Furti davanti ai cimiteri, ricettazione e violenza. Associazione per delinquere con 4 minori, scattano gli arresti

ultimo aggiornamento: 13/05/2020 ore 09:36

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Furti in casa e nelle auto in sosta, soprattutto davanti ai cimiteri e supermercati. Ladri che rubavano carte di credito da cui poi prelevavano tutto e oggetti che poi finivano nel mercato della ricettazione e viaggiavano fino in Marocco.

Un sistema ormai consolidato che fruttava bene grazie ad un’organizzazione criminale: oltre un milione e mezzo di euro in circa due anni.
E’ stata sgominata dai carabinieri un’associazione per delinquere di sinti italiani che operava in tutto il Nord Italia: un’indagine partita nel 2018 e conclusasi stamattina con 8 arresti e 15 indagati, di cui 4 minori.


L’indagine nasce dalla denuncia sporta dalla convivente di uno dei malviventi per “maltrattamenti in famiglia” anche mentre la donna era in gravidanza, vessazioni non solo da parte del compagno ma anche dei suoceri, tutti e tre componenti della stessa associazione a delinquere e della stessa comunità sinti. La donna si trova ora in un centro antiviolenza in situazione protetta.

All’alba di questa mattina è scattata l’operazione “Revenge”: nelle province di Venezia, Verona, Piacenza e Rovigo, circa 100 carabinieri del Comando Provinciale di Venezia e degli altri Comandi Provinciali interessati, con l’ausilio del 4° Battaglione “Veneto”, nonché del 14° Nucleo Elicotteri di Belluno e del Nucleo Cinofili di Torreglia (Pd), hanno eseguito 8 misure di custodia cautelare, di cui 6 in carcere e 2 agli arresti domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Venezia. Gli arresti su richiesta della Procura lagunare nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalità italiana di etnia “sinti” e di un marocchino, ritenuti responsabili a vario titolo di “Associazione per delinquere”, “Furto aggravato”, “Ricettazione”, “Indebito utilizzo di carte di pagamento”, “Maltrattamenti in famiglia”, “Lesioni personali” e “Acquisto e vendita di arma con munizionamento”.

Sono in corso le perquisizioni domiciliari a carico dei soggetti arrestati e di altre 15 persone, tutte italiane, di cui 4 minorenni per cui procede la Procura per i Minorenni di Venezia, indagate per gli stessi reati.


L’attività investigativa, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Venezia tra settembre 2018 e ottobre 2019 su appartenenti a comunità sinti residenti a Cavarzere (Ve), Mestre e Verona, ha consentito di evidenziare gravi indizi di colpevolezza a carico degli arrestati per aver costituito un’associazione per delinquere dedita ai furti in abitazione e su automezzi in sosta, soprattutto nei paraggi di supermercati e cimiteri, delineando la responsabilità in ordine a oltre 100 fatti reato, commessi in numerose provincie di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Il danno complessivo è di oltre mezzo milione di euro ai danni delle vittime.

Si è riusciti inoltre a risalire al canale di ricettazione del materiale rubato, individuando un uomo marocchino, residente a Noventa Padovana (Pd), che destinava la refurtiva al proprio paese natale. E’ stato accertato l’indebito utilizzo delle carte di pagamento asportate nel corso delle azioni delittuose con prelievi per oltre 50.000 euro. Durante le indagini è stata individuata e sottoposta a sequestro refurtiva per un valore di circa 100.000 euro.

E’ stato inoltre appurato l’acquisto di una pistola semiautomatica con le munizioni da parte di un componente della banda.

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