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Giorno della Memoria 2018, Brugnaro: "Avere fiducia nel domani"
Si è svolta domenica al Teatro Goldoni la Cerimonia cittadina per il Giorno della Memoria 2018, alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e del presidente della Comunità ebraica di Venezia, Paolo Gnignati, oltre che di numerose autorità civili e militari, tra cui la presidente del Consiglio comunale di Venezia, Ermelinda Damiano, l’assessore Rentato Boraso, il prefetto Carlo Boffi e il questore Vito Danilo Gagliardi.

La riflessione proposta dal primo cittadino ha preso spunto dalle pagine del diario di Anna Frank: “Ma guardavo anche fuori dalla finestra aperta, verso un bel pezzo di Amsterdam sopra a tutti i tetti, fino all’orizzonte che si tingeva di viola. Finché questo esiste, pensavo, e io posso viverlo, questo sole, quel cielo, senza una nuvola, finché esiste non posso essere triste”. Il sindaco Brugnaro ha posto l’accento proprio su quel “finché”: “Quel ‘finché’ – ha detto – è un messaggio fondamentale per tutti noi. Guardare fuori è volgersi al futuro, guardare al domani anche quando l’oggi è disperato significa vivere anche un solo giorno in più: ecco, io penso che da queste parole ci arrivi un messaggio importantissimo, un invito ad avere sempre fiducia nel domani, a trovare un orizzonte a cui aspirare. E l’esempio ci arriva da una ragazzina perseguitata che crede nelle possibilità che la vita offre e nelle sue capacità di essere felice. Sta a noi tenere aperto lo spiraglio di quella fiducia, portando avanti quel ‘finché’”.

Brugnaro ha poi sottolineato che “C’è bisogno di memoria, c’è bisogno di coltivare il senso profondo della Storia, di quello che è stato.” Ma si è anche chiesto quanta memoria abbiamo davvero conservato e quanta è andata perduta. “E’ la memoria, la conoscenza – ha detto – a darci gli strumenti di discernimento e di scelta. Ma anche qualcosa di più: ci fornisce la capacità di conoscere e riconoscere i rischi da isolare e le opportunità da cogliere, ci dà i parametri per crescere i nostri figli, educarne cittadini del mondo e farne persone vere”.

Il sindaco ha infine fatto un accenno alle leggi razziali, dato che quest’anno ricorrono gli ottant’anni dalla loro promulgazione: “Ricordare le pagine buie delle leggi razziali e la tragedia dell’Olocausto è un lavoro doloroso, ma utilissimo. Il Giorno della Memoria ha il compito di ricordare, per far sì che nessuno dimentichi l’orrore dell’Olocausto, e quello di tramandare, di raccontare la Shoah alle future generazioni per assicurarsi che non accada mai più. Quelli che non ricordano il passato – ha aggiunto infine, citando il filosofo George Santayana – sono destinati a ripeterlo”.

Sulle domande che ci pongono le leggi razziali oggi si è concentrato anche il presidente Gnignati. “Quando facciamo memoria – ha dichiarato – dobbiamo pensare anche al disastro, al male che le leggi razziali hanno portato alla cittadinanza, al resto dell’Italia, ai non ebrei, perché hanno generato atteggiamenti di paura e di indifferenza morale e creato le condizioni affinché una parte della popolazione traesse da esse profitto. Una volta che si disgrega il collante ed emergono questi atteggiamenti, è il momento in cui la società si incrina. Riflettere su tutto questo ci porta a capire quanto importante sia mantenere un ambiente pulito, sano istituzionalmente, sia nelle parole che nelle attività”.

Ai discorsi ufficiali è seguito il reading musicale a cura di Matteo Corradini “Tua Anne. Parole e voci di Annelies Marie Frank”. Le letture sono state eseguite dallo stesso Corradini, le musiche da Enrico Fink e Marcella Carboni.

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