Dall’emergenza alla manutenzione ordinaria di Venezia. Brugnaro: «Lavori non fatti da troppo tempo» [video]

ultimo aggiornamento: 27/07/2020 ore 09:54

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danni venezia per acqua alta
Cinquantasette milioni per il ripristino della città di Venezia dopo l’acqua granda di novembre scorso. Siamo al secondo stralcio dei lavori. Presentato il decreto questa mattina, lunedì 20 luglio 2020, alla control room del Tronchetto dal sindaco Luigi Brugnaro.

«Quando il presidente del Consiglio Conte è venuto a Pellestrina l’ultima volta, in occasione del Mose, ha constatato che i lavori sono stati fatti e io l’ho ringraziato. È un esempio di rapporto corretto fra le istituzioni. Quando si chiedono soldi bisogna presentare progetti concreti. Questo è il grande problema dell’Italia: si tratta a Bruxelles per i fondi del Recovery ma certi paesi sono restii a concederli perché non sappiamo come spenderli».

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Un colpo al secchio e uno alla botte nel commento del sindaco Brugnaro e commissario straordinario per l’alluvione. Lunedì mattina il primo cittadino ha descritto i provvedimenti per risollevare la città dai danni dell’acqua alta: 16 milioni di cantieri in fase di ultimazione o di aggiudicazione di gara, quasi 41 milioni da programmare.

Le opere, ha ricordato il sindaco, in questo caso hanno visto un investimento di 6 milioni di euro in 11 cantieri diversi. Del primo stralcio sono 50 i cantieri conclusi e 2 quelli in corso per 16 milioni e 294 mila euro. Del secondo stralcio sono 19 i cantieri conclusi, 24 in corso e 18 le gare in aggiudicazione.

Rifacimento di pavimentazioni e rive: i cantieri hanno interessato il centro storico soprattutto. L’investimento più importante alla Giudecca, dove si è proceduto al restauro di parapetti e muretti dell’area perimetrale, per un totale di 3,5 milioni di euro.


Un milione e duecentomila euro sono invece stati utilizzati per la riqualificazione a Dorsoduro, per rio del Tentor, Briati e fondamenta della Madonna. Sempre alla Giudecca, effettuati lavori per 177 mila euro per il ripristino delle pavimentazioni.

Stesso intervento a Cannaregio (216 mila euro), a San Marco (147 mila euro), a San Polo e Santa Croce (240 mila euro), a Dorsoduro (111 mila euro) e a Castello (220 mila euro con intervento anche sui parapetti in Riva degli Schiavoni e in Riva dei Partigiani). Disostruite caditoie per 200 mila euro.

«Ci abbiamo trovato all’interno perfino un passaporto – racconta il sindaco – Tanto per far capire da quanto tempo non venivano puliti i pozzetti. La scadenza di questo documento, che ho portato a casa, appartenuto a un turista americano, risale a 10 anni fa».

Poi Brugnaro rileva un problema riscontrato nel distacco degli intonaci. «È materiale che potrebbe non essere ottimale perché si sgretola e finisce dentro alle caditoie, si ricompatta e va ad ostruire le condotte con conseguenze sullo scarico delle acque», spiega.

Il ripristino dei masegni delle pavimentazioni, garantisce Insula, è avvenuto secondo il protocollo firmato con la Soprintendenza di Venezia, con il recupero quasi totale delle strutture interessate. «Con i 57 milioni ripristiniamo Venezia ma non siamo che all’inizio di un lavoro continuo e costante che deve interessare la città. Ecco perché con il presidente Zaia abbiamo chiesto 150 milioni in 10 anni.

«C’è il sistema fognario da fare, la rete antincendio da completare, lo scavo dei canali lagunari da assicurare – spiega -. Una volta c’era la legge speciale: occorre rifinanziarla», conclude Brugnaro.

A.G.

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