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Fiabe gay ai bambini di Venezia: Orsoni assolve tutti

Alla fine va a finire come spesso in Italia: colpa di chi fa (dis-)informazione. Il sindaco di Venezia assolve tutti: i libri per far prendere confidenza ai bambini ai temi ‘della diversità’, la delegata che li ha comprati, il Comune che li ha pagati. «I libri non saranno dati in mano ai bambini, che a […]

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camilla seibezzi comune di venezia

Alla fine va a finire come spesso in Italia: colpa di chi fa (dis-)informazione. Il sindaco di Venezia assolve tutti: i libri per far prendere confidenza ai bambini ai temi ‘della diversità’, la delegata che li ha comprati, il Comune che li ha pagati.

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«I libri non saranno dati in mano ai bambini, che a quell’età non sanno leggere – precisa il sindaco – E chi lo ha detto vuole fare disinformazione per eccitare gli animi». In realtà i libri sarebbero dovuti essere letti dalle maestre ai bambini, comunque…

Camilla Seibezzi, messa sotto accusa per aver utilizzato 10mila euro dei 120mila del budget per comprare una cinquantina di fiabe utili a spiegare la tolleranza per la diversità non ha compiuto eccesso di delega.

«Se fosse per me, uscirei subito dalla maggioranza», aveva sbottato il capogruppo Simone Venturini, dopo l’incontro Orsoni-Seibezzi. Poi gli animi si sono calmati: «Il sindaco ha fermamente assicurato che i libri non entreranno mai in contatto, diretto e indiretto, con i bambini – dice una nota ufficiale dell’Udc.

Ma insomma i libri costati 10 mila euro verranno usati o no? Si vedrà, le psicopedagogiste stanno leggendo i testi, ne stanno discutendo con maestre ed educatrici e ai primi di marzo ci sarà il loro giudizio.

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Intanto però è chiarito che la Seibezzi (foto) non ha commesso nessun ‘abuso’: «Il mandato che le ho conferito è la tutela dei diritti civili e umani e in questa linea tutti ci dobbiamo riconoscere – chiarisce il primo cittadino — anche l’assessore Tiziana Agostini. Bisognerebbe che ognuno facesse il suo mestiere e non alzasse la voce quando non conosce le cose» conferma Orsoni.

Ma il ruolo assunto da Tiziana Adostini era solo quello teso ad assicurarsi che chi decideva ne avesse titolo nell’ambito delle sue competenze e pertinenze, ma poi l’assessore Agostini ha fatto un passo indietro: «non aggiungo altro: come nei film americani, ogni parola potrebbe essere usata contro di me».

Paolo Pradolin

[15/02/2014]

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  1. Onestamente, da cittadino italiano di uno stato laico facente parte di una Europa moderna ne ho pieni i cosiddetti delle crociate retrograde e oscurantiste dell’UDC. Vadano paure a flagellarsi a casa loro se la cosa li eccita, ma la smettano di voler imporre le loro visoni agli altri.

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