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La giornalista molestata e l’indifferenza della nostra società. Di Andreina Corso

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Poco sportivi e alquanto disdicevoli i comportamenti di alcuni tifosi che hanno molestato e offeso Greta Beccaglia, una giornalista di ventisette anni che lavora per l’emittente regionale Toscana Tv con passione e dedizione verso un lavoro che le piace e che spesso diventa una palestra per comprendere la società nei suoi variegati aspetti. E lo stadio è uno dei quei luoghi che si prestano a tracciare un’inquietante lettura del popolo dei tifosi. C’è chi allo stadio si reca per godersi la partita, certo è felice se la squadra del cuore vince, se perde, si rammarica, torna a casa sconfortato ma poi si sa, il mondo è fatta a scale, chi le scende e chi le sale, come nella vita.

Poi ci sono ‘anche’ tifosi che s’identificano con la loro squadra al punto che, se perde la partita, diventano aggressivi e talvolta, come ci hanno detto le cronache di ogni dove, diventano capaci di tutto. Per fortuna sono una minoranza. Ma pur esistono e Greta Beccaglia li ha incontrati, mentre si trovava sotto la curva dello stadio Castellani di Empoli, che aveva giocato con la Fiorentina che su quella partita, ha avuto la peggio. Da giornalista attenta e partecipe, Greta Beccaglia attende i tifosi sconfitti per intervistarli in diretta tv, ma al posto delle dichiarazioni, qualcuno di loro, esagitato e furibondo, la molesta fisicamente, le mette ‘le mani’ addosso, altri la offendono, tutto rigorosamente ripreso dalla telecamera e visto da chi a casa propria, stava assistendo alla trasmissione.

Dallo studio, la incoraggiano a procedere, forse non si rendono conto della situazione, mentre la giornalista si chiede perché nessuno di quelli che hanno visto e assistito ai fatti, sia intervenuto in sua difesa. Greta Boccaglia ha incontrato in quel posto ‘sportivo’ l’indifferenza e non a caso parla di una solitudine che le ha fatto paura.

Nessuno ha alzato un dito o detto una parola per tutelare una giovane giornalista che stava svolgendo il proprio lavoro. La redazione, quando si è resa conto che quel che stava accadendo era davvero pesante e vergognoso, ha interrotto la gogna cui è stata sottoposta la collaboratrice dell’emittente Toscana Tv, ma gli strascichi ripropongono il tema della violenza sulle donne, l’indifferenza che questa e tante altre volte regna sovrana e che forse è il sintomo più preoccupante di una società troppo spesso incapace di rivelare segni di contrasto e di civiltà, privilegiando una preoccupante distanza che permette l’esercizio della violenza che assomiglia e non poco alla complicità.

Le registrazioni sono al vaglio del commissariato di polizia di Empoli, intanto uno degli aggressori si svela sulla pagina Facebook della giornalista, si scusa e le chiede di non denunciare i fatti.

Greta Beccaglia ha denunciato invece perché le donne non possono più tacere, denuncia anche per quelle che non riescono a difendersi, denuncia sapendo che nel mondo dello sport prevale il rispetto, rivelato anche il 25 novembre nella giornata contro la violenza alle donne, quando i calciatori sono scesi in campo con un segno rosso sotto lo zigomo e tante volte lo sport ha manifestato contro il razzismo e la violenza sui più deboli.

Si fa sempre più urgente la necessità di capire perché una partita persa diventi anche la sconfitta di un tifoso, che ha prevale sull’uomo, sconfitta vissuta con rabbia ed esasperazione e travasata sul primo, o meglio, la prima che capita.

Greta quindi intende lottare senza esitazione, perché vuole continuare a svolgere il suo lavoro e a pretendere il rispetto che le è dovuto. Per sé e per le altre.

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Stimata Andreina, capisco il Suo articolo, ma … , un momento di riflessione:
    1) la violenza sessuale al mio paese è un’altra cosa: qui nessuno ha violentato nessuno, ma si tratta piuttosto di molestia.
    2) a guardare bene il video, il tifoso ha mandato con la mano un bacio, “incollandolo” poi nei jeans della giornalista con la mano, tra l’altro, a ben vedere, non sul sedere, ma nel fianco (comunque deplorevole) perchè si era girata, e comunque non siamo assolutamente in un contesto di aggressione o violenza, ma di gente “gasata” dal calcio che è in piena euforia (e che comunque dovrebbe controllarsi un pochino…)
    3) la cosa più grave è che per giorni rivedo immagini e trasmissioni su questa storia, ma poco si parla di quella donna violentata per cui dopo 14 anni di processi è andato tutto in prescrizione!!!!!!!!!!!!!!
    Vorrei sentir parlare, dai media in generale soprattutto, di cose gravi, concrete e serie, proprio sulle donne davvero vittime, invece di cose, seppur deplorevoli, ma magari più “trascurabili”…
    Poi:
    4) nessuno parla dei padri separati e della violenza psicologica che subiscono gli uomini in Italia da centinaia di donne che con la scusa della separazione gli impediscono di vedere i figli e si fanno indegnamente mantenere (alla faccia dell’indipendenza delle donne) a scrocco fregandogli pure la casa con la scusa che ci devono stare i figli (allora le madri paghino l’affitto!)
    5) ma soprattutto: perché se “la molestia”, di cui si parla, la fa un uomo è “violenza sessuale”, ma se riguarda una donna, peggio se “vecchia”, a lei “tutto è concesso”, magari perché magari si chiama Mara Venier, come leggo in alcuni giornali, e minaccia pure querele…?
    Nemmeno quella, direi, è violenza sessuale, ma ha fatto molto più schifo, specie l’auto-assoluzione “a lei tutto è concesso”…!
    Ma stiamo scherzando??? Perché non ci dedichiamo un mese pure a questa vergogna, anche per “par condicio” ?
    Tra l’altro, ci sono circa 1300 casi all’anno di violenza di donne sugli uomini, di cui nessuno immagina l’esistenza e nessuno parla, se dobbiamo parlare di parità…
    Mi chiedo: vogliamo cercare di trattare TUTTI i fatti dando priorità alla gravità, senza vittimismi o distinzione tra uomo e donna, o dobbiamo fare come in Europa che in piena pandemia, si preoccupano di stabilire che ….non si può dire Natale perché offende altre religioni…?
    Pure “dimenticando” cosa hanno fatto contro “altre religioni” …
    Il rispetto dev’esserci sia per gli uomini che per donne, così come la parità di diritti, ma pure di doveri: quindi niente stipendio maggiorati per i maschi, ma neppure “Opzioni donna” che permette alle donne, in base al mero sesso (in contrasto con la Costituzione…), di andare in pensione anni prima degli uomini, tra l’atro pure senza aver perso 12 / 18 mesi per il servizio militare di leva come hanno dovuto fare solo (non si sa perché) i maschi…
    La parità non si fa solo a parole e quando comoda.
    Grazie per l’attenzione.
    Con rispetto e stima.
    Prof. Fabio Mozzatto.

  2. sa perché nessuno è intervenuto? Perché la gente sa benissimo che quando si interviene per interrompere un reato spesso il delinquente reagisce pesantemente verso il coraggioso difensore della vittima e SEMPRE se la cava con una semplice denuncia a piede libero. Chi di voi avrebbe tanto coraggio nell’intervenire, ben sapendo che la legge è sempre a tutela dei delinquenti? P.S.: se il volenteroso cittadino reagisce e malmena a dovere il delinquente, si ritroverà una bella denuncia sul groppone e dovrà pagare un lauto risarcimento al delinquente di turno.

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