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“Ecco un altro albergo, e un’attività artigianale in meno”. Lettere al giornale

In questi giorni la stampa locale ha dato notizia della prossima apertura, nei primi mesi del 2026,  dell’hotel di lusso Orient Express Venezia, nel Palazzo Dona’ Giovanelli a Cannaregio. Si ispira – da qui il nome – al celebre treno e sarà indubbiamente raffinato ed elegante e – confido – rispettoso dell’architettura dell’importante edificio.   Su […]

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In questi giorni la stampa locale ha dato notizia della prossima apertura, nei primi mesi del 2026,  dell’hotel di lusso Orient Express Venezia, nel Palazzo Dona’ Giovanelli a Cannaregio. Si ispira – da qui il nome – al celebre treno e sarà indubbiamente raffinato ed elegante e – confido – rispettoso dell’architettura dell’importante edificio.  

Su uno dei siti si legge  “racconta l’anima autentica di Venezia”. Ma era certo più autenticamente veneziana l’attività del marmista – sfrattato – che aveva sede nel Palazzo. Ricordo la bellezza delle tante sculture ed elementi marmorei nel giardino.  Attività tradizionale  che la famiglia Comelato  proseguiva nel solco dell’eccellenza insegnata loro dal professor Romeo Dall’Era.

Giancarlo Comelato, scalpellino marmista, aveva vinto anche un Premio Torta per il Restauro “per aver saputo realizzare esemplari opere di restauro e di ripristino di preziosi elementi architettonici in pietra e marmo in edifici veneziani …”. 

Un’altra attivita artigianale in meno, un altro albergo (47 camere) in più, che va ad aggiungersi ai tanti, troppi, altri hotel e ai numerosissimi alloggi turistici.

Che senso ha che poi la categoria si lamenti per non raggiungere il 100% di prenotazioni, a fronte di questa inarrestabile offerta verso un turismo sempre più numericamente inaccettabile?

Grazie dell’attenzione. Cordiali saluti.

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Cristina Romieri,
Venezia Lido 

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6 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. era meglio un palazzo storico rugato di vecchiaia, dove ogni sua pietra era testimonianza di una civiltà millenaria e dove al suo interno pulsava un grande cuore generoso : quello di un artigianato prettamente veneziano che viveva da secoli; od ora che risplende di una bellezza innaturale e abitato da fantasmi cacciatori di selfie in una città non vera ma creata ad uso e consumo e soddisfazione del turista?

  2. Si Cristina hai ragionissima. Ti dirò poi da veneziano di nascita anno 84′, che i veri traditori di Venezia sono anche i suoi stessi cittadini cioè i nostri cari concittadini, perché sostanzialmente offrono i loro appartamenti e le loro proprietà locative solo ai turisti e non concedono, non sia mai, contratti ai veneziani, per permettere al tessuto cittadino di continuare a vivere nella Serenissima e non condannare molti all esodo nel giro di pochi anni.

    Ti dirò inoltre che se in passato fuggimmo dai barbari oggi siamo di nuovo in preda ai barbari. Sono infatti ritornate all’arrembaggio sui ponti le scatoline e palline criminose, il Pick Pocket che imperversa, la paccottiglia che non ha limiti, la pasta take away che è un motivo di passaggio mordi e fuggi per ogni turista en passant e che ste riducendo il centro storico a una discarica, pasta take away che cancellerei dalla faccia della terra (il problema signori non è alzare la tassa di entrata ma ridurre le stronzate in centro storico e insegnare del buon Senso Civico). Per non parlare degli agguati con tanto di coltello nelle Chiese, robe dell altro mondo. Purtroppo questi bubboni stanno rovinando la città e creando forti livori sociali che scateneranno sicuramente rivolte sociali serie perché la gente non ci sta a vivere in mezzo ai vandali e nel disordine. La amministrazione non ci sente, sembra totalmente assente, infatti i vigili arrivano addirittura a multare dei poveri cristi pellegrini che salmeggiano nelle piazze in pieno anno Giubilare e stessi vigili che hanno il coraggio di mettere in cheba di caserma addirittura chierici. Dove andremo a finire nessuno lo sa. Speriamo ci salvi uno come Zaia per mettere un po’ di ordine e disciplina.

  3. Ormai questa giunta vergognosa e priva di dignità ha dato il colpo di scure definitivo sulla città. L ha affossata definitivamente svendendo qualsiasi in favore del turismo più becero e ignorante ma a Brugnalbergo cosa vuoi che gliene freghi, gli hotel porta skei come che ghe piaZe a iu. Che schifo

    • L’albergarizzazione della città è cominciata già dagli anni 90 con cambi d’uso regalati dalle giunte precedenti dove anche uno scantinato senza finestre poteva diventare una struttura ricettiva.
      Questo albergo ha avuto la licenza prima del blocco di aprire nuovi alberghi messo da questa giunta , il restauro è stato fatto bene riprendendo le indicazioni delle foto dei primi del 900 prima mezzo abbandonato e decrepito

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