Generazione 90, camminata con la spesa per difendere il diritto di restare veneziano

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Generazione 90, camminata con la spesa per difendere il diritto di restare veneziano

Generazione 90, camminata con la spesa per difendere il diritto di restare veneziano

Il carrello della spesa stretto nei pugni e la speranza nella mente e nel cuore, perché chi ha partecipato alla manifestazione promossa da “Generazione 90”, alla città ci tiene e vuole che il messaggio della camminata ‘ocioaegambe’ sia chiara ed esplicita.

Un lungo corteo di oltre mille veneziani decisi a scriverla quella lista della spesa che vogliono presentare al Comune, che dovrà leggerla attentamente, affinché Venezia riviva un suo habitat originario e rimuova i motivi della sua deriva e del disagio che i veneziani giorno dopo giorno sopportano e respirano.

Genitori con i bimbi in carrozzina, persone anziane, cittadini di ogni generazione, tutti a sfilare senza bandiere di partito, per formare un unicum coeso, che alla luce dei fatti e della realtà pone seri e non più rinviabili interrogativi all’Amministrazione Comunale.

Ci tengono i giovani organizzatori a chiarire che il corteo non è contro i turisti, ma richiama la politica turistica nel suo complesso, che di fatto affossa la quotidianità veneziana insieme agli altri ed evidenti problemi. E si riferiscono al problema abitativo, ai trasporti, al lavoro, alla decongestione e rinnovamento dei flussi turistici: la “lista della spesa” può essere ancora arricchita, scrivendo a (generazione90venezia@gmail.com).

Una manifestazione solare che guarda alla partecipazione attiva e al futuro di una Venezia “possibile”, ripensata e valorizzata dai molti giovani che stanno inventando un modo per stare insieme, per attivare le coscienze e liberare dalla rassegnazione quei veneziani (ormai solo 55.000) che assistono alla loro esclusione, senza riuscire ad individuare delle prospettive di differente qualità.

Soddisfatto Marco Caberlotto, portavoce di Generazione 90, come tutti i partecipanti alla lunga camminata insieme, perché nell’occupare le calli, i campi, nel varcare i ponti, hanno assaporato la gioia della vita di un tempo, dove passeggiare a Venezia era possibile, esistevano i piccoli negozi, preziosi luoghi di incontro molto agognati dalle persone anziane, ci si salutava guardandosi in faccia, fermandosi ai piedi di un ponte, trovando il tempo per scambiare due parole, sentendosi sempre ‘a casa’.

Il messaggio culturale dei giovani organizzatori apre la speranza e riaccende le prospettive di un cambiamento nella politica veneziana, che nel rispetto di tutti i soggetti e senza escludere nessuno, sappia tener conto dell’elementare diritto dei veneziani di vivere in una città che li consideri, nella loro unicità e nei loro bisogni.

Andreina Corso | 12/09/2016 | (Photo: Generazione ’90) | [cod geneve]


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