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Una donna scippata a Venezia. Brutto fatto di cronaca a cui l’attualità, purtroppo, ci ha “abituati”, anche se non vorremmo. Dov’è la novità? Nel fatto che la donna, una signora di 73 anni, era appena tornata da Mestre dove aveva partecipato ad una manifestazione pacifica contro la violenza, dopo il barbaro omicidio di Giacomo in Corso del Popolo.
Il sit-in, per ricordare Giacomo Gobbato, il suo gesto onorevole, e per dire “NO” alla violenza, ha visto centinaia di partecipanti. Verso sera la signora è poi rincasata e, accompagnata dalla sorella, attorno alle 22, camminava lungo la Fondamenta dei Tolentini, quella strada già percorsa centinaia di volte, normalmente affollata di passanti.
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Ad un certo punto le due sorelle sono state fermate da quella che sembrava una coppia di turisti disorientati. Un uomo e una donna, con una cartina turistica in mano, approfittando della confusione provocata ad arte, e della volontà genuina delle due signore di aiutare la finta coppia di turisti spiegando le strade, con una mossa da prestigiatori hanno sfilato il portafoglio dalla borsa della vittima.
L’unica cosa certa è che il furto è stato compiuto ai danni di quella delle due che camminava “meno stabilmente”, in modo di assicurare ai due ladri una fuga “tranquilla”. Alle due non è restato, infatti, che denunciare il furto. Il portafoglio rubato conteneva denaro, documenti e carte di credito.
Ancora una volta il discorso che viene richiamato dalle due signore (e in genere dall’opinione pubblica) è quello di una Venezia resa impersonale e affollata solo di anonimi volti turistici. Come dire: una volta, quando c’erano per le strade i nostri fioi, i giovani veneziani, o altri residenti che si conoscevano tra loro, furti come questo non esistevano e gli altri reati erano molto più difficili, in virtù di una solidarietà reciproca, dovuta ad una comunità in cui ci si conosceva e ci si aiutava.
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