempre!
La mia lettera non è uno spot elettorale, è semplicemente la descrizione della realtà che percepisco da tempo e vuole essere eventualmente una frecciatina, nella speranza che sia vero il contrario.
Mi sembra che molti di voi si siano quasi risentiti dal mio scritto, eppure la mia lettera che hanno letto un po’ tutti, è purtroppo vera, solo la parolaccia stona lo riconosco.
Riprendendo il contenuto della lettera, per quanto mi riguarda può anche non venire Zaia, sarebbe interessante un Cacciari cosa impossibile; ci vuole in ogni caso un governatore capace e stacanovista, anche solo un assessore con radici nel Rivo Alto, appunto che conosce bene come detto da qualcuno, le necessità della città dove siamo nati e cresciuti tutti noi. Figura che presti attenzione soprattutto a chi è veneziano, che vuole restare a vivere a Venezia. Politico che abbia ovviamente un giusto occhio per il turismo e sensibilità per tutte le altre innumerevoli questioni cittadine ma soprattutto sensibilità per la cittadinanza.
Tornando ad uno dei cavilli che ho voluto sottolineare nella mia lettera, l altr anno cercavo una locazione per andare a convivere con una ragazza straniera e tutti gli annunci immobiliari, tutti, erano solo pro turisti. In ogni annuncio era scritto a caratteri cubitali, “no ai veneziani”. Questo l’ho trovato molto molto triste, perché tale presa di posizione non dovrebbe accadere, piuttosto apparire “se interessati Veneziani, pratica da valutare”. Invece molti sono ed erano slogan quasi di allontanamento, come se affittare ad un veneziano sia una sciagura. Non voglio togliere i guadagni a nessuno ma la vogliamo salvare questa città oppure no? Oppure vogliamo lasciarla in balia dei barbari e restare a contare i nostri quattrini che prima o poi finiremo?
Quando le persone arrivano a Venezia soprattutto stranieri, la prima domanda riguarda l alloggio e in quanti siamo rimasti. Venezia deve bloccare innanzitutto i BnB in crescita esponenziale e nuovi alberghi, quindi offrire incentivi seri al fine di evitare lo spopolamento demografico che significa perdere l anima, l’ essenza di un luogo.
Sento di persone che vengono da famiglie numerose e vorrebbero continuare a vivere nella bellissima Serenissima ma sono ormai decenni e più che a Venezia è tutto bloccato, con interi palazzi sfitti che buttano anche sul Canalasso, eppure nessuno si attiva per promuovere la venezianita’; tutti bravi a dire sempre le stesse cose, dette, ripetute e risapute. Ci piace particolarmente applaudire a gente straniera che acquista immobili pagando milioni, che vi soggiorna solo poche settimane all’anno “eh ma ne porta schei”, perché in fin dei conti questo dà sempre visibilità alla nostra Venezia o al BnB di qualcuno.
Temo Venezia diventerà presto una città per pochi privilegiati paperoni e poiché il costo della vita diventerà davvero insostenibile, tutti dovremo andarcene e probabilmente anche voi che interagite con me. Riflettete gente.
“Ruit ora!” dunque che significa sostanzialmente il tempo fugge, diamoci da fare.
El bosega
Gentile El Bosega,
mi permetta di dirglielo senza troppi giri di parole: il suo racconto dell’episodio dell’anno scorso — quello della ricerca casa per convivere con una ragazza straniera — mina un po’ la forza della sua indignazione. Perché, se davvero l’obiettivo era trovare un tetto a due, nulla le impediva di intestare a lei il contratto e risolvere l’impasse “no ai veneziani” in un lampo. Se il problema era la residenza o altre formalità, bastava affrontarle con i mezzi che già la legge offre.
Per il resto, la sua lettera è un lungo elenco di lamentele condivisibili o meno, ma che non approdano a una proposta concreta, a una strada chiara da percorrere. Fermare i BnB, incentivare i residenti, combattere lo spopolamento: sono titoli, non piani operativi. Manca il “come”, manca il coraggio di indicare quali regole cambiare, quali risorse usare, quali responsabilità chiedere alle istituzioni e ai cittadini.
Criticare è legittimo, ma il vero amore per una città si misura anche nella capacità di tradurre la rabbia in azione. Venezia non si salva con un “Ruit ora” d’effetto: si salva se ciascuno — amministratori, proprietari, inquilini — mette sul tavolo soluzioni pratiche e si rimbocca le maniche. Altrimenti restiamo tutti bravi a scrivere, meno bravi a costruire.
Antonietta, capisco bene il tuo sfogo. È evidente che la situazione di Venezia ti sta a cuore, e non posso che rispettare la tua prospettiva. Ma permettimi una riflessione da chi ci vive da oltre settant’anni: Venezia è cambiata, sì, ma non è solo colpa di chi governa o di chi affitta ai turisti. È un sistema che si è evoluto — o involuto — sotto gli occhi di tutti, spesso senza che nessuno avesse il coraggio o la forza di intervenire.
Che sia uno spot elettorale, non ci sono dubbi. Ma se davvero la prossima amministrazione continuerà sulla stessa rotta, allora prepariamoci a vedere ancora più trolley sui ponti e meno veneziani nei campi. Tu ci abitavi trent’anni fa, io ci vivo ancora, e ti assicuro che giudicare da fuori è facile, ma vivere qui ogni giorno è un’altra storia. Non è solo questione di nostalgia, ma di resistenza quotidiana.
I turisti non sono il nemico, ma la gestione del turismo sì. E non è il singolo visitatore a creare il problema, ma il modello economico che ha trasformato la città in un palcoscenico. Alcuni affittano per necessità, altri per profitto, ma generalizzare non aiuta. La verità è che servirebbe una politica seria, che tuteli chi Venezia la abita davvero, e non solo chi la visita.
Con rispetto, e con la speranza che si possa ancora parlare di Venezia come di una città viva, non solo come di un ricordo.
Zaia ? mi pare che di ruspanti Venezia ne abbia già avuti a sufficienza !
È l’unico che ha risposto meno di tutti quelli italiani. Togli le mortadelle dagli occhi
Zaia è il meno indicato. Meglio che resti a casa sua in campagna. Dobbiamo trovare un veneziano doc. Che conosca i problemi perché li vive pure lui. Meglio una veneziana!!!
Sono veneziana. Non ho mai affittato a turisti. Ma di certo ho affittato a veneziani. Con la normativa attuale, e la magistratura, posso assicurare a chi scrive che sono esperienze che una persona sana di mente finisce per evitare
Ha ruspato…. Chiedo scusa per l’errore
In Italia, né a Venezia né altrove ,gli affitti per i residenti sono spesso una brutta esperienza per i locatari! Questo è il problema principale
L,abuso di democrazia porta a l’anarchia, e l’anarchia ha poi cattivi risvolti ,,la storia si ripete
Sicuramente il problema è complesso e di difficile soluzione. Porto un altro esempio….le tanto contestate navi da crociera che sbarcano migliaia di barbari. Se le vietassero i sindacati insorgerebbero immediatamente per salvare i posti di lavoro…i negozianti brontolerebbero….ecc.ecc. Mah….
Si ma i croceristi portano soldi è un peccato che le navi crociere non possono partire da Venezia
I nostri padri ( e le nostre madri) ci guardano e ci schifano. Siamo i degni eredi dei vigliacchi che cedettero la città a Napoleone. L’unica salvezza e l’autoaffondamento.
“Spero ci salvi uno come Zaia”….si certo come no… detto tra noi il popolino voterà sempre Barabba e rimarrà sempre nel limbo dall’invidia per il vicino.
Io sono convinta che non ci sono abbastanza controlli su tutta la città,questo significa più personale distribuiti sul territorio e forse la situazione veneziana potrebbe migliorare.Troppo sporco in giro ,troppe trasgressioni agite come se tutto è permesso nella Gardaland Veneta.
Paradossali, provocatorie ma efficaci soluzioni al dilagare del turismo “selfie e getta” : a) proibire vendita ( e accesso ai mezzi di trasporto ) di trolley e valigie con rotelle, b) entrata a Venezia con soggiorno minimo di tre notti , c) limite massimo di 30 gg / anno per affitti brevi d) chiusura di kebab e gelaterie da asporto.
Provocazione …..ma mica tanto !
Hai ragione. Sicuramente l intervento e l ausilio dell esercito e di qualche altra forza militare anche proveniente da paese limitrofi aiuterebbe moltissimo la situazione. Lo fanno già in altre città e Venezia ora come ora ne ha urgente bisogno
Qui non c’entrano regimi tirannici o altro ma una scelta che è stata fatta da alcune amministrazioni per avere consensi cioè: aver reso più facile il cambio d’uso degli appartamenti, aver entusiastamente supportato la legge Bersani etc.
Questo ha portato a un inflazionamento dei negozi, poi acquistati dai cinesi e dai bengalesi e lo stesso sta succedendo per gli appartamenti…. sempre senza alcuna regola e nessun limite…. fino a pochi anni fa
Sono proprio d’accordo, è andata esattamente così
Hai perfettamente ragione…
Mi associo ai precedenti commenti, copio incollo , hai ragione
Caro El Bosega,
dire che “i veri traditori di Venezia sono i suoi stessi cittadini” è un’accusa pesante e ingiusta. I veneziani non hanno tradito nulla: hanno cercato di adattarsi a una città che cambia, spesso senza alcun sostegno concreto. Affittare a turisti non è un crimine, è una scelta economica in un contesto dove mantenere una casa e una famiglia diventa ogni anno più difficile.
Io sono favorevole al turismo, se gestito con buon senso e rispetto. Venezia vive anche grazie ai visitatori, ma non può essere ridotta a una vetrina usa-e-getta. Il problema non sono i cittadini, ma l’assenza di una politica seria che tuteli il tessuto sociale e culturale della città.
E se qualcuno spera che Zaia possa mettere ordine, ben venga: ma non basta invocare disciplina, serve visione, coraggio e ascolto. Votare Lega non è una bacchetta magica, è una scelta politica che deve tradursi in azioni concrete, non solo slogan.
Difendiamo Venezia, sì. Ma smettiamola di accusare chi la abita e la ama ogni giorno.
Le scelte economiche contro l’interesse collettivo non sono legittime, ma veri e propri crimini.
Iosif, capisco il tuo punto, ma attenzione: nei regimi comunisti e in Corea del Nord, le scelte economiche sono imposte dallo Stato e ogni deviazione è già trattata come crimine. In democrazie come la nostra, invece, serve distinguere tra sopravvivenza individuale e responsabilità collettiva. Criminalizzare chi affitta ai turisti rischia di ignorare le vere cause: politiche assenti e difficoltà economiche.
ha ragione ca… volo
La lettera inizia con un pensiero certamente condivisibile, poi viene declinato con un linguaggio sopra le righe e a tratti offensivo, infine si conclude con uno spot a favore di Zaia … È iniziata già la campagna elettorale?
quello che pensavo anch’io, uno spot elettorale … venezia è da anni che è distrutta irriconoscibile io ci abitavo 30 anni fa e già stava declassando. qualsiasi governo ci sia non fa niente. conosco persone molto ricche che affittano solo ai turisti e hanno sfrattato veneziani che erano li da anni in nome del dio denaro ci saranno poi quelli che non ce la fanno ad andare avanti e affittano anche loro ai turisti ma sono pochi,. E’ logico che non tutti sono così. per quanto riguarda i turisti questi vengono spennati in maniera vergognosa ma qui non si tratta del singolo turismo o della famigliola che viene a venezia ma di autubus turistici pieni zeppi di gente che invade venezia per non parlare della montagna ormai non trovi piu un posto perche occupano interi alberghi. Nessuno fa piu niente siamo allo sbaraglio persone oneste se ne trovano poche e c’è poco da sperare.