Giù l’indice Rt, il Veneto resta giallo. Zaia «Non abbiamo raggiunto il picco massimo»

ultima modifica: 21/11/2020 ore 18:52

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Anche sabato 21 novembre il presidente del Veneto Luca Zaia aggiorna la situazione Covid regionale. Il ministero della Salute in serata venerdì ha deciso per il mantenimento dell’area gialla sul territorio, anche per via del parametro Rt che indica la velocità del contagio da coronavirus, ora a 1,16 in Veneto dopo aver toccato 1,5-1,6 e aver iniziato la decrescita a fine ottobre. «Non è l’unico indicatore, ci sono i ricoveri, i tamponi, dove abbiamo valori positivi sulla capacità di far fronte all’emergenza in Veneto – dice Zaia – Le mille terapie intensive sono un dato concreto – ribadisce il presidente ma avverte – pur essendo fascia gialla dobbiamo agire come se fossimo nella rossa», mentre a Natale è probabile non si potrà condividere più di tanto il panettone, secondo il governatore che continua a ribadire di non abbassare la guardia.

Il rallentamento


Due milioni e 680 mila tamponi molecolari effettuati, circa 40 mila nelle ultime 24 ore e 751 mila test rapidi, 25 mila circa i più recenti, per un totale di nuovi 65.493 test. Su questi sono state riscontrate 3570 positività. Duemila e 600 i ricoveri, incluse le trecento terapie intensive. «Finché i ricoveri non si stabilizzano non possiamo dire che la situazione sia sotto controllo. È vero ammette Zaia – la curva degli ospedalizzati da qualche giorno ha iniziato a scendere. Tuttavia ciò non vale per Verona, Venezia e Vicenza», e anticipa che l’ordinanza sugli esercizi commerciali e le passeggiate in centro verrà reiterata lunedì 23 novembre. «Non vorrei che il giallo venisse interpretato male, noi siamo in zona grigia. Stiamo esaminando altre misure che porrebbero essere aggiunte per arginare la diffusione del virus, senza intaccare l’economia.

Vaccini


Tre milioni e 400 mila dosi per 1 milione e 700 mila persone saranno disponibili di vaccino anti Covid, perché c’è il richiamo, e i primi saranno gli operatori del comparto sanitario. «Siamo pronti alla catena del freddo per lo stoccaggio – dice Zaia – e a tutto quello che viene richiesto, per il 23 novembre daremo al commissario Domenico Arcuri i parametri necessari ad accogliere e poi somministrare le dosi che al Veneto saranno consegnate». Per quanto riguarda invece l’antinfluenzale, le dosi consegnate sono un milione e 150 mila, ne mancano altre 150 mila da distribuire in Veneto. La scorsa settimana si erano vaccinati in 650 mila tra tutte le categorie cui la circolare del ministero ha dato la priorità.

Il parametro Rt

«L’Rt è sceso, abbiamo iniziato a calare – dice l’assessore Gianpaolo Bottacin -. Il che significa che il contagio c’è ancora ed è in espansione anche se la velocità di diffusione si è ridotta. Non siamo al picco massimo dei ricoveri all’ospedale. Ci attendavamo la crescita dei posti letto a novembre, ma il dato è in rallentato: non abbiamo più 100 ricoveri al giorno ma 30. Tuttavia finché i ricoveri ci sono non siamo al picco massimo. Oltretutto, nella prima ondata abbiamo visto che mentre la crescita dei ricoveri è avvenuta molto velocemente, la decrescita è stata lenta. Ci vorrà del tempo, ci attendiamo comunque una riduzione progressiva per le settimane successive al picco. Abbiamo segnali positivi ma siamo ancora nella fase della turbolenza».

Antonella Gasparini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una persona ha commentato

  1. Ci sono tanti dipendenti regionale , provinciali e comunali che hanno più di 60 anni, ecco una cosa che un governatore dovrebbe fare, oltre che dare la lista dei morti in tv, obbligare questa gente che è a rischio salute, a fare lo smart working , oppure in alternativa metterrli in cassa integrazione a 1000 euro.

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