Drone che sorvolava Venezia va a sbattere sul Campanile di San Marco

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Drone che sorvolava Venezia va a sbattere sul Campanile di San Marco

Drone che sorvolava Venezia va a sbattere sul Campanile di San Marco

La notizia arriva nel pomeriggio senza particolare enfasi: drone va a sbattere sul Campanile di San Marco, in buona sostanza. Comunicato ufficiale: “Un singolare incidente, ma che poteva avere più gravi conseguenze, questa mattina in piazza san Marco. Verso le 12.20, un drone con un diametro di circa 50 centimetri, pilotato da un turista, sedicente cittadino libanese, privo di qualsiasi autorizzazione, ha urtato la sommità del campanile di San Marco, cadendo poi rovinosamente a terra, senza causare per fortuna danni alle persone che si trovavano in quel momento nell’area marciana. La Polizia Locale, intervenuta immediatamente, ha provveduto al sequestro del drone e, dopo una breve indagine, al fermo per identificazione del proprietario e alla conseguente contestazione degli illeciti penali commessi”.

Poche parole, senza particolari allarmismi, ma chi lo ricorda che ormai a Venezia cade un drone alla settimana?
Ancora una volta, fortunatamente, è andata bene, ma il drone precipitato in Piazza San Marco, a Venezia, mercoledì, ha fatto rischiare la tragedia.

Il velivolo radiocomandato privo di controllo ha sbattuto contro la sommità del campanile di San Marco ed è finito a terra a pochi passi da una persona. Nessuna conseguenza, ma per qualche minuto in tanti sono rimasti con il fiato sospeso.

Da inizio luglio è il terzo drone che conclude il suo volo schiantandosi al suolo nell’area marciana; a pilotarli sempre turisti desiderosi di avere tra i loro ricordi lagunari delle foto della città vista dall’alto. Oggi è toccato a un turista di origini libanesi, ma residente a Londra, che prima di tornare a casa ha voluto far alzare in aria un velivolo del diametro di circa 50 centimetri, dall’isola di San Giorgio, proprio di fronte all’area marciana, dall’altra parte del Bacino.

“Volevo fare delle foto” ha detto il turista (che parla sei lingue) agli agenti della polizia locale. Nella memoria del velivolo sono state trovate alcune migliaia di immagini di Venezia dal cielo, segno che in questi giorni probabilmente l’oggetto radiocomandato è stato usato come macchina fotografica altre volte.

Con un volo programmato per Londra in giornata, forse l’uomo voleva fare l’ultima ‘serie’ dall’alto dell’area più ambita da sempre da milioni di turisti a Venezia, San Marco. Dal piazzale dell’isola di san Giorgio ha così fatto alzare il drone e l’ha portato ad una altezza di 200-300 metri.

Qualcosa però non ha funzionato: la rotta del velivolo guidato a distanza ha interferito con quella di un elicottero che stava sorvolando il bacino. Lo spostamento d’aria causato dalle pale dell’elicottero ha fatto sbandare il velivolo più piccolo e il suo ‘pilota’, risultato privo di autorizzazioni, ha detto di averne perso il controllo.

Il drone, da quel momento, ha cominciato a volare senza guida, perdendo quota e finendo la sua corsa contro il campanile. Fortuna ha voluto che nella traiettoria di caduta fino a terra, poco lontano da un caffè, non ci fosse nessuno.

“Solo questione di poche decine di centimetri” hanno raccontato ai vigili alcuni testimoni.

Immediata è scattata la ‘caccia’ al proprietario e poco dopo gli agenti della polizia municipale hanno fermato il turista di origini libanesi. Il giovane è stato accompagnato al comando e sono scattati tutti i controlli per stabilire la sua identità e dare conferma al suo racconto.

Accertamenti che sono durati diverse ore, tanto che il libanese ha dovuto spostare la partenza in serata.

L’episodio ha comunque riacceso l’attenzione sull’utilizzo improprio di questi mezzi in aree vietate e nel contempo sulle oggettive difficoltà di controllo sul piano della sicurezza.

“Deve essere chiaro – ha detto Marco Agostini, comandante della polizia locale – che noi sanzioneremo inesorabilmente ogni infrazione e faremo delle denunce penali. Non è pensabile che un drone venga usato come se fosse un giocattolo. Le regole ci sono e vanno rispettate”.

Giorgia Pradolin | 13/10/2016 | (Photo d’archive) | [cod droneve]


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