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sabato 16 Ottobre 2021

Covid, i medici: “Non allentate restrizioni, ospedali ancora pieni”. Ultima ora

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Mentre nell’aria si colgono speranze e intenzioni proiettate verso le riaperture, è giunto un preoccupante appello dei medici.
“Il sistema ospedaliero è ancora in sovraccarico. Gli indici di occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche Covid sono ben oltre le soglie critiche individuate. La mortalità resta elevata. Sì, i dati delle ultime settimane mostrano progressivi segnali di rallentamento della crescita dei contagi, ma siamo sempre sui 530mila e serve molta cautela nell’allentare le misure restrittive della movimentazione sociale”.
Così denuncia oggi l’organismo ” intersindacale ” dei principali sindacati dei medici.
Se è vero che i dati sono in leggero calo, è vero anche che: “il personale sanitario, impegnato quotidianamente – 7 giorni su 7, di giorno e di notte – e da oltre un anno nella lotta contro la pandemia , si trova ad affrontare ancora per tutto il 2021 criticità di ogni tipo dovute al sovraffollamento degli ospedali, che con la terza ondata interessa in successione tutta la nostra penisola, anche aree precedentemente risparmiate, come dimostra il caso Sardegna”.

Non è dunque ancora arrivato il momento per abbassare la guardia, dicono i medici: “Ogni prematuro allentamento delle restrizioni potrebbe mettere a rischio tanto la vita dei pazienti affetti da Covid, costringendo per carenza di posti letto gli operatori a scelte strazianti sotto il profilo etico, come il triage inverso, quanto la salute dei pazienti con altre patologie, la cui prevenzione e cura rischia di essere ancora una volta sacrificata a causa della sottovalutazione del rischio di una persistente elevata circolazione del virus, sulla quale i medici e i dirigenti del servizio sanitario nazionale lanciano da tempo, inascoltati, tutti gli allarmi possibili”.

Secondo i sindacati dei medici, un rallentamento delle restrizioni sarà possibile solo con contagi giornalieri al di sotto di 5mila casi.
Un ritmo che consentirà di mantenere la capacità di testing e di riprendere il contact tracing per il controllo della diffusione dell’epidemia, avendo almeno il 30% di posti letto liberi a disposizione.

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