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12 marzo: Giornata nazionale contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari

12 marzo: Giornata nazionale contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari. Oggi si celebra la Giornata di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, istituita dalla legge 113 del 14 agosto 2020. “Questa Giornata mi scatena pensieri e tante emozioni, belle e meno belle. Da un lato, mi […]

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12 marzo: Giornata nazionale contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari.
Oggi si celebra la Giornata di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, istituita dalla legge 113 del 14 agosto 2020.

“Questa Giornata mi scatena pensieri e tante emozioni, belle e meno belle. Da un lato, mi rimanda al pieno della pandemia di Covid-19 quando chi, all’arrivo del virus in Veneto, chiamava i nostri sanitari ‘angeli ed eroi’. Titoli guadagnati sul campo, con un lavoro straordinario”, dichiara il Presidente del Veneto, Luca Zaia, in occasione della Giornata contro la violenza ai sanitari e socio sanitari.

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“Ma il pensiero va anche alla fine della pandemia, dove diverse persone hanno avuto l’ardire di attaccare chi lavora per garantire la salute della collettività: medici, infermieri, operatori spesso sono stati attaccati, sia verbalmente che fisicamente, dimenticandosi il dramma che abbiamo vissuto. Dove la prima frontiera contro il virus è stata garantita dai camici bianchi: i quali hanno anche garantito molte altre prestazioni sanitarie, con sforzi che meritano grande riconoscenza. Se il Covid ha alimentato alcune tensioni c’è da dire che il problema delle aggressioni ai sanitari cova da tempo: la Regione è intervenuta con numerose iniziative ad hoc, affidate anche alle singole Aziende ospedaliere e Ulss. La Regione ha avviato nel 2022 i corsi per i formatori regionali che hanno iniziato a tenere i corsi nei reparti per prevenire le violenze. Sono state fatte tre edizioni. Continueremo con forza puntando alla prevenzione, alla formazione dei sanitari per scongiurare più violenze possibili, proseguendo nell’opera incessante di miglioramento degli spazi e degli edifici. – prosegue il presidente Zaia – Ma non basta: serve alzare una barriera normativa e giuridica, dove ogni aggressione a chi lavora nella sanità sia punita davvero con certezza e severità. È quello che chiedo da tempo: il camice bianco deve rappresentare con chiarezza una corazza invalicabile, alla quale il paziente deve approcciarsi con un rispetto che non fatico a definire ‘sacro’”, prosegue il presidente Zaia.

Proprio ieri, l’OPI Venezia e OMCeO Venezia, infermieri e medici veneziani uniti, hanno diffuso un comunicato stampa dal titolo
STOP ALLA VIOLENZA CONTRO GLI OPERATORI SANITARI in cui si ricordano 85 episodi segnalati in Italia, nel 2022, di violenza ai danni di operatori sanitari, contro i 60 del 2021 (dati Ministero della Salute). E, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra l’8 e il 38% di chi lavora a protezione della salute di tutti subisce violenza fisica a un certo punto della propria carriera: molti di più sono minacciati o esposti ad aggressioni verbali da parte di pa- zienti e familiari.

Negli ultimi anni in Veneto gli episodi segnalati di violenza contro i sanitari sono stati oltre 3.000 annui; ma molti eventi sfuggono alle segnalazioni ufficiali. Secondo i dati dell’INAIL oltre il 56% degli operatori ha dichiarato di aver subito una violenza da utenti esterni. Nell’85% dei casi gli aggressori erano maschi, mentre le vittime sono nel 71% delle aggressioni le donne. Secondo i dati nel 55% del totale la reazione violenta da parte dell’utente era insospettabile.
Le aggressioni sono più comuni nell’ambito dell’emergenza urgenza, ma il fenomeno riguarda trasversalmente la maggior parte dei reparti dei 68 ospedali del Veneto, che generano oltre 80 mln di prestazioni annue.

redazione mestre
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