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I guadagni di profugopoli sulle spalle di immigrati e cittadini. Di Roberto Ciambetti

“Mafia Capitale” scoperchiò lo sporco affare dell’accoglienza in Italia, che garantisce una redditività più elevata e più sicura del mercato della droga.

Emergenza e intervento pubblico spesso nella storia italiana creano varchi in cui si radica l’illegalità: soldi facili da guadagnare, investimenti minimi, un mercato in costante crescita con le autorità statali disposte a tutto, persino a chiudere entrambi gli occhi, pur di risolvere, anche temporaneamente, il problema dell’accoglienza.

Chi gestisce l’affare non ha nessun interesse a far sì che i flussi di migranti si interrompano: anche solo un guadagno di 10 € a immigrato sui 35 € medi garantiti dallo Stato, determina utili stratosferici.

A Sandrigo sono ospitati in due strutture circa 180 immigrati: al giorno c’è un guadagno teorico di 1.800 €, cioè 657.000 € all’anno di ricavi, garantiti e pagati dal contribuente. Il tutto nella sola Sandrigo. Al crescere degli ospiti, aumenta il profitto e diminuiscono le spese fisse.

Si può capire perché ci sia chi tenta di accaparrarsi ogni spazio utile, ricorrendo ad ogni sotterfugio: pensate veramente che chi fa questi guadagni facili rinunci al business? Ecco la corsa anche a caseggiati, abitazioni e appartamenti in aree circoscritte con pressanti richieste e robuste pressioni da parte dei professionisti dell’accoglienza i quali sanno bene che nel volgere di pochi mesi potranno ammortizzare gli investimenti.

Secondo, Europol e Interpol solo in Libia ci sono 800 mila migranti che aspettano di sbarcare in Italia e in Europa e ogni altra settimana le Prefetture sono costrette a rivedere i calcoli dello smistamento nel territorio di nuovi arrivi: siamo al caos senza fine.

Purtroppo l’invasione è destinata ad ingrassare ulteriormente i network criminali, un business illegale, business ricco, profittevole: l’ultimo rapporto congiunto Europol-Interpol calcola che il fatturato delle organizzazioni che gestiscono il traffico dei migranti verso l’Europa sia stato, nel 2015, fra i 5 e i 6 miliardi di euro ai quali vanno sommati i capitali lucrati sull’accoglienza: soldi su soldi che potenziano l’economia borderline e illegale con danni potenziali enormi.

In Veneto al 23 giugno scorso sono stati 23.422 gli immigrati accolti quest’anno e quelli presenti nelle strutture temporanee sono 9.386: la spesa a carico del contribuente per soli questi ultimi ammonta a 328.510 € al giorno, in proiezione annua 119 milioni 906.150 € con un guadagno minimo per i gestori dell’accoglienza pari a circa 34 milioni 258 mila € anno. Un mare di denaro: c’è chi nel mare è affogato tragicamente, vittima dei neoschiavisti, c’è chi nel mare, di soldi, ci sguazza.

Ma i dati economici non tengono conto dei costi sociali ulteriori che vanno ad aggravare la spesa pubblica locale, da quella socio-sanitaria alla tutela dell’ordine pubblico, per non parlare del costo figurativo dato dal disagio, dalle paure e preoccupazioni dei cittadini, molti dei quali hanno visto deprezzarsi a vista d’occhio i loro immobili nelle aree in cui soggiornano o stanziano gli immigrati o in cui gravitano i clandestini o quanti, disseminati nel territorio dalle prefetture, hanno fatto perdere le tracce , 14.036 nel solo Veneto quest’anno.

Roberto Ciambetti
10/07/2016

Riproduzione Riservata.

 

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