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Così vicina e così lontana da Venezia: la storia della Giudecca riflette questa duplice natura. Fin dai tempi più antichi scelta come sede di attività produttive pericolose, da tenere distanti dalla città, e allo stesso tempo luogo ideale, immerso nel verde, dove verranno edificate alcune ville e i conventi che poi Napoleone distrusse o trasformò in caserme e nelle nuove carceri.
Con l’inizio della rivoluzione industriale in laguna, nella seconda metà del XIX secolo, l’isola cambia veste, ma poco più di un secolo dopo, l’irreversibile crisi costringe alla chiusura, uno dopo l’altro, di tutti gli opifici che erano stati costruiti e così anche alla Giudecca, alla fine del Novecento, l’industria del forestiero diviene pressoché l’unica attività produttiva dell’isola.
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Al posto di ciminiere, capannoni e istituti religiosi o laici sorgono abitazioni di lusso, sempre più spesso acquistate da stranieri, più o meno famosi, che vogliono possedere una casa vicina a Venezia ma, nello stesso tempo, distante dagli itinerari degli aborriti tour organizzati.
Pietro Lando, nato al Lido di Venezia, dove ha sempre vissuto, si è laureato in Scienze Biologiche, a Padova nel 1978, e in Storia, a Venezia nel 2001. Sulla storia novecentesca di Venezia ha pubblicato vari libri tra cui Le ali di Venezia (Il Poligrafo); I primi tumultuosi anni del Lido di Venezia da Fisola a Spada 1857-1908 (Lo Squero). Collabora con le Università di Venezia e di Bologna, con l’Ateneo Veneto e con la Fondazione Querini Stampalia in relazione alle sue ricerche sulla Venezia industriale.
Giovedì 22 Giugno 2023 – Aula Magna, ore 18.00
Presentazione del libro
giudecca di Pietro Lando (Padova, Il Poligrafo 2023)
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