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Ettore Beggiato: “La Grande Truffa”, terza edizione

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Ettore Beggiato: "La Grande Truffa", terza edizione

E’ uscita in questi giorni la terza edizione di “1866: la grande truffa. Il plebiscito di annessione del Veneto all’Italia” di Ettore Beggiato (Editrice Veneta, 150 pagine, 10 euro).
Il prof. Sabino Acquaviva, recentemente scomparso, così ne parla nella prefazione alla prima edizione stampata nel 1999.
“Un libro importante, culturalmente e politicamente. Ci Parla della nostra storia, di quanto è accaduto quando il Veneto è stato annesso all’Italia. Ci narra quel che è veramente successo, oltre ogni descrizione oleografica, falsa e falsata per motivi politici.. Noi tutti sappiamo che l’unificazione del paese è stata più imposta che voluta. Che è arrivata sulla punta delle baionette dell’esercito piemontese, che molti plebisciti sono stati manipolati, che nel 1848 la maggioranza dei veneti si è battuta contro l’Austria in nome di San Marco; che addirittura, dopo la vittoria di Lissa, sulle navi austroungariche, dove quadri e marinai erano in gran parte veneti istriani e dalmati e quindi provenivano da territori appartenuti alla repubblica di Venezia, si gridò “viva San Marco”. Sappiamo anche, purtroppo che una ricostruzione di parte della storia è stata poi travisata nei libri di scuola ed è stata imposta alle nuove generazioni. Oggi, dopo oltre un secolo e mezzo, è nostro dovere ricostruire la storia della regione in cui viviamo o siamo nati.”

E più avanti, il grande sociologo padovano sottolinea l’importanza della lingua veneta nella battaglia per la difesa dell’identità del popolo di San Marco: “… Questa regione, contrariamente ad altre, possiede una sua lingua, che è stata lingua franca e internazionale per secoli, almeno nel Mediterraneo orientale. E’ l’unico dialetto-lingua parlato fuori d’Italia in regioni abbastanza vaste e in Stati diversi. Dunque si tratta di un popolo con una forte identità, e fa bene Beggiato a cercare di capire, nel suo libro, perché questo popolo ad un certo punto ha abdicato e alla fine accettato di esserne parte dell’Italia unita. Ma ha accettato o subito l’Unità? A partire dal 1866 il governo centrale ha sistematicamente combattuto, non soltanto nel Veneto ma in ogni regione d’Italia, le identità regionali.” Già “dal 1866 il governo centrale ha sistematicamente combattuto le identità regionali” … e continua a combatterle…

E ancora, è sempre il prof. Acquaviva che ribadire l’importanza di “riacquistare la memoria”:
“…E’ giunto il momento di riacquistare la memoria. A questo scopo dobbiamo fare un paziente lavoro di certosini, riscrivere la storia, reintrodurre, affinché non muoia, l’insegnamento della lingua veneta, dopo avere approntato delle grammatiche standardizzate e pubblicato dei vocabolari. Ma tutto questo, ripeto, deve accompagnarsi ad una riscoperta della storia, ed è appunto quanto fa, in queste pagine Ettore Beggiato” L’autore ha mantenuto intatto l’impianto del volume, diviso in sei parti. Si parte con il “Quadro storico generale”, seguito dal “19 ottobre 1866, la grande truffa”, da “21 e 22 ottobre 1866, al voto quando tutto è già stato deciso”, dal capitolo dedicato all’arrivo dei Savoja “…E arrivarono i liberatori”, al “Il secolo dei plebisciti” nel quale l’autore descrive brevemente i truffaldini plebisciti sabaudi che precedettero quello veneto. E, non a caso, il grande Indro Montanelli fu “costretto” ad ammettere: “L’Italia è finita. O forse, nata su plebisciti-burletta come quelli del 1860-61, non è mai esistita”.

Molto ricco è il capitolo dedicato ai documenti nei quali Ettore Beggiato ripropone documenti inediti frutto di oltre trent’anni di ricerche, in particolare si fa riferimento alla “Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia” che attesta come il 19 ottobre, due giorni prima del voto, il Veneto sia stato ufficialmente annesso al Regno d’Italia; i Veneti andarono a votare il 21 e 22 ottobre quando tutto è già stato deciso… ”la grande truffa” appunto.

26/03/2016

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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  1. penso che se sono stati fatti dei torti, degli imbrogli, solo si cancellano riparando! È come un furto, solo si cancella restituendo il mal tolto! finchè non si arriverà a questo, sempre ci saranno atriti e solo aumenteranno le polemiche! sarei curioso di vedere i risultati di un nuovo plebiscito senza imbrogli! comunque si è visto che il “grande” stato non riesce a controllare e soddisfare le esigenze di tutti i cittadini, tuttaltro! pertanto sarebbe ora di pensare seriamente a un sistema politico diverso, o confederazione di stati che ridimensionati e più vicini ai problemi locali con certezza sono più governabili!
    paolo

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