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domenica 18 Aprile 2021
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Zaia conferma variante inglese ma non solo: “In Veneto 8 mutazioni”

Zaia conferma la variante inglese del virus: “Il virus non è più lo stesso di marzo. Nella mia regione i genetisti dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie hanno scoperto 8 mutazioni”.
“La variante inglese è molto più contagiosa delle altre. Può essere questo il ‘fattore x’. Aggiungo però che da quattro giorni per fortuna stiamo vedendo diminuire il numero dei malati; secondo ragionamento: è cambiato il clima. Nella prima fase avevamo tutti paura di morire, ora il virus è diventato per certi versi più familiare, la guardia si è abbassata”.
Così il governatore del Veneto Luca Zaia su

la Repubblica spiega i contagi nella sua Regione.
Zaia assicura che “il sistema sanitario veneto sta rispondendo bene, non c’è un solo paziente Covid lasciato a terra pur continuando a curare gli altri settemila ricoverati per altre malattie. Quest’anno abbiamo registrato il record di operazioni di trapianto, continua l’immigrazione sanitaria intraregionale e siamo i primi in Italia per capacità di vaccinazione”.
“Ribadisco il concetto:

siamo ancora un modello”.
Sulla scuola: “Siamo stati i primi a decidere di procrastinare la riapertura, e ci sono piovute addosso le critiche. Ora altre Regioni ci hanno seguito. Se rimanderemo ancora dipenderà solo dalle condizioni sanitarie. E il governo ci deve venire incontro con i ristori” che “devono riconoscere, almeno in parte, la quota di fatturato perso. Altrimenti rischiamo l’ecatombe economica”.

Data prima pubblicazione della notizia:

Una persona ha commentato

  1. Presidente Zaia, sono un suo convinto sostenitore da lungo tempo, ma per onestà intellettuale lei sa, come me, che le varianti di covid in Veneto ed in Italia sono sempre state innumerevoli e non sono quindi il fattore X.
    Il fattore X lo conosce bene, ed è la zona gialla della regione nei mesi di Novembre e Dicembre, zona che di fatto non ha limitazioni ed è un fallimento.
    Le rinnovo l’invito di richiamare al più presto Crisanti in cabina di regia per la prevenzione sanitaria, ed affidare la dr.ssa Russo ad altri incarichi.
    Il fallimento sta tutto qui, nessuno si ricorderà in futuro della Russo ma del suo nome, è ancora in tempo per salvaguardare il suo nome.
    Dalle sue quotidiane conferenze stampe, chiaramente si evince che le manca un esperto tecnico, prima le sue dichiarazioni erano molto tecniche oggi sono più povere di contenuti.

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