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Corte dei Conti boccia Regione di Zaia, "Indebitamento occulto"

Le valutazioni espresse dalla Corte dei Conti al rendiconto generale della Regione per il 2014 ha provocato le reazioni dei consiglieri del Pd Stefano Fracasso (vice presidente Commissione Bilancio), Piero Ruzzante (vice capogruppo), Graziano Azzalin, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni, Francesca Zottis, assieme a Cristina Guarda (Gruppo Moretti).

“Quello che arriva dalla Corte dei Conti è un giudizio di bocciatura netta sull’operato della
Giunta in ambiti molto delicati, dalla gestione del patrimonio e delle società partecipate, fino all’utilizzo dei fondi comunitari. Chiediamo a questo punto al presidente Zaia un chiarimento urgentemente in una seduta congiunta delle Commissioni prima (bilancio) e quarta (valutazione delle politiche pubbliche)”.

“Siamo infatti preoccupati – aggiungono i consiglieri – per le possibili ripercussioni sull’approvazione del Rendiconto e sulla predisposizione del bilancio di assestamento e del bilancio di previsione”.

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La Corte dei Conti ha parlato di indebitamento occulto della Regione Veneto condotta da Zaia, e la cosa ha provocato la reazione anche degli altri gruppi.
“La Regione intervenga subito coprendo i buchi: la giunta Zaia ha fallito per la Corte dei Conti”, così i consiglieri tosiani Giovanna Negro e Maurizio Conte commentano il giudizio sul rendiconto generale della Regione Veneto 2014.

“La Procura della Corte dei Conti non ha parificato il bilancio e ha parlato di indebitamento occulto da parte della Regione. La cosa che più ci preoccupa – aggiungono – è che quest’anno sono stati adottati gli stessi comportamenti del 2014, quindi occorre correre ai ripari prima della chiusura del Bilancio 2015 e non commettere gli stessi errori”.

“Personalmente troviamo ingiustificabile – rilevano i due consiglieri – che durante il suo intervento Zaia abbia scaricato il barile della responsabilità sugli uffici regionali. Tra le parti contestate vi è l’ambito sanitario in cui la Corte dei Conti scrive che ‘non sembra essere decollata una metodologia programmatoria adeguata’ e poco più avanti: ‘Urgono tempestivi comportamenti correttivi dell’attività regionale considerata. Si pensi solo – si legge sul documento – all’anomalo intervento perequativo per le Ulss, con il quale l’effettiva ripartizione della liquidità anticipata è stata attribuita in quota parte a ciascuna azienda, in ragione della più grave esposizione debitoria rispetto ai creditori-fornitori'”.

Per Negro e Conte “si parla poi di ‘omessa indicazione dei beni del demanio culturale’ mentre per quanto riguarda gli ‘immobili riconosciuti monumenti nazionali con atti aventi forza di Legge’ la Procura li ha definiti ‘inalienabili’, ma allora come farà Zaia a vendere Palazzo Balbi e altri edifici storici per far recuperare cassa alla Regione?”.

“Infine – concludono – in considerazione delle numerose criticità evidenziate, la Procura conclude per il diniego della parifica del conto del patrimonio dell’intera gestione finanziaria delle società partecipate incidente direttamente o indirettamente, sul bilancio, nonché la parte del bilancio relativa alla gestione dei fondi comunitari. E’ un fatto di gravità immensa”.

La “bocciatura” della Corte dei Conti si va a collocare, in qualche modo, nell’assieme delle perplessità di alcuni operatori davanti a certe spese recenti.

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